{"id":252098,"date":"2013-10-28T11:26:46","date_gmt":"2013-10-28T10:26:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=252098"},"modified":"2013-10-28T16:33:32","modified_gmt":"2013-10-28T15:33:32","slug":"crisi-genova-le-strategie-la-ripresa-nate-296-mila-aziende-tre-under-35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/10\/crisi-genova-le-strategie-la-ripresa-nate-296-mila-aziende-tre-under-35\/","title":{"rendered":"Crisi, da Genova le strategie per la ripresa: nate 296 mila aziende, una su tre \u00e8 under 35"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. La voglia di provarci resta forte nei giovani alle prese con la crisi. Dall\u2019inizio dell\u2019anno, un vero e proprio esercito di italiani \u2018under 35\u2019 ha deciso di tentare la carta dell\u2019impresa scegliendo, come si diceva una volta, di mettersi \u2018in proprio\u2019. Delle quasi 300 mila imprese nate tra l\u2019inizio dell\u2019anno e la fine di settembre, infatti, oltre 100 mila (il 33,9%) hanno alla guida uno o pi\u00f9 giovani con meno di 35 anni di et\u00e0.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La culla di questa vitalit\u00e0 imprenditoriale \u00e8 il Sud, dove ha sede il 38,5% delle nuove imprese giovanili, con quasi 40mila attivit\u00e0 aperte in nove mesi. I settori in cui i giovani sembrano individuare le maggiori possibilit\u00e0 di successo sono quelli del commercio (dove opera il 20,5% delle neo-imprese giovanili), delle costruzioni (9,4%) e dei servizi di ristorazione (5,6%). Nella grande maggioranza dei casi (il 76,8%) si tratta di imprese individuali, la forma pi\u00f9 semplice \u2013 ma anche la pi\u00f9 fragile \u2013 per operare sul mercato; il 15,6% ha scelto invece la forma della societ\u00e0 di capitale, pi\u00f9 idonea a sostenere progetti di sviluppo anche ambiziosi.<\/p>\n<p>Dopo il Sud l\u2019area geografica in cui il contributo dei giovani imprenditori al flusso di iscrizioni appare maggiore \u00e8 il Centro (32,6% la quota di imprese giovanili sul totale delle iscrizioni rilevate nel periodo gennaio-settembre di quest\u2019anno), mentre nelle due circoscrizioni settentrionali il valore si \u00e8 attestato intorno al 30% (30,7 nel Nord-Ovest e 29,7 nel Nord-Est). La foto sull\u2019imprenditoria giovanile \u00e8 stata presentata oggi in occasione della 138ma Assemblea di Unioncamere \u2013 in corso a Genova \u2013 insieme ai dati sulla natalit\u00e0 e mortalit\u00e0 delle imprese relativi al terzo trimestre del 2013 secondo Movimprese, la rilevazione condotta da InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Tutti i dati, come di consueto, sono disponibili all\u2019indirizzo www.infocamere.it.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 molto difficile uscire dalla crisi, per\u00f2 la volont\u00e0 c\u2019\u00e8, con una rete di amministratori camerali che sono tutti imprenditori, ovvero migliaia di persone che hanno un approccio di imprenditorialit\u00e0 straordinario \u2013 dichiara il presidente della Camera di Commercio di Genova, Paolo Odone \u2013 Il fatto di fare rete permette di mettere a disposizione delle imprese cifre enormi soprattutto nel campo dell\u2019internazionalizzazione, settore in cui soprattutto le piccole e medie imprese italiane hanno difficolt\u00e0. Si sta facendo un\u2019azione formidabile per promuovere il Paese nella sua totalit\u00e0, sia come giacimento culturale, ma anche come Paese industriale. Per quanto riguarda l\u2019alta tecnologia, ad esempio, siamo tra i primi al mondo\u201d. Entrando nel merito del turismo e della cultura, Odone rivela un dato interessante su Genova. \u201cQuest\u2019estate ha riempito gli alberghi con russi, norvegesi e svedesi della calasse media\u201d, precisa.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019imprenditoria nazionale, molti giovani sembrano non mollare. \u201cC\u2019\u00e8 una generazione di giovani che non si rassegna a lasciare l\u2019Italia per costruirsi un futuro\u201d ha detto il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello \u201cn\u00e9 si arrende al vento della protesta ma si rimbocca le maniche e guarda con coraggio al domani. Sono giovani che escono dal mondo della scuola ma anche, spesso per colpa della crisi, dal mondo del lavoro e che hanno trovato la forza di puntare su un\u2019idea e sulle proprie competenze. A questi italiani dobbiamo intanto dire grazie per l\u2019esempio che danno. Ma soprattutto dobbiamo creare le condizioni per aiutarli a realizzare il loro progetto di vita. I dati dicono che sono soprattutto micro e piccole imprese individuali, moltissime delle quali al Sud: due condizioni difficili per affermarsi. Per sostenerli abbiamo il dovere di dare loro un paese pi\u00f9 moderno e quindi digitalizzato, pi\u00f9 efficiente e perci\u00f2 pi\u00f9 credibile e capace di attrarre intelligenze e investimenti, pi\u00f9 meritocratico e dunque pi\u00f9 libero e rispettoso delle persone, capace di valorizzare le loro competenze nell\u2019interesse di tutti\u201d.<\/p>\n<p>Segnali positivi arrivano anche dalle parole del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. \u201cDopo un lungo periodo di difficolt\u00e0 l\u2019anno prossimo cominceremo a intravedere una ripresa: per il 2014 prevediamo una crescita di Pil dell\u2019 1%\u201d. Zanonato \u00e8 intervenuto anche sul tema privatizzazioni: \u201cPer privatizzazione si intende il fatto che alcuni dei beni che l\u2019Italia possiede non sono utilizzati, in questo momento, come potrebbero esserlo \u2013 ha sottolineato il ministro \u2013 Le privatizzazioni possono essere uno strumento attraverso cui acquisire risorse da reinvestire per la crescita\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la natalit\u00e0 e la mortalit\u00e0 delle imprese, il saldo tra aperture e chiusure nel trimestre estivo \u00e8 stato pari a +12.934 unit\u00e0 ed \u00e8 il pi\u00f9 basso in assoluto della serie degli ultimi dieci anni. A determinarlo hanno concorso 76.942 iscrizioni di nuove imprese (1.923 in pi\u00f9 rispetto allo stesso trimestre del 2012) e 64.008 cessazioni di imprese esistenti (In aumento di 3.498 unit\u00e0 rispetto all\u2019anno scorso).<\/p>\n<p>In entrambe i casi si tratta di valori che rispecchiano le difficolt\u00e0 dell\u2019economia reale del Paese. Per le iscrizioni si tratta del secondo peggior dato del decennio, appena migliore rispetto a quello dello scorso anno; stesso discorso per le cessazioni che hanno fatto segnare il secondo valore pi\u00f9 alto della serie decennale, dopo quello record del 2007. In Liguria, le iscrizioni sono state 2004, mentre le cessioni 2019, quindi un -15%.<\/p>\n<p>A livello complessivo, ancora una volta \u00e8 il mondo artigiano a mostrare le sofferenze pi\u00f9 acute: tra luglio e settembre il saldo tra aperture e chiusure di aziende artigiane \u00e8 stato di 1.845 imprese in meno, il peggiore in assoluto degli ultimi dieci anni, segnalando un approfondimento della crisi del comparto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. La voglia di provarci resta forte nei giovani alle prese con la crisi. 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