{"id":253228,"date":"2013-11-15T13:00:28","date_gmt":"2013-11-15T12:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253228"},"modified":"2013-11-16T14:40:04","modified_gmt":"2013-11-16T13:40:04","slug":"operaio-morto-bardineto-i-titolari-dellagriturismo-oddone-rinviati-giudizio-omicidio-volontario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/operaio-morto-bardineto-i-titolari-dellagriturismo-oddone-rinviati-giudizio-omicidio-volontario\/","title":{"rendered":"Operaio morto a Bardineto: i titolari dell&#8217;agriturismo &#8220;Oddone&#8221; rinviati a giudizio per omicidio volontario"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bardineto. <\/strong> L\u2019infortunio sul lavoro era costato la vita ad un ventottenne, Gheorge Wladut Asavei, a Bardineto. Per quella vicenda sono stati oggi rinviati a gidizio i titolari dell\u2019agriturismo dove si era verificato il tragico avvenimento, i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone, e la ex compagna di uno dei fratelli, Giuseppina Ferrari. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_129\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_129\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I capi d\u2019imputazione sono quelli di omicidio volontario, violenza privata e falso. Gli imputati sono chiamati a comparire davanti alla Corte d\u2019Assise il 10 aprile 2014. <\/p>\n<p>La posizione degli indagati si \u00e8 aggravata nel corso dell\u2019iter giudiziario, con l\u2019accusa passata da omicidio colposo a volontario. L\u2019inchiesta era partita in seguito all\u2019incidente sul lavoro avvenuto il 27 agosto 2009 nel quale Asavei, giovane operaio romeno, aveva perso la vita mentre stava lavorando in un terreno agricolo dell\u2019azienda, con un trattore, insiemo al collega bosniaco Dragan Novakovic, rimasto solo ferito. <\/p>\n<p>Ai fratelli Oddone ed a Giuseppina Ferrari viene contestata anche l\u2019accusa di lesioni a carico di Novakovic. Fin dalle ore immediatamente successive all\u2019incidente per gli inquirenti non era stato facile ricostruire l\u2019esatta dinamica dell\u2019episodio: i punti oscuri erano molti tanto che la Procura aveva disposto il sequestro anche del ristorante e dell\u2019intera struttura ricettiva dell\u2019agriturismo della famiglia Oddone, compreso il trattore che, secondo quanto ricostruito, \u00e8 il mezzo che si ribalt\u00f2 con i due braccianti sopra. <\/p>\n<p>L\u2019operaio, ferito in modo grave nel ribaltamento (aveva riportato la frattura dello sterno, della clavicola e di varie costole, una lesione che aveva provocato emotorace e pneumotorace, con un\u2019ampia emorragia interna), era stato trasportato con mezzi privati, per la precisione un fuoristrada da Angelo Oddone e Ferrari, in ospedale ad Albenga dove era arrivato circa tre ore dopo l\u2019incidente (alle 13,44). Secondo la perizia medica chiesta dalla Procura, un soccorso tempestivo avrebbe potuto dargli oltre il 90 per cento di probabilit\u00e0 di salvarsi.<\/p>\n<p>Proprio le versioni sull\u2019incidente e sui successivi soccorsi prestati ai feriti fornite dai titolari dell\u2019azienda e da Novakovic avevano portato gli inquirenti a dubitare dell\u2019esatta dinamica dell\u2019infortunio: ci fu infatti un\u2019incredibile sequenza di contraddittorie dichiarazioni rilasciate dai tre Oddone e da Giuseppina Ferrara agli ufficiali di polizia giudiziaria tra il 27 e il 29 agosto. I quattro hanno dapprima fornito una ricostruzione dei fatti completamente diversa da quella reale e poi hanno provato a modificarla, contraddicendosi tra loro e arrivando addirittura ad attribuire alla vittima, ormai non pi\u00f9 in grado di smentirli, la \u201cpaternit\u00e0\u201d del tentativo di confondere le acque. Il tutto, sempre secondo la Procura, per cercare di allontanare da s\u00e9 ogni sospetto. Cosa inspiegabile visto che i due operai erano appunto assunti regolarmente.<\/p>\n<p>Secondo la perizia del medico legale Lucrezia Mazzarella, la morte dell\u2019operaio va collegata al ritardo e alle modalit\u00e0 dei soccorsi. Se, invece di essere sballottato per circa tre ore su due diversi veicoli, ed essere poi ricoverato in un ospedale non all\u2019altezza della gravit\u00e0 delle sue condizioni, Asavei fosse stato subito \u201ctrattato\u201d da personale specializzato e trasferito in elicottero in un centro d\u2019emergenza l'\u201devento morte sarebbe risultato altamente improbabile\u201d. Di qui l\u2019accusa di omicidio volontario contestata dalla Procura.<\/p>\n<p>Da parte loro gli imputati si erano sempre difesi fornendo delle spiegazioni delle loro scelte: il 118 non era stato allertato per accelerare i soccorsi visto che la zona dove \u00e8 accaduto il fatto \u00e8 a sette chilometri di distanza dall\u2019agriturismo e vi si accede solamente con dei mezzi fuoristrada e non ci sarebbe stato lo spazio per l\u2019atterraggio di elicotteri. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni che avevano reso gli Oddone i due operai, seppur feriti, erano coscienti e parlavano e si erano detti d\u2019accordo per venire trasportati in ospedale con le auto. Una versione che evidentemente non ha convinto del tutto i magistrati. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bardineto. L\u2019infortunio sul lavoro era costato la vita ad un ventottenne, Gheorge Wladut Asavei, a Bardineto. 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