{"id":253140,"date":"2013-11-14T10:55:02","date_gmt":"2013-11-14T09:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=253140"},"modified":"2013-11-14T17:48:44","modified_gmt":"2013-11-14T16:48:44","slug":"forno-crematorio-allincontro-del-comitato-del-ce-anche-il-sindaco-inizio-confronto-sereno-se-ce-reale-rischio-salute-torno-indietro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/11\/forno-crematorio-allincontro-del-comitato-del-ce-anche-il-sindaco-inizio-confronto-sereno-se-ce-reale-rischio-salute-torno-indietro\/","title":{"rendered":"Forno crematorio, all&#8217;incontro del &#8220;comitato del no&#8221; c&#8217;\u00e8 anche il sindaco: &#8220;Inizio di un confronto sereno. Se c&#8217;\u00e8 un reale rischio-salute torno indietro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Un incontro &#8220;di riflessione&#8221; e &#8220;senza alcuna animosit\u00e0&#8221;. I rappresentanti del Comitato territoriale che si batte contro la realizzazione del forno crematorio nella Piana ingauna lo hanno voluto specificare a inizio incontro, davanti a un&#8217;ottantina di persone &#8211; tra cui molti amministratori comunali, sindaco compreso &#8211; che, ieri sera, si sono riunite in quel di Lusignano d&#8217;Albenga per discutere di un tema che, buone intenzioni a parte, \u00e8 destinato a dividere e a scaldare gli animi.<\/p>\n<p>Incontro che ha visto i rappresentanti del comitato snocciolare dati sui presunti effetti negativi della nascita di una struttura simile in frazione Leca o in qualunque altro cimitero dell&#8217;Albenganese, sia a livello di salute pubblica sia per l&#8217;economia agricola della Piana. Argomentazioni che erano gi\u00e0 state riportate nero su bianco giorni fa in una lettera che il mondo agricolo aveva inviato al primo cittadino, Rosy Guarnieri, e in cui si palesava la minaccia di un crollo nella vendita di piantine cresciute in una zona &#8220;contaminata&#8221; da un forno crematorio.<\/p>\n<p>A prendere la parola per primo \u00e8 Franco Stalla che &#8220;sforna&#8221; dati relativi a esperienze simili in altre regioni d&#8217;Italia, come Veneto, Toscana, Emilia Romagna e parla del pericolo diossina. &#8220;Ne esistono di 210 tipi e, alcune di queste, come quelle che escono dai forni crematori, e che si accumulano per anni e anni nei terreni circostanti venendo assorbite tramite le foglie, sono pericolose &#8211; sostiene &#8211; Vi sono dei limiti di quantit\u00e0 di diossina nel terreno che la Convenzione di Oslo del 2001 ha stabilito, ma questo documento, sottoscritto dall&#8217;Italia, non \u00e8 poi stato ratificato. Ma oltre alle diossine vi sono altre sostanze nocive che escono dai forni, come il mercurio. Tutto questo per dire che nessuno pu\u00f2 ignorare questi numeri e che, in particolare gli amministratori comunali, non possono fare spallucce davanti al &#8216;no&#8217; degli agricoltori e dei cittadini, dimostrato anche dalla raccolta di 1500 firme &#8216;contro&#8217;, e che \u00e8 destinata a veder aumentare le adesioni&#8221;.<\/p>\n<p>Gli agricoltori, in particolare, sottolineano gli investimenti fatti per rendere competitive anche le aromatiche e il biologico: tutti sforzi &#8211; sostengono &#8211; che verrebbero vanificati, se il piano dovesse realizzarsi. &#8220;I paesi del Nord Europa non comprerebbero mai prodotti cresciuti nei pressi di un forno crematorio, le esportazioni crollerebbero. Vale davvero la pena mettere a repentaglio la nostra economia per questo progetto?&#8221; \u00e8 l&#8217;allarme lanciato nel corso della serata. <\/p>\n<p>I toni si accendono con l&#8217;intervento di Davide Milani, del Comitato di Leca e rappresentante di Sel, che, facendo riferimento alla delibera comunale sul forno datata 13 agosto, parla di metodi &#8220;poco democratici&#8221; da parte dell&#8217;amministrazione che, secondo la sua opinione, avrebbe dovuto chiedere il parere dei cittadini invece di metterli di fronte a un fatto compiuto. &#8220;Questo non \u00e8 un regno, ma una citt\u00e0; e noi non siamo sudditi, ma cittadini. Quindi abbiamo diritto di partecipare alle scelte e di dire la nostra, invece di essere continuamente insultati solo perch\u00e9 abbiamo un&#8217;opinione diversa. Questa \u00e8 un&#8217;operazione privata e senza alcuna utilit\u00e0 pubblica: questo bisogna dire!&#8221; sbotta Milani. <\/p>\n<p>Ad ascoltarlo, ieri sera, c&#8217;erano alcuni rappresentanti della maggioranza (il sindaco Guarnieri, l&#8217;assessore Bruno Robello De Filippis &#8211; che ha parlato di un problema di ricezione morti nei cimiteri ingauni e di un Prg cimiteriale che inevitabilmente deve prevedere ampliamenti con servizi di tumulazione, inumazione e cremazione &#8211; i consiglieri Chiriv\u00ec, Bessone, Marino, Pollio, Cangialosi) e della minoranza (Mariangelo Vio, Tullio Ghiglione e Francesco Papalia).<\/p>\n<p>Vio ha parlato della necessit\u00e0 di mettere la parola fine sulla possibilit\u00e0 di costruire un forno crematorio, invitando l&#8217;amministrazione, che sta redigendo il Puc, a creare un nuovo cimitero lontano dalla citt\u00e0 in cui far riposare i nostri morti, senza rischi per la salute e l&#8217;economia del territorio. &#8220;Credo che i 5 cimiteri non si possano espandere all&#8217;infinito, ma sia necessaria una nuova location&#8221; ha concluso l&#8217;esponente del Pd. <\/p>\n<p>La parola passa cos\u00ec al sindaco Rosy Guarnieri, tra il pubblico &#8220;come cittadina, perch\u00e9 non sono stata invitata a questo incontro&#8221;, precisa. &#8220;Ho voluto approfittare di questa riunione aperta al pubblico per acquisire finalmente il pensiero di questo comitato, che, da agosto ad oggi, non ha mai chiesto n\u00e9 voluto incontrare l&#8217;amministrazione comunale. Lo scorso 5 novembre abbiamo presentato il Puc a Leca e in quell&#8217;occasione mi \u00e8 stata posta una domanda sul forno crematorio. Una questione che ho voluto rimandare ad un incontro ad hoc che si terr\u00e0 il prossimo 18 novembre a Leca presso la sala della Banca d&#8217;Alba&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi potrei anche prendere in considerazione l&#8217;idea di creare un cimitero nuovo e in altra zona, ma sono certa che moltissimi cittadini non sarebbero d&#8217;accordo &#8211; continua Guarnieri &#8211; Tutte le tipologie di sepoltura comportano dei rischi: bisogna capire con dati obiettivi, e non presi a casaccio su Internet o manipolati, quali siano i rischi reali per i cittadini e per l&#8217;ambiente. Se in alcuni Stati la cremazione \u00e8 al 70% vi sar\u00e0 un perch\u00e9. I Comuni con pi\u00f9 di 20 mila abitanti sono obbligati ad avere un piano cimiteriale, dobbiamo creare nuovi spazi per i nostri morti. Nell&#8217;Albenganese vi sono circa 330 morti all&#8217;anno: un centinaio sono le richieste per la cremazione&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;Io sono per un confronto sereno, basato su numeri precisi e documenti &#8211; dice ancora il sindaco &#8211; Questo per me \u00e8 l&#8217;inizio di una discussione che, anzi, avrei voluto iniziasse molto prima ma, non certo per volont\u00e0 mia, non \u00e8 stato possibile. Se c&#8217;\u00e8 un minimo di rischio per la salute torno indietro, ma di certo non star\u00f2 qui a prender lezioni da chi, in passato, avrebbe promosso progetti per discariche e altre iniziative nocive all&#8217;ambiente. Un&#8217;ultima cosa voglio dire: non accetto in alcun modo di essere accusata di sostenere questa operazione per fini economici e non per un interesse pubblico. A me personalmente, in tasca, non viene nulla&#8221;.   <\/p>\n<p>La parola passa cos\u00ec nuovamente ai rappresentanti del comitato, tra cui Enrico Isnardi: &#8220;Non \u00e8 in discussione la cremazione, ma la collocazione &#8211; dice &#8211; Dovremmo fare come in Germania, con un cimitero consortile ad almeno 3 km dal primo centro abitato. A Leca il cimitero \u00e8 troppo vicino al centro abitato e alle scuole. E poi le frazioni hanno bisogno di altro: di parcheggi, di spazi verdi e dedicati ai bambini. Non di un&#8217;operazione cos\u00ec nociva&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Un incontro &#8220;di riflessione&#8221; e &#8220;senza alcuna animosit\u00e0&#8221;. 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