{"id":253140,"date":"2013-11-14T10:55:02","date_gmt":"2013-11-14T09:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253140"},"modified":"2013-11-14T17:48:44","modified_gmt":"2013-11-14T16:48:44","slug":"forno-crematorio-allincontro-del-comitato-del-ce-anche-il-sindaco-inizio-confronto-sereno-se-ce-reale-rischio-salute-torno-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/forno-crematorio-allincontro-del-comitato-del-ce-anche-il-sindaco-inizio-confronto-sereno-se-ce-reale-rischio-salute-torno-indietro\/","title":{"rendered":"Forno crematorio, all&#8217;incontro del &#8220;comitato del no&#8221; c&#8217;\u00e8 anche il sindaco: &#8220;Inizio di un confronto sereno. Se c&#8217;\u00e8 un reale rischio-salute torno indietro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Un incontro \u201cdi riflessione\u201d e \u201csenza alcuna animosit\u00e0\u201d. I rappresentanti del Comitato territoriale che si batte contro la realizzazione del forno crematorio nella Piana ingauna lo hanno voluto specificare a inizio incontro, davanti a un\u2019ottantina di persone \u2013 tra cui molti amministratori comunali, sindaco compreso \u2013 che, ieri sera, si sono riunite in quel di Lusignano d\u2019Albenga per discutere di un tema che, buone intenzioni a parte, \u00e8 destinato a dividere e a scaldare gli animi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_412\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_412\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Incontro che ha visto i rappresentanti del comitato snocciolare dati sui presunti effetti negativi della nascita di una struttura simile in frazione Leca o in qualunque altro cimitero dell\u2019Albenganese, sia a livello di salute pubblica sia per l\u2019economia agricola della Piana. Argomentazioni che erano gi\u00e0 state riportate nero su bianco giorni fa in una lettera che il mondo agricolo aveva inviato al primo cittadino, Rosy Guarnieri, e in cui si palesava la minaccia di un crollo nella vendita di piantine cresciute in una zona \u201ccontaminata\u201d da un forno crematorio.<\/p>\n<p>A prendere la parola per primo \u00e8 Franco Stalla che \u201csforna\u201d dati relativi a esperienze simili in altre regioni d\u2019Italia, come Veneto, Toscana, Emilia Romagna e parla del pericolo diossina. \u201cNe esistono di 210 tipi e, alcune di queste, come quelle che escono dai forni crematori, e che si accumulano per anni e anni nei terreni circostanti venendo assorbite tramite le foglie, sono pericolose \u2013 sostiene \u2013 Vi sono dei limiti di quantit\u00e0 di diossina nel terreno che la Convenzione di Oslo del 2001 ha stabilito, ma questo documento, sottoscritto dall\u2019Italia, non \u00e8 poi stato ratificato. Ma oltre alle diossine vi sono altre sostanze nocive che escono dai forni, come il mercurio. Tutto questo per dire che nessuno pu\u00f2 ignorare questi numeri e che, in particolare gli amministratori comunali, non possono fare spallucce davanti al \u2018no\u2019 degli agricoltori e dei cittadini, dimostrato anche dalla raccolta di 1500 firme \u2018contro\u2019, e che \u00e8 destinata a veder aumentare le adesioni\u201d.<\/p>\n<p>Gli agricoltori, in particolare, sottolineano gli investimenti fatti per rendere competitive anche le aromatiche e il biologico: tutti sforzi \u2013 sostengono \u2013 che verrebbero vanificati, se il piano dovesse realizzarsi. \u201cI paesi del Nord Europa non comprerebbero mai prodotti cresciuti nei pressi di un forno crematorio, le esportazioni crollerebbero. Vale davvero la pena mettere a repentaglio la nostra economia per questo progetto?\u201d \u00e8 l\u2019allarme lanciato nel corso della serata. <\/p>\n<p>I toni si accendono con l\u2019intervento di Davide Milani, del Comitato di Leca e rappresentante di Sel, che, facendo riferimento alla delibera comunale sul forno datata 13 agosto, parla di metodi \u201cpoco democratici\u201d da parte dell\u2019amministrazione che, secondo la sua opinione, avrebbe dovuto chiedere il parere dei cittadini invece di metterli di fronte a un fatto compiuto. \u201cQuesto non \u00e8 un regno, ma una citt\u00e0; e noi non siamo sudditi, ma cittadini. Quindi abbiamo diritto di partecipare alle scelte e di dire la nostra, invece di essere continuamente insultati solo perch\u00e9 abbiamo un\u2019opinione diversa. Questa \u00e8 un\u2019operazione privata e senza alcuna utilit\u00e0 pubblica: questo bisogna dire!\u201d sbotta Milani. <\/p>\n<p>Ad ascoltarlo, ieri sera, c\u2019erano alcuni rappresentanti della maggioranza (il sindaco Guarnieri, l\u2019assessore Bruno Robello De Filippis \u2013 che ha parlato di un problema di ricezione morti nei cimiteri ingauni e di un Prg cimiteriale che inevitabilmente deve prevedere ampliamenti con servizi di tumulazione, inumazione e cremazione \u2013 i consiglieri Chiriv\u00ec, Bessone, Marino, Pollio, Cangialosi) e della minoranza (Mariangelo Vio, Tullio Ghiglione e Francesco Papalia).<\/p>\n<p>Vio ha parlato della necessit\u00e0 di mettere la parola fine sulla possibilit\u00e0 di costruire un forno crematorio, invitando l\u2019amministrazione, che sta redigendo il Puc, a creare un nuovo cimitero lontano dalla citt\u00e0 in cui far riposare i nostri morti, senza rischi per la salute e l\u2019economia del territorio. \u201cCredo che i 5 cimiteri non si possano espandere all\u2019infinito, ma sia necessaria una nuova location\u201d ha concluso l\u2019esponente del Pd. <\/p>\n<p>La parola passa cos\u00ec al sindaco Rosy Guarnieri, tra il pubblico \u201ccome cittadina, perch\u00e9 non sono stata invitata a questo incontro\u201d, precisa. \u201cHo voluto approfittare di questa riunione aperta al pubblico per acquisire finalmente il pensiero di questo comitato, che, da agosto ad oggi, non ha mai chiesto n\u00e9 voluto incontrare l\u2019amministrazione comunale. Lo scorso 5 novembre abbiamo presentato il Puc a Leca e in quell\u2019occasione mi \u00e8 stata posta una domanda sul forno crematorio. Una questione che ho voluto rimandare ad un incontro ad hoc che si terr\u00e0 il prossimo 18 novembre a Leca presso la sala della Banca d\u2019Alba\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOggi potrei anche prendere in considerazione l\u2019idea di creare un cimitero nuovo e in altra zona, ma sono certa che moltissimi cittadini non sarebbero d\u2019accordo \u2013 continua Guarnieri \u2013 Tutte le tipologie di sepoltura comportano dei rischi: bisogna capire con dati obiettivi, e non presi a casaccio su Internet o manipolati, quali siano i rischi reali per i cittadini e per l\u2019ambiente. Se in alcuni Stati la cremazione \u00e8 al 70% vi sar\u00e0 un perch\u00e9. I Comuni con pi\u00f9 di 20 mila abitanti sono obbligati ad avere un piano cimiteriale, dobbiamo creare nuovi spazi per i nostri morti. Nell\u2019Albenganese vi sono circa 330 morti all\u2019anno: un centinaio sono le richieste per la cremazione\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIo sono per un confronto sereno, basato su numeri precisi e documenti \u2013 dice ancora il sindaco \u2013 Questo per me \u00e8 l\u2019inizio di una discussione che, anzi, avrei voluto iniziasse molto prima ma, non certo per volont\u00e0 mia, non \u00e8 stato possibile. Se c\u2019\u00e8 un minimo di rischio per la salute torno indietro, ma di certo non star\u00f2 qui a prender lezioni da chi, in passato, avrebbe promosso progetti per discariche e altre iniziative nocive all\u2019ambiente. Un\u2019ultima cosa voglio dire: non accetto in alcun modo di essere accusata di sostenere questa operazione per fini economici e non per un interesse pubblico. A me personalmente, in tasca, non viene nulla\u201d.   <\/p>\n<p>La parola passa cos\u00ec nuovamente ai rappresentanti del comitato, tra cui Enrico Isnardi: \u201cNon \u00e8 in discussione la cremazione, ma la collocazione \u2013 dice \u2013 Dovremmo fare come in Germania, con un cimitero consortile ad almeno 3 km dal primo centro abitato. A Leca il cimitero \u00e8 troppo vicino al centro abitato e alle scuole. E poi le frazioni hanno bisogno di altro: di parcheggi, di spazi verdi e dedicati ai bambini. Non di un\u2019operazione cos\u00ec nociva\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Un incontro \u201cdi riflessione\u201d e \u201csenza alcuna animosit\u00e0\u201d. 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