{"id":254238,"date":"2013-12-03T09:54:53","date_gmt":"2013-12-03T08:54:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=254238"},"modified":"2013-12-03T20:00:46","modified_gmt":"2013-12-03T19:00:46","slug":"coldiretti-agricoltori-liguri-linea-la-difesa-del-made-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/12\/coldiretti-agricoltori-liguri-linea-la-difesa-del-made-italy\/","title":{"rendered":"Coldiretti, agricoltori liguri in prima linea per la difesa del &#8220;made in Italy&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Centocinquanta agricoltori liguri domani e gioved\u00ec 5 dicembre parteciperanno a un presidio al valico del Brennero, nel quadro della mobilitazione nazionale organizzata da Coldiretti in difesa del \u201cmade in Italy\u201d che coinvolger\u00e0 circa 10 mila allevatori e coltivatori in tutto il Paese. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_518\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_518\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019iniziativa, contemporaneamente ai presidi di Reggio Emilia, snodo cruciale dell\u2019industria della salumeria, e di quello previsto davanti a Montecitorio, nasce e si sviluppa per far fronte a una situazione di emergenza per l\u2019agricoltura e l\u2019allevamento italiani. \u201cIl falso Made in Italy \u2013 spiega Giovanni Moretti, direttore di Coldiretti Liguria \u2013 che nel mondo supera i 60 miliardi di fatturato, non solo rappresenta un inganno nei confronti dei consumatori, ma danneggia anche le imprese nostrane, vanificando gli sforzi che stanno facendo per uscire dalla crisi, oltre a sottrarre al Paese circa 300 mila posti di lavoro\u201d.<\/p>\n<p>Superare le anomalie che minacciano soprattutto le filiere della carne suina (che transita in larga parte proprio al valico del Brennero), del latte, dei cereali, dell\u2019olio di oliva e della frutta: questo il principale obiettivo dei tre presidi organizzati da Coldiretti. Ma non solo. Tra le richieste che gli imprenditori agricoli rivolgono al Parlamento si evidenzia quella di una normativa nazionale e comunitaria che imponga l\u2019obbligo dell\u2019indicazione dell\u2019origine dei prodotti e di rendere pubblici i dati sulle importazioni e sui controlli delle industrie italiane: \u201cLa trasparenza rappresenta il primo fondamentale passo verso la lotta alla contraffazione\u201d, sottolinea Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria. <\/p>\n<p>Coldiretti propone anche di dare piena attuazione all\u2019articolo 62 del d.l. del 24 gennaio 2012, che vieta pratiche commerciali sleali nei confronti degli allevatori, oltre a garantire adeguati sistemi di valutazione e di controllo dei finanziamenti pubblici alle imprese agroalimentari. Il marchio tricolore continua a crescere a livello internazionale, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 minacciato dal mercato del falso e dalla scarsa trasparenza: solo nella prima parte del 2013 l\u2019agroalimentare italiano, che rappresenta il 17% del Pil nazionale con un valore di 266 miliardi di euro, \u00e8 aumentato di oltre il 7% e chiuder\u00e0 l\u2019anno con circa 34 miliardi di export. <\/p>\n<p>Non sono da meno anche le altre produzioni del Made in Italy. L\u2019olio, simbolo dell\u2019agroalimentare italiano, e in particolare di quello ligure, rappresenta il 3,3% della produzione agricola nazionale e i 6 milioni di quintali totali generano, ogni anno, un valore di circa 1,5 miliardi. Ma circa 5 milioni di quintali di olio vengono importati dalla Spagna, il 30% dei quali \u00e8 ottenuto da procedimenti di estrazione non naturali ed \u00e8 destinato poi alla trasformazione in Italia. A ci\u00f2 si aggiunge la scarsa trasparenza del settore, in cui oli di bassa qualit\u00e0 vengono spacciati per extra vergine d\u2019oliva.<\/p>\n<p>Con 37 mila imprese attive nel Paese, il settore lattiero-caseario genera un fatturato di oltre 27 miliardi di euro. Ma per ogni litro italiano prodotto, ce n\u2019\u00e8 uno importato senza indicazione d\u2019origine. Con quasi 250 milioni di quintali e un valore di 11,4 miliardi di euro, l\u2019Italia \u00e8 al primo posto in Europa per la produzione di frutta e ortaggi freschi, minacciati per\u00f2 dalla mancanza di reali controlli sull\u2019etichettatura sia nei mercati rionali, sia nella grande produzione. La carne suina prodotta negli oltre 26 mila allevamenti italiani arriva a quasi 1 milione e 300 mila tonnellate: ma secondo i dati Anas (Associazione nazionale allevatori suini), nel 2012 sono state importate dalla Germania circa 500 mila tonnellate di suini vivi e carni suine: allevamenti e produzioni, quelle tedesche, non sostenibili e pregiudizievoli per l\u2019ambiente, la salute e la tutela del lavoro. La bassa qualit\u00e0 delle carni d\u2019importazione mette in gravi difficolt\u00e0 le realt\u00e0 produttive italiane, che, non riuscendo pi\u00f9 a reggere il rapporto tra costi di produzione e prezzo di mercato, sono costrette a chiudere (dall\u2019inizio della crisi la filiera italiana ha perso oltre 8 mila posti di lavoro).<\/p>\n<p>Per difendere queste e altre produzioni italiane, ma anche l\u2019interesse dei consumatori e il loro diritto a scegliere in modo consapevole i prodotti agroalimentari, Coldiretti Liguria, in linea con quanto sta svolgendo la federazione a livello nazionale,  ha coinvolto tutti i sindaci del territorio, i deputati e i senatori eletti in Regione perch\u00e9 aderiscano alle richieste della categoria. In particolare, ai parlamentari liguri si chiede di aprire un dibattito produttivo sulla questione delle frodi, delle contraffazioni, dei controlli di filiera e della trasparenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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