{"id":253535,"date":"2013-11-21T08:37:06","date_gmt":"2013-11-21T07:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253535"},"modified":"2013-11-22T09:01:23","modified_gmt":"2013-11-22T08:01:23","slug":"viaggio-nel-mondo-dello-sport-il-savona-rugby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/viaggio-nel-mondo-dello-sport-il-savona-rugby\/","title":{"rendered":"Viaggio nel mondo dello sport: il Savona Rugby"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. \u201cIl rugby \u00e8 un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma \u00e8 fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all\u2019indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all\u2019indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all\u2019indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare\u201d. Cos\u00ec, una ventina di anni fa, il noto scrittore Alessandro Baricco descrisse lo sport della palla ovale ed il suo fine ultimo: la meta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_475\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_475\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La parola meta, nella lingua italiana, indica uno scopo, un obiettivo, un luogo da raggiungere. Nel rugby la meta \u00e8 posta oltre la linea di fondo del campo avversario e si marca arrivando ad appoggiarci il pallone. In Italia, secondo gli ultimi dati, sono circa 30 mila gli atleti che si allenano e faticano per portare la propria squadra al raggiungimento dell\u2019ambita segnatura.<\/p>\n<p>In provincia di Savona, chi vuol provare ad emulare le gesta di All Blacks, Wallabies, Springboks e, perch\u00e9 no, degli Azzurri, ha una meta ben precisa, dove potersi allenare: il campo della Fontanassa, sede del Savona Rugby.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0, come spiega Luca Porcile, direttore tecnico, \u201cimpegnata a confrontarsi a livello regionale con tutte le societ\u00e0 liguri pari categoria. Ma che se la gioca in modo particolare nel settore giovanile, che \u00e8 indubbiamente la nostra forza, perch\u00e9 tutto il lavoro che viene fatto dai vari allenatori e dai vari tecnici, soprattutto nelle scuole, porta un numero considerevole di ragazzi e ragazze sul campo\u201d.<\/p>\n<p>A Savona, quindi, il rugby \u00e8 uno sport sia per gli adulti che, soprattutto, per i ragazzi. Ma anche per le ragazze. \u201cLe ragazze sono la novit\u00e0, da tre anni \u2013 spiega Porcile -. Hanno iniziato a fare la Coppa Italia, con Under 16 e Seniores. Sono dettami che ci ha dato anche la Federazione, cui cerchiamo di ottemperare. Siamo cresciuti basandoci sempre pi\u00f9 sulle nostre forze e sul nostro vivaio, che ci d\u00e0 tantissime soddisfazioni\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, alla Fontanassa si pu\u00f2 crescere giocando con la palla ovale. Il rugby di \u201cprimo momento\u201d, ovvero quello delle pi\u00f9 tenere et\u00e0, \u00e8 curato da un gruppo di allenatori che gestisce le diverse classi, anche se tutto parte da un progetto uniforme e comune. Gli Under 12 sono allenati da Riccardo Agneesens; gli Under 10 da Matteo Bonello, mentre gli Under 8 da Sara Essaber e Jennifer Piras.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda i numeri, i giovani savonesi che formano il \u201cprimo momento\u201d contano una cinquantina di iscritti; l\u2019Under 14 circa 25, l\u2019Under 16 35, l\u2019Under 18 25, i Seniores circa 40; la femminile conta circa 20 presenze. Quasi duecento, quindi, i praticanti effettivi.<\/p>\n<p>\u201cUn gruppo che va dagli 8 anni di et\u00e0 fino ai Seniores\u201d sottolinea Fabio Rossi, allenatore dell\u2019Under 14. In che modo il Savona Rugby cerca di attirare nuovi giocatori, in particolare le nuove leve? \u201cSi possono appassionare venendo a vedere l\u2019attivit\u00e0 che viene svolta qui che, forse con un po\u2019 di presunzione, possiamo definire socialmente valida, e provare a vedere se al ragazzo piace \u2013 spiega Rossi -. A tanti ragazzi di Savona piace, se piacesse a qualche ragazzo in pi\u00f9 sarebbe un bene per tutti\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente Dario Ermellino ribadisce l\u2019importanza dell\u2019attivit\u00e0 giovanile, che il Savona Rugby ritiene fondamentale, in quanto \u201cla filosofia sportiva che si cerca di sviluppare affonda le proprie radici alla base, cio\u00e8 proprio a partire dai pi\u00f9 giovani\u201d. Per perseguire tale obiettivo gli allenatori del \u201cprimo momento\u201d e altri collaboratori della societ\u00e0 sono molto attivi nelle scuole, con le quali quest\u2019anno hanno avuto la possibilit\u00e0 di organizzare il primo campionato tra enti scolastici; quattro comprensori di scuole elementari e medie si sfidano in un campionato savonese che serve come primo approccio all\u2019attivit\u00e0 sportiva sana per questi giovani. Un vivaio che, in aggiunta alla gi\u00e0 folta sezione giovanile della societ\u00e0, former\u00e0 i futuri rugbisti biancorossi.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, in particolare da quando, nel 2000, l\u2019Italia \u00e8 entrata a far parte del \u201cSei Nazioni\u201d, il pi\u00f9 importante torneo internazionale di rugby a 15 dell\u2019emisfero settentrionale, la visibilit\u00e0 per questa disciplina \u00e8 cresciuta anche nel nostro Paese. \u201cL\u2019approccio da parte dei savonesi \u00e8 cambiato perch\u00e9 ora il rugby \u00e8 pi\u00f9 conosciuto e pi\u00f9 visto \u2013 rimarca Porcile -. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di educare le mamme, le nonne e i genitori in genere al fatto che il rugby \u00e8 uno sport di contatto ma gli infortuni sono a livello di qualsiasi altro sport di squadra. I ragazzi vengono preparati fisicamente e si cerca di fare un qualcosa che una volta era naturale, come sporcarsi o rotolarsi nel fango, che per alcuni di loro purtroppo \u00e8 un\u2019assoluta novit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Se i genitori pi\u00f9 apprensivi temono che per il proprio figlio il rugby possa essere pericoloso, quindi, sbagliano, perch\u00e9 si tratta di un luogo comune, smentito da chi lo pratica. Lo conferma Fabio Rossi, che con i giovani ci lavora: \u201cIl rugby \u00e8 uno sport di contatto, che genera una collaborazione tra coloro che ci giocano. Si cerca di trasmettere il rispetto dell\u2019avversario e delle regole nella maniera pi\u00f9 sincera possibile. Qualche volta ci sono infortuni, ma tutti dettati da contatti con avversari o con il terreno che possono accadere\u201d.<\/p>\n<p>Le entrate pericolose sono punite dagli arbitri e il rugby \u00e8 noto per la sportivit\u00e0 che contraddistingue chi lo pratica. Uno sport giocato da \u201csignori\u201d, lontani da simulazioni e scenate che affliggono altre discipline.<\/p>\n<p>Il rugby, inoltre, \u00e8\u00a0celebre per il \u201cterzo tempo\u201d. La partita si svolge in due tempi da 40 minuti l\u2019uno, poi, al termine, spesso accade che giocatori, allenatori e dirigenti, talvolta anche i tifosi, vivano insieme un momento conviviale, nel quale la squadra di casa offre agli ospiti bevande e non solo, per ritemprarsi.<\/p>\n<p>Tornando alla realt\u00e0 savonese, i dirigenti evidenziano come sia una disciplina alla portata di tutti, sul piano economico. \u201cLa politica del contenimento dei costi \u00e8 uno dei nostri capisaldi \u2013 dice Luca Porcile -. Si cerca di far spendere il meno possibile ai ragazzi e si cerca di dare la possibilit\u00e0 di venire a giocare anche a coloro che economicamente sono in difficolt\u00e0. La societ\u00e0 cerca di ammortizzare il tutto. Le trasferta non sono cortissime perch\u00e9 in provincia di Savona ci siamo solo noi, comunque \u00e8 uno sport che si pratica con pochi soldi. Per lo meno, questo vale per l\u2019atleta\u201d.<\/p>\n<p>Il complesso sportivo della Fontanassa \u00e8 la sede degli allenamenti del Savona. \u201cLo utilizziamo in coabitazione con l\u2019atletica \u2013 spiega Porcile -. Si cerca sempre di avere dei momenti della giornata dedicati, appunto perch\u00e9 i numeri sono diventati molto elevati, quindi si cerca di calibrarli bene, sia per l\u2019uso del campo che per l\u2019uso delle parti comuni come spogliatoi e piste\u201d.<\/p>\n<p>Per l\u2019anno in corso la squadra Seniores, che milita in Serie C2, \u00e8 allenata da Paul Chiru e Sebastiano Chizzali. La guida degli Under 18 \u00e8 affidata ad Andrea Luvar\u00e0 e Luca Ferrari; gli Under 16 hanno la direzione di Sara Essaber e Riccardo Ermellino; per gli Under 14 gli allenatori sono Fabio Rossi, Stefania Barisone ed Andrea Costantino.<\/p>\n<p>Le due formazioni femminili, quest\u2019anno riunite in un\u2019unica squadra Seniores, sono affidate alla cura di Andrea Chiarini. Il tutto con la fondamentale collaborazione dei preparatori atletici Franco Molinari, Renzo Marchielli e Andrea Crepaldi.<\/p>\n<p>A completare il quadro dirigenziale, oltre ai gi\u00e0 citati Ermellino e Porcile, ci sono il presidente onorario Giuseppe Ciuti, il vicepresidente Alessandro Tobia e il direttore sportivo Mattia Basile.<\/p>\n<p>La storia del Savona Rugby inizi\u00f2 nell\u2019inverno tra il 1983 e il 1984, con uno sparuto gruppo di ragazzi avvicinatisi allo sport della palla ovale grazie al professor D\u2019Andrea, vecchia gloria dell\u2019Aquila Rugby, docente di educazione fisica al Liceo Scientifico Grassi. Nel 1995 la societ\u00e0 fu costretta ad uno stop, dato che i giocatori rimasti erano troppo pochi.<\/p>\n<p>Nel 2003 uno storico amico della societ\u00e0, il professor Franco Molinari, port\u00f2 i ragazzi dell\u2019Itis Ferraris ai campionati studenteschi di Jesolo. Quella fiammella che per anni aveva covato sotto la cenere riprese vigore e l\u2019attivit\u00e0 del Savona ripart\u00ec con grande energia. La stessa energia che contraddistingue il gruppo attuale e che, considerato quanto stanno seminando dirigenti e tecnici, non potr\u00e0 che garantire un futuro roseo al rugby savonese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u201cIl rugby \u00e8 un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma \u00e8 fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all\u2019indietro. 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