{"id":251281,"date":"2013-10-14T18:28:47","date_gmt":"2013-10-14T16:28:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=251281"},"modified":"2013-10-15T15:43:53","modified_gmt":"2013-10-15T13:43:53","slug":"violenza-sulle-donne-alta-lattenzione-nei-pronto-soccorso-del-savonese-assistenza-ad-hoc-le-vittime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/10\/violenza-sulle-donne-alta-lattenzione-nei-pronto-soccorso-del-savonese-assistenza-ad-hoc-le-vittime\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne, alta l&#8217;attenzione nei pronto soccorso del Savonese: assistenza &#8220;ad hoc&#8221; per le vittime"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Nel giorno in cui il vice sindaco di Borghetto Santo Spirito, Stefania Maritano, veniva uccisa dal marito andando ad aggiungere il proprio nome e il proprio volto alle drammatiche statistiche relative ai casi di femminicidio, un\u2019altra donna se ne stava seduta nel pronto soccorso di Pietra Ligure a dire che no, quella ferita in fronte non era stata provocata dal compagno, ma da uno sportello della cucina, contro cui era andata accidentalmente a sbattere.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_717\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_717\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Se ne stava l\u00ec, con la sua ferita in testa a difendere un uomo che, invece, poco prima aveva usato un coltello contro di lei, ferendola per fortuna non gravemente. Sono storie che si ripetono pi\u00f9 di quanto si possa pensare nelle strutture ospedaliere nostrane, e che gli addetti ai lavori si trovano a dover affrontare non solo da un punto di vista medico, ma anche e soprattutto psicologico.<\/p>\n<p>E\u2019 di pochi mesi fa la proposta dell\u2019assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, dell\u2019istituzione di team dedicati alle vittime di violenze e di stalking nei pronto soccorso liguri e dell\u2019individuazione di un colore apposito del triage per identificare chi subisce violenze, anche senza particolari segni evidenti. Squadre ad hoc, composte, tra gli altri, da assistenti sociali e psicologi in grado di intervenire per supportare anche quelle donne che non hanno intenzione di denunciare i loro carnefici, come nel caso della signora che venerd\u00ec non sembrava interessata a dare la giusta punizione al compagno violento.<\/p>\n<p>\u201cOggi abbiamo sviluppato una procedura specifica per i casi di violenza contro le donne \u2013 spiega il dottor Walter Cataldi, primario del Pronto Soccorso e del Trauma Center dell\u2019ospedale Santa Corona \u2013 In presenza di episodi come questi, avvisiamo l\u2019assistente sociale, diamo supporto psicologico alla vittima, e, oltre all\u2019eventuale ricovero per le cure, le assicuriamo, tramite le associazioni preposte, un posto in cui stare e in cui nascondersi dal proprio aguzzino\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCertamente \u00e8 aumentata la sensibilit\u00e0 nei confronti di questo problema, i nostri operatori frequentano anche corsi specifici per rapportarsi a queste vittime, anche perch\u00e9 spesso queste ultime sono reticenti a parlare e a denunciare \u2013 continua il dottor Cataldi \u2013 Il pi\u00f9 delle volte raccontano di essere cadute, di aver sbattuto la testa, e sta a noi rapportarci ad esse di modo che ci dicano la verit\u00e0. Vi sono dei campanelli d\u2019allarme che ci mettono sul chi va l\u00e0. Per fare un esempio semplice, quando una donna con ferite \u2018sospette\u2019 viene accompagnata dal fidanzato o marito ed \u00e8 quest\u2019ultimo a rispondere alle domande dei medici senza che lei riesca ad aprir bocca, allora cerchiamo di allontanare il compagno in modo da rassicurarla e farla sentire libera di confidarsi con noi. Non \u00e8 facile, anche perch\u00e9 il rapporto vittima-aguzzino \u00e8 molto stretto, e il pi\u00f9 delle volte siamo noi ad essere visti come nemici da cui guardarsi\u201d.<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che episodi di violenza contro le donne sono in aumento anche nel Savonese. \u201cStiamo cercando di monitorare il fenomeno anche a livello numerico, ma \u00e8 un lavoro in itinere. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019attenzione in questo senso \u00e8 altissima\u201d assicura il primario del pronto soccorso pietrese.<\/p>\n<p>Sfogliando anche solo le pagine virtuali del nostro quotidiano, vediamo che sono pi\u00f9 di una ventina i casi di stalking e violenza \u201cin rosa\u201d commessi da giugno ad oggi nel nostro territorio. Storie che si assomigliano tutte e che vedono denunce faticose, provvedimenti spesso inutili come il divieto di avvicinamento (che viene quasi sempre violato dal compagno-padrone) e pene che sembrano sempre troppo blande e incapaci di svolgere la funzione di deterrente per chi conosce solo l\u2019uso della forza per imporre la propria volont\u00e0.   <\/p>\n<p>Secondo i dati Istat in Italia ammontano a 6.743.000 le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenze fisiche nel corso della loro vita, di cui 1 milione vittime di stupri. Il 14,3 % ha subito almeno una violenza fisica o sessuale da parte del partner. Ma dai dati emerge anche che solo il 7% delle vittime delle violenze da parte dei compagni arriva alla denuncia. Il 33,9% di chi subisce violenze dal partner e il 24% di coloro che le subiscono da parte di conoscenti preferisce non parlarne con nessuno. Un fenomeno, quello della reticenza, su cui incide la speranza di recuperare un rapporto familiare, ma anche la vergogna e la volont\u00e0 di difendere la sfera privata per evitare traumi ai figli. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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