{"id":250159,"date":"2013-09-25T15:17:48","date_gmt":"2013-09-25T13:17:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=250159"},"modified":"2013-09-25T18:09:07","modified_gmt":"2013-09-25T16:09:07","slug":"savona-stagione-del-teatro-chiabrera-la-presentazione-del-sindaco-berruti-e-del-direttore-roberto-bosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/09\/savona-stagione-del-teatro-chiabrera-la-presentazione-del-sindaco-berruti-e-del-direttore-roberto-bosi\/","title":{"rendered":"Savona, stagione del Teatro Chiabrera: la presentazione del sindaco Berruti e del direttore Roberto Bosi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Ancora una volta, con grande piacere, antepongo il mio saluto al libretto che racchiude tutta la stagione artistica del Teatro Chiabrera 2013-2014. Come ho gi\u00e0 scritto in passato, \u00e8 una consuetudine bella e utile, perch\u00e9 mi permette di riflettere, ancora una volta, sul valore e la qualit\u00e0 delle proposte che il nostro teatro offrir\u00e0 alla citt\u00e0.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_103\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_103\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da molti anni il programma del Teatro Chiabrera rappresenta un punto d\u2019incontro tra varie esigenze: l\u2019impegno, il valore artistico, l\u2019intrattenimento intelligente. Riesce ad essere, al tempo stesso, classico e contemporaneo, attento ai valori della storia del teatro e della musica, ma anche alle nuove esperienze.<\/p>\n<p>Abbiamo constatato che, pur negli anni difficili, dal punto di vista economico, che ci tocca vivere, i Savonesi non hanno rinunciato alla cultura e continuano a premiare il Chiabrera con la loro presenza assidua e appassionata. Credo che questo sia uno dei segnali pi\u00f9 belli e che ben ci fanno sperare per il futuro.<\/p>\n<p>La cultura, dunque, \u00e8 considerata un valore profondo e irrinunciabile. E il Teatro Chiabrera, da sempre, ne interpreta lo spirito pi\u00f9 autentico.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Il sindaco Federico Berruti<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La stagione artistica si compone di quattro rassegne per settantatr\u00e9 rappresentazioni offrendo la consueta qualit\u00e0 della programmazione e conservando quella permeabilit\u00e0 tra teatro, cinema e televisione che \u00e8, ormai, una dato acquisito. A differenza dello scorso anno, a dare maggiore \u201cpeso\u201d specifico al ciclo della prosa ci sono, oltre agli interpreti, anche alcuni testi problematici sul tema della \u201cresponsabilit\u00e0\u201d con un \u201ctrittico tebano\u201d che sconfina nella musica e nel balletto mentre, per la serie dei concerti, si svolge un ampio progetto \u201cBeethoven\u201d. Inaugura la stagione \u201cTorre d\u2019avorio\u201d di Ronald Harwood. Luca Zingaretti, anche ottimo regista, \u00e8 il maggiore americano Arnold, venditore di polizze assicurative nella vita civile, che, ottusamente, cerca di \u201cincastrare\u201d Wilhelm Furtw\u00e4ngler, il grande direttore d\u2019orchestra tedesco accusato di avere in qualche modo collaborato con il nazismo anche perch\u00e9 non ha lasciato la Germania (come fece, invece, Toscanini con il fascismo) a cui d\u00e0 voce e volto autorevole Massimo De Francovich.<\/p>\n<p>Di fronte al potere politico, tanto pi\u00f9 se ha soppresso i diritti democratici, l\u2019artista deve fare una scelta o pu\u00f2 rimanere una \u201ctorre d\u2019avorio\u201d? E se si tratta di un grande artista, la sua responsabilit\u00e0 pu\u00f2 essere \u201csolo\u201d individuale? La pi\u00e8ce non prende posizione e lascia a noi \u201cschierarsi\u201d come dice il titolo originale \u201cTaking sides\u201d. Il tema della responsabilit\u00e0 tocca la scienza e la filosofia ne \u201cIl visitatore\u201d di Eric-Emmanuel Schmitt. Freud (Alessandro Haber), secondo i risultati delle sue ricerche, ha indicato nella religione \u201cl\u2019avvenire di un\u2019illusione\u201d e ha contribuito all\u2019eclissi di Dio. Pu\u00f2 essere, allora, responsabile, in qualche modo, della morte di Dio? Quella morte che gli uomini che hanno appena invaso l\u2019Austria e portato via sua figlia Anna realizzeranno ad Auschwitz? E che succede se, per ristabilire il confronto insolubile tra l\u2019umano e il divino, quella notte, nello studio di Berggasse 19, si presenta un Visitatore (Alessio Boni), \u2013 lo stesso Dio? \u2013 a \u201ctentare\u201d Freud e a scuoterne la coscienza? Massimo Carlotto, tra i nostri maggiori scrittori noir, affronta in \u201cOscura immensit\u00e0\u201d il tema urticante della vendetta e del perdono privato o collettivo. Silvano Contin (Giulio Scarpati) ha visto rovinata la sua vita da una rapina nella quale sono stati uccisi la moglie e il figlio. Ora gli viene chiesto di perdonare il rapinatore, Raffaello Beggiato (Claudio Casadio), malato terminale, per farlo uscire dal carcere. Contin accetta, ma per tutt\u2019altro scopo. Chi pu\u00f2 perdonare? Chi deve fare giustizia? Il singolo o la collettivit\u00e0? La \u201csociet\u00e0\u201d pensa davvero alle vittime e ai loro parenti, che \u201cresponsabilit\u00e0\u201d ha nei loro confronti? E che idea di \u201ccomunit\u00e0\u201d, anche di quella cos\u00ec piccola della propria famiglia, viene fuori da \u201cLe voci di dentro\u201d di Eduardo De Filippo? I fratelli Saporito (Toni e Peppe Servillo) rimangono ancora pi\u00f9 rinserrati e distanti tra di loro circondati da un verminaio di vicini pronti, anche loro, ad accusarsi e ad approfittare delle difficolt\u00e0 altrui. E qui, nell\u2019idea di Eduardo, dallo spettatore \u201cavvertito\u201d dovrebbe venir fuori, per contrasto, la speranza che i reali comportamenti, fuori dal palcoscenico, siano di una mutua \u201cresponsabilit\u00e0\u201d sociale dove prevalga, invece dell\u2019egoismo del singolo, la solidariet\u00e0. Se ci si sposta dalla piccola comunit\u00e0 di un caseggiato al grande agglomerato di una citt\u00e0, la gloriosa Tebe di Sofocle, \u00e8 Edipo che sente la \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, in quanto re e padre, di salvare il suo popolo dalla peste che lo sta uccidendo. Il benessere generale \u00e8 pi\u00f9 importante della sua vicenda anche se scacciare il male lo porter\u00e0 a conoscere la terribile verit\u00e0 e a perdersi. Ma Lucilla Giagnoni, intrecciando il testo greco con quello biblico, ci \u201crivela\u201d anche che l\u2019\u201cApocalisse\u201d non \u00e8 fine, ma rinascita, un vedere con occhi nuovi e che la nuova Gerusalemme non \u00e8 quella celeste, ma il giardino terreno che gli uomini in una rinnovata, responsabile solidariet\u00e0, sapranno costruire.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019autorit\u00e0 pu\u00f2 avere il volto terreo di Creonte (Marco Sgrosso), il \u201ctiranno\u201d che impedisce ad \u201cAntigone\u201d (Elena Bucci) la sepoltura di Polinice, traditore della sua patria. Deve prevalere la legge \u201cnon scritta\u201d che chiede piet\u00e0 e rispetto, comunque, per il morto richiamandosi a valori, divini, eterni o la legge \u201cscritta\u201d, quella della citt\u00e0, delle istituzioni, della variabilit\u00e0 storica, che hanno stabilito diversamente? Antigone sente di avere una \u201cresponsabilit\u00e0\u201d personale che la porta fuori dalla legge e alla precoce morte, Creonte capisce troppo tardi che la \u201cresponsabilit\u00e0\u201d di regnare, di dare ordine alla comunit\u00e0, se confusa con uno spietato autoritarismo, pu\u00f2 trasformarsi in un altro accecamento. Tocca a \u201cIl giuoco delle parti\u201d di Pirandello portarci gradualmente fuori dal \u201ccuore\u201d della stagione con un ulteriore esempio del suo sfrigolante \u201cumorismo\u201d. A chi tocca la \u201cresponsabilit\u00e0\u201d di sostenere il duello in difesa dell\u2019onore della moglie Silia? A Leone Gala (Umberto Orsini), marito, pro forma, ma non pi\u00f9 nella sostanza o all\u2019amante in carica? E quanto costa \u201csvuotarsi\u201d delle convenzioni sociali? Le stesse che sono, invece, cos\u00ec naturalmente accettate ne \u201cLa tela del ragno\u201d, una delle commedie pi\u00f9 divertenti di Agatha Christie resa con amorevole cura \u201cbritish\u201d da Attori & Tecnici capitanati dall\u2019indomita Viviana Toniolo.<\/p>\n<p>Il classico cadavere ingombrante sembra avere vita propria e mettere alla prova le storie sempre pi\u00f9 contraddittorie dei vari personaggi. Alla garbata ironia sul \u201cgiallo\u201d di Agatha Christie si accompagna il sorriso beffardo di Mel Brooks nella rilettura \u201ccult\u201d dei classici horror degli anni \u201920 dedicati alla \u201ccreatura\u201d di Mary Shelley. Tratto dall\u2019omonimo film del 1975, il musical \u201cFrankenstein Junior\u201d \u00e8 stato in scena a Broadway dal 2007 al 2009. La fedele versione italiana \u201cdoc\u201d realizzata da Saverio Marconi per la Compagnia della Rancia vede nei panni dell\u2019improvvido scienziato Giampiero Ingrassia, per la prima volta in citt\u00e0, e un formidabile gruppo di attori-cantanti e ballerini (700 provini!) in un sontuoso allestimento. Due spettacoli segnano dei graditi ritorni. Massimo Ranieri \u00e8 Raffaele Viviani, una delle figure centrali del teatro e della musica napoletana del primo Novecento, in \u201cViviani Variet\u00e0\u201d ideato dal \u201csuo\u201d regista di sempre Maurizio Scaparro. Con una dozzina di compagni di viaggio che alternano recitazione e canto e una piccola orchestra dal vivo Ranieri ci porta a bordo del piroscafo \u201cDuilio\u201d in navigazione da Napoli a Buenos Aires nel 1929 per ricreare, anche sulla base dei ricordi dello stesso Viviani, le prove del suo spettacolo destinato agli emigranti italiani. Un affettuoso omaggio ad un genere, il \u201cvariet\u00e0\u201d, che ha segnato un momento importante della storia del teatro italiano. Paolo Poli, eterno discolaccio, si occupa, da par suo, di Giovanni Pascoli e il suo \u201cAquiloni\u201d vola alto a garrire nel vento. Trascegliendo con libert\u00e0 e alternando poesie note (\u201cValentino\u201d) a pezzi rari (\u201cItaly\u201d, sull\u2019emigrazione in America), momenti di ripiegamento emotivo alla citazione \u201canarchica-socialista\u201d di \u201cAddio Lugano bella\u201d, lo spettacolo ci porta, forse con nostalgia, a riaprire le nostre \u201cvecchie\u201d antologie.<\/p>\n<p>Il rapporto circolare teatro-cinema \u00e8 testimoniato da tre spettacoli. Si ride molto, amaramente, in \u201cQui e ora\u201d di Mattia Torre, co-sceneggiatore di \u201cBoris\u201d e tra gli autori di \u201cParla con me\u201d di Serena Dandini. Valerio Mastandrea \u00e8 il creativo chef pluristellato che detta legge dal suo programma radiofonico, appunto, \u201cQui e ora\u201d. Viaggiando su uno scooter nella periferia romana ha un grave incidente con un\u2019altra moto. Servono i soccorsi, soprattutto per l\u2019altro conducente, la trasmissione deve assolutamente andare in onda, ma \u00e8 estate, non arriva nessuno\u2026 Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti sono le due amiche mature che si scambiano \u201cLa scena\u201d, ultimo testo di Cristina Comencini, per scoprire, insieme al ragazzo di una notte, che la comune ricerca dell\u2019amore non ha fine e Ambra Angiolini, sola sul palcoscenico, ne \u201cLa misteriosa scomparsa di W\u201d sorprende per la qualit\u00e0 dell\u2019interpretazione che sa orientarsi tra i diversi registri del paradosso e del fantastico tipici della scrittura di Stefano Benni. E se Paolo Rossi ci offre un altro spezzone della sua autobiografia \u201cin progress\u201d, stavolta perso sull\u2019altopiano del Carso, Andrea Scanzi, in un ruolo meditato e di servizio, disegna un ritratto \u201ccivile\u201d di Giorgio Gaber, a dieci anni dalla sua scomparsa, ancora in grado di emozionarci e di essere utile viatico per quel pubblico giovane che per ragioni anagrafiche non lo ha potuto conoscere. Si inoltra, ancora, Corrado Abbati nel territorio del musical, addirittura con \u201cCantando sotto la pioggia\u201d di Herb Brown reso conosciutissimo dal film con Gene Kelly, e \u201crientrando\u201d nel mondo della classica operetta viennese con \u201cSogno di un valzer\u201d di Oscar Straus mentre Teatro Musica Novecento di Stefano Giaroli propone \u201cL\u2019acqua cheta\u201d di Giuseppe Pietri, il lavoro ambientato nella campagna toscana che segna, nel 1920, la nascita dell\u2019operetta \u201citaliana\u201d. A comporre il \u201ctrittico tebano\u201d con \u201cEdipo Re\u201d e \u201cAntigone\u201d, \u00e8 il balletto \u2018\u201dOedipux Rex\u201d in una serata stravinskijana che vede, al posto d\u2019onore, la celebrazione della centenaria \u201cLa Sagra della primavera\u201d. Fredy Franzutti ha ideato una coreografia che accosta, in modo originale, il tema della danza rituale al tarantismo espressione della cultura salentina dalla quale proviene il Balletto del Sud.<\/p>\n<p>E, tra le ricorrenze, il Balletto di Milano danza i \u201cballabili\u201d verdiani in \u201cW Verdi\u201d, volteggiando tra \u201cAida\u201d e \u201cMacbeth\u201d, \u201cLa Traviata\u201d e \u201cI Vespri Siciliani\u201d. La stagione musicale riafferma il suo carattere internazionale e amplia l\u2019offerta di generi, e di pubblico, con il \u201cpiano solo\u201d di Giovanni Allevi e il tour per la nuova incisione di Angelo Branduardi. La inaugura G\u00e1bor Farkas, nell\u2019ambito dell\u2019Anno Culturale Italo-Ungherese, fresco vincitore del prestigioso Premio Liszt 2012, con un bellissimo recital lisztiano dedicato all\u2019Italia e tecnicamente ardimentoso che prevede sia la \u201cTotentanz\u201d che la \u201cSonata in si minore\u201d. Torna, dopo oltre vent\u2019anni, la Budapest Strings Chamber Orchestra con la classica \u201cSerenata\u201d di \u010cajkovskij e la, da noi mai eseguita, trascrizione mahleriana per orchestra d\u2019archi del quartetto \u201cLa morte e la fanciulla\u201d di Schubert. Continua, con la presenza di Bob Van Asperen, la serie dei grandi clavicembalisti europei in un programma bachiano \u201calla pari\u201d con Stefano Bagliano e Federico Guglielmo che comprende l\u2019esecuzione della \u201cCiaccona\u201d per violino solo nella inusuale trascrizione per cembalo realizzata proprio da Van Asperen. Ma il \u201ccuore\u201d della stagione sta nel percorso dedicato a Beethoven che si pone, volutamente, come introduzione per un pubblico pi\u00f9 vasto al mondo musicale del grande tedesco.<\/p>\n<p>Ecco sfilare la \u201cPatetica\u201d e l\u2019\u201dAppassionata\u201d con un interprete d\u2019eccezione quale l\u2019austriaco Rudolf Buchbinder, la \u201cWaldstein\u201d e la \u201cSonata quasi una fantasia\u201d e \u201cAl chiaro di luna\u201d rispettivamente con Steven Osborne e con Paul Lewis, i Dioscuri del pianismo inglese, la inquieta quarta sonata per violino con la \u201crising star\u201d svizzera Rachel Kolly d\u2019Alba. A Corrado D\u2019Elia, Premio della Critica teatrale italiana 2010, il compito di trasmettere il \u201cvissuto\u201d del musicista in \u201cIo, Ludwig van Beethoven\u201d, un lavoro teatrale che, mescolando musica, biografia e reinvenzione, ci porta a quel commuovente sventolio di fazzoletti bianchi del 7 maggio 1824, prima esecuzione della \u201cNona\u201d. Che, dopo tanti anni, l\u2019Orchestra Sinfonica Nazionale Ucraina torner\u00e0 a far risuonare, insieme alla fiduciose parole di Schiller, il 14 dicembre sotto le nostre volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Il direttore del Teatro, Roberto Bosi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Ancora una volta, con grande piacere, antepongo il mio saluto al libretto che racchiude tutta la stagione artistica del Teatro Chiabrera 2013-2014. 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