{"id":250468,"date":"2013-10-01T16:42:14","date_gmt":"2013-10-01T14:42:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=250468"},"modified":"2013-10-02T12:11:31","modified_gmt":"2013-10-02T10:11:31","slug":"femminicidio-e-violenza-sulle-donne-la-squadra-speciale-della-questura-savonese-che-si-occupa-dei-piu-deboli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/10\/femminicidio-e-violenza-sulle-donne-la-squadra-speciale-della-questura-savonese-che-si-occupa-dei-piu-deboli\/","title":{"rendered":"Femminicidio e violenza sulle donne: la &#8220;squadra speciale&#8221; della questura savonese che si occupa dei pi\u00f9 deboli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Si occupano dei reati pi\u00f9 odiosi, quelli di cui si fa fatica a parlare e che lasciano nelle vittime conseguenze spesso irreversibili. In essi si coniuga l\u2019inflessibilit\u00e0 della legge e la particolare sensibilit\u00e0 di chi si rapporta quotidianamente con i pi\u00f9 deboli e con storie che farebbero venir voglia di tapparsi le orecchie e dimenticare.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_528\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_528\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Stiamo parlando degli uomini della Seconda Sezione della Squadra Mobile di Savona, impegnati nelle repressione dei reati contro la persona, in particolare contro donne e minori. Quattro \u201cmoschettieri\u201d \u2013 due uomini e due donne \u2013 che lavorano dietro le quinte, nella pi\u00f9 assoluta riservatezza, dovuta alla delicatezza dei casi da trattare. Il loro contributo diventa fondamentale in un momento in cui i termini \u201cfemminicidio\u201d e \u201cviolenza sulle donne\u201d occupano quasi quotidianamente le pagine dei giornali.<\/p>\n<p>Fenomeni, questi, che hanno trovato, e purtroppo trovano, terreno fertile anche nel Savonese, con casi pi\u00f9 o meno eclatanti \u2013 dall\u2019omicidio della 32enne Kamila Lysadorska, uccisa a coltellate nell\u2019ottobre 2010 ad Albissola Marina dall\u2019ex convivente Walter Nicol\u00f2 Vivado, a episodi di pestaggi con mogli e fidanzate che finiscono in ospedale per mano di uomini violenti e vigliacchi \u2013 e che anche qui vengono monitorati ancora pi\u00f9 da vicino, grazie al lavoro di un team specializzato della questura. <\/p>\n<p>\u201cData la delicatezza dei casi, si tratta di personale specializzato che ha seguito corsi di formazione ad hoc, a Roma cos\u00ec come in Liguria, e che \u00e8 in grado di rapportarsi alle vittime con competenza e una particolare capacit\u00e0 di entrare in contatto con esse \u2013 spiega il dirigente della Squadra Mobile di Savona, Rosalba Garello \u2013 Nel caso dei minori, poi, il lavoro \u00e8 particolarmente impegnativo perch\u00e9, oltre a misurarsi con i reati pi\u00f9 odiosi, \u00e8 necessario conquistare la fiducia delle piccole vittime e ottenere da loro un racconto pi\u00f9 spontaneo possibile. Spesso si tratta di confidenze che il bimbo ha affidato prima ai genitori, o alla maestra, e che, oltre a fargli rivivere di continuo il trauma subito, rischiano di \u2018inquinare\u2019 involontariamente il racconto stesso. Ovviamente, in tutti questi casi ci avvaliamo dell\u2019aiuto di psicologi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNei confronti della donne abusate, invece, ci scontriamo con una certa reticenza a denunciare \u2013 continua il dirigente della Squadra Mobile savonese \u2013 Il legame di affetto che, nonostante tutto, lega la vittima al carnefice non \u00e8 sempre facile da spezzare, soprattutto quando ci sono figli di mezzo. Tuttavia stiamo registrando negli ultimi anni una maggiore capacit\u00e0 di reazione da parte delle donne: non \u00e8 aumentato il numero di casi, semmai \u00e8 diminuito il numero del \u2018sommerso\u2019, ossia dei reati non denunciati per paura o vergogna. Merito anche di un cambio culturale che, sebbene lento, comincia a dare i suoi frutti e, come \u00e8 giusto che sia, a non colpevolizzare le vittime per ci\u00f2 che accade loro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa presenza di donne nel team ci aiuta a rapportarci pi\u00f9 facilmente con le vittime in rosa; per ci\u00f2 che concerne i minori, cerchiamo di assisterli al meglio incontrandoli in luoghi diversi dalla questura, in modo da non intimorirli \u2013 spiega ancora Garello \u2013 Esistono anche protocolli internazionali che ci dicono come comportarci in situazioni in cui il rischio enorme \u00e8 quello di inquinamento delle prove: di qui la necessit\u00e0 che il bimbo non parli con troppe persone ma solo con il personale specializzato. La genuinit\u00e0 della prova \u00e8 il criterio pi\u00f9 importante da seguire\u201d.<\/p>\n<p>A dare una mano al lavoro di questi professionisti, anche il decreto sul femminicidio approvato ad agosto dal Consiglio dei Ministri (decreto che dovrebbe approdare in Aula nei prossimi giorni e che deve fare i conti con 400 emendamenti e con pericolosi \u201cslittamenti\u201d). Con le nuove norme sar\u00e0 ad esempio possibile intervenire subito per allontanare da casa il coniuge violento: ci\u00f2 grazie a un\u2019azione preventiva disposta dal questore. <\/p>\n<p>\u201cUn aiuto importante e che accelera i tempi per sottrarre la donna al suo aguzzino \u2013 sottolinea Garello \u2013 Per il resto, fondamentale \u00e8 il cambiamento di mentalit\u00e0: oggi si comprende che anche una prostituta pu\u00f2 essere violentata, pensiero per molti incomprensibile fino a pochissimi anni fa\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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