{"id":253762,"date":"2013-11-25T13:23:33","date_gmt":"2013-11-25T12:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253762"},"modified":"2013-11-25T17:02:17","modified_gmt":"2013-11-25T16:02:17","slug":"rapina-alla-carisa-savona-rinviata-ludienza-preliminare-padre-figlio-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/rapina-alla-carisa-savona-rinviata-ludienza-preliminare-padre-figlio-giudizio\/","title":{"rendered":"Rapina alla Carisa di Savona, rinviata l&#8217;udienza preliminare: padre e figlio a giudizio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ponente.<\/strong> Avrebbe dovuto aprirsi, stamani, davanti al gup del tribunale di Imperia, ma \u00e8 slittata (per un impedimento della difesa e uno della Procura), l\u2019udienza preliminare nei confronti di Antonio e Vincenzo Palumbo, padre e e figlio campani, accusati \u2013 in concorso con Simona Righetto e Claudio Dellei Castelli (agenti immobiliari piemontesi), che tuttavia hanno gi\u00e0 patteggiato a Savona \u2013 di aver messo a segno 11 rapine tra la Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Colpi che avevano fruttato una somma pari a 550 mila euro. In Liguria, i quattro arrestati avevano colpito: il 15 aprile 2011, a Savona, alla filiale Carige (90 mila euro il bottino); nella provincia imperiese: alla Banca Popolare di Novara, di Arma di Taggia (il 22 dicembre 2010); a Ospedaletti (il 22 marzo 2011) e, a Ventimiglia, alla Banca Carige (il 28 giugno 2011). I quattro vennero arrestati dai carabinieri e, dopo l\u2019inizio del processo in tribunale a Savona, per i primi due patteggiamenti, il procedimento \u00e8 stato spostato a Imperia, per via dell\u2019incompetenza territoriale sollevata dalla difesa degli altri due imputati, assistiti dall\u2019avvocato Luca Ritzu, di Sanremo.<\/p>\n<p>I primi due, arrestati a Napoli e a Rimini, agivano all\u2019interno delle banche; gli altri erano i basisti, incaricati di fornire appartamenti e la strumentazione necessaria per agire, tra cui le parrucche. Le armi sequestrate nella casa dei due baisisti, a Bra (Cuneo), sono ora al vaglio del Ris di Parma per le analisi. <\/p>\n<p>Agli arrestati viene contestato anche il reato di porto abusivo di armi. La donna \u00e8 anche accusata di il riciclaggio dei proventi delle rapine, cambiati presso una banca, in banconote di piccolo taglio. Il sodalizio criminale agiva armato di mitragliette e pistole, spesso legava gli ostaggi con nastri da elettricisti e, per alterare i propri tratti somatici, utilizzava tamponi di ovatta che inserivano in bocca e nel naso. Tra le armi utilizzate, due pistole beretta e una \u201cSkorpio\u201d. <\/p>\n<p>L\u2019ultima \u201crazzia\u201d \u00e8 avvenuta, lo scorso 16 settembre, a Ceva (Cuneo). Gli inquirenti sono riusciti a recuperare solo i gioielli sottratti in una rapina messa a segno a Savigliano. I quattro sono stati individuati grazie alle immagini delle telecamere degli istituti di credito \u201cvisitati\u201d dalla banda e grazie a una lunga attivit\u00e0 di indagine e accertamenti. Nelle abitazioni perquisite, i carabinieri hanno rinvenuto parte dei preziosi trafugati, armi da guerra e clandestine complete di munizionamento, parrucche e fascette utilizzate per immobilizzare le vittime.<\/p>\n<p>I malviventi (in particolare i campani), prima di agire, si rivolgevano ad una cartomante per essere rassicurati sul buon esito della rapina. La divinatrice, con sede nelle Langhe, non conosceva gli esatti affari dei suoi \u201cclienti\u201d. Alla fine, per\u00f2, la malasorte li ha comunque travolti.<\/p>\n<p>                                                                   <em>In collaborazione con Riviera24.it<\/em><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ponente. 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