{"id":253658,"date":"2013-11-22T17:52:37","date_gmt":"2013-11-22T16:52:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253658"},"modified":"2013-11-23T12:53:16","modified_gmt":"2013-11-23T11:53:16","slug":"la-vespa-velutina-minaccia-lapicoltura-ligure-produzione-miele-rischio-lallarme-del-settore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/la-vespa-velutina-minaccia-lapicoltura-ligure-produzione-miele-rischio-lallarme-del-settore\/","title":{"rendered":"La &#8220;vespa velutina&#8221; minaccia l&#8217;apicoltura ligure: produzione di miele a rischio, l&#8217;allarme del settore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Il calabrone asiatico o vespa velutina fa davvero paura agli apicoltori liguri e del savonese. E\u2019 il settore a lanciare l\u2019allarme, in particolare l\u2019associazione Apiliguria: il calabrone asiatico rappresenta ormai una minaccia per l\u2019apicoltura e per molti piccoli imprenditori. Ormai se ne \u00e8 accertata la presenza, in particolare nel ponente ligure dove vanta numerosi nidi insediati. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_72\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il 30 novembre se ne parler\u00e0 in un convegno a Sanremo al Teatro del Casin\u00f2, organizzato proprio da Apiliguria e che chiamer\u00e0 a raccolta gli apicoltori di tutta la Regione: al centro dell\u2019incontro come conoscere e combattere la vespa velutina, approdata in Francia presumibilmente attraverso l\u2019importazione di un carico di vasellame all\u2019ovest nel 2004 dalla Cina. In questi anni ha colonizzato buona parte della Francia e questo anno \u00e8 arrivata in Liguria attraverso la costa. Un primo individuo maschio isolato era stato trovato mesi primi a Loano. <\/p>\n<p>A prima vista \u00e8 molto simile al Calabrone Europeo (Vespa Crabro Linnaeus, 1761) con il quale pu\u00f2 essere confuso facilmente. Presenta un addome pi\u00f9 scuro con solo un \u201canello\u201d giallo e un piccolo triangolino giallo. Le zampe sono visibilmente gialle ed \u00e8 leggermente pi\u00f9 piccolo del calabrone europeo, misura tra 17 e 32 cm. \u201cLa vespa velutina come tutte le vespe ha una dieta prevalentemente carnivora e si ciba di alimenti zuccherini in primavera inizio estate e poi di alimenti proteici fino all\u2019autunno. Per le Velutina l\u2019alimento proteico \u00e8 rappresentato in prevalenza dal torace delle api mellifere ma si ciba presumibilmente anche di altri insetti. E\u2019 quindi specializzata nella predazione delle api mellifere e non conosciamo quale sia il suo impatto sulle specie selvatiche impollinatrici in un territorio cos\u00ec ricco di biodiversit\u00e0 come il nostro ne i danni che potr\u00e0 arrecare e alle mancate produzioni dovute a carenze di impollinazione\u201d afferma Fabrizio Zagni di Apiliguria. <\/p>\n<p>\u201cA differenza delle api, che non fanno danni ne ai frutti ne alle persone, anzi impollinano, la vespa velutina come il calabrone pu\u00f2 cibarsi anche di frutti maturi\u201d. \u201cLe api da miele vengono predate in volo quando tornando tentano di entrare nell\u2019alveare dove le attende la vespa velutina che vola in hovering come un elicottero e le aspetta dando la schiena alla porticina dell\u2019alveare. Ha un volo stazionario differente dal calabrone europeo e si notano le zampe gialle tenute in posizione divaricata pronte ad abbracciare al volo la povera ape che cerca di depositare il suo prezioso bottino all\u2019interno dell\u2019alveare. A questo punto l\u2019ape non ha pi\u00f9 scampo. L\u2019ape \u00e8 trasportata a qualche metro di distanza dove la vespa con le poderose mandibole la decapita, poi tranquillamente taglia via l\u2019addome, le zampe, le ali e trasporta al suo nido solo la parte del torace pi\u00f9 ricca in proteine, qui vene trasformata in omogeneizzato proteico e usato per la nutrizione delle numerose le larve\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIl ciclo vitale della velutina \u00e8 simile a quello del calabrone. I grossi nidi autunnali vengono spopolati e pian piano le vespe operaie muoiono. Svernano solo poche Vespe fondatrici che in primavera fonderanno altri piccoli nidi. In primavera ogni Vespa fondatrice crea un nido primario simile a quello del calabrone comune (Vespa Crabro) della dimensione di una grossa arancia\u201d. \u201cIl nido primario viene abbandonato quando diventano pi\u00f9 numerose per poi spostarsi e fondare il nido secondario, pi\u00f9 grande, nella fronda degli alberi e arbusti. I nidi raggiungono dimensioni impressionanti anche superiori al metro di diametro\u201d. \u201cSono costruzioni molto belle esteticamente, di forma circolare formata da una sorta di \u201ccartone\u201d creato dalle vespe masticando ed impastando fibre vegetali e contengono migliaia di individui.  Serviranno da allevamento delle larve fino al mese di novembre e sono popolati da migliaia di individui. Verranno poi abbandonati in quanto sopravvivranno solo poche femmine fondatrici che troveranno un riparo per l\u2019inverno per poi ricominciare il ciclo in primavera\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIn questo periodo, l\u2019autunno, il fabbisogno proteico dei grossi nidi di Vespa Velutina \u00e8 enorme e le api subiscono pesanti perdite. Inoltre le api subiscono un notevole stress, sono occupate solamente a difendere la colonia e non raccolgono pi\u00f9 nettare ne scorte per l\u2019inverno. La perdita di molte api in un periodo cos\u00ec delicato come l\u2019autunno rischia di compromettere la sopravvivenza delle colonie ed il loro invernamento andando a morire perch\u00e9 troppo deboli\u201d.<\/p>\n<p>Al momento il grave problema \u00e8 oggetto di studio dalla Universit\u00e0 di torino DISAFA dipartimento di apicoltura con lo scopo di studiare la diffusione e la pressione che esso creer\u00e0 sulla fauna italiana: \u201c\u00c8 un problema che non pu\u00f2 essere sottovalutato. L\u2019esperienza del punteruolo rosso e della zanzara tigre lo insegnano. Purtroppo ho paura che non sar\u00e0 l\u2019ultimo e che dovremo essere pronti ad affrontare  questo tipo di attacchi anche in futuro facendo \u201csistema\u201d ed elaborando tecniche serie e condivise\u201d conclude Fabrizio Zagni. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Il calabrone asiatico o vespa velutina fa davvero paura agli apicoltori liguri e del savonese. E\u2019 il settore a lanciare l\u2019allarme, in particolare l\u2019associazione Apiliguria: il calabrone asiatico rappresenta ormai una minaccia per l\u2019apicoltura e per molti piccoli imprenditori. 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