{"id":249963,"date":"2013-09-21T18:51:41","date_gmt":"2013-09-21T16:51:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=249963"},"modified":"2013-09-22T18:18:32","modified_gmt":"2013-09-22T16:18:32","slug":"alessandro-avallone-un-andorese-nellolimpo-dei-video-gamers-da-hobby-a-professione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/09\/alessandro-avallone-un-andorese-nellolimpo-dei-video-gamers-da-hobby-a-professione\/","title":{"rendered":"Alessandro Avallone, un andorese nell&#8217;olimpo dei video gamers: da hobby a professione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora<\/strong>. A 16 anni a Las Vegas per un torneo di videogiochi: l\u2019inizio della vita da \u201cprofessional gamer\u201d per Alessandro Avallone alla conquista degli States. E non solo. Quel ragazzino di Andora nella capitale del divertimento \u00e8 un\u2019immagine insolita, cos\u00ec com\u2019\u00e8 atipico il talento di Avallone, classe 1987, che dalla Liguria \u00e8 partito per sbaragliare centinaia di concorrenti nelle \u201cbattaglie\u201d videoludiche di tutto il globo. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_564\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_564\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Da anni \u201cStermy\u201d, questo il suo soprannome, eccelle come videogiocatore professionale, vincendo decine di migliaia di euro a torneo. Se nel 2003 ha iniziato la sua ascesa negli Stati Uniti ancora teenager, sono comunque moltissimi i luoghi in cui si \u00e8 cimentato con joypad, mouse o tastiera: Corea (a soli 15 anni alle finali mondiali degli World Cyber Games), Turchia, Spagna, Brasile, Svezia, Singapore, Regno Unito, Cile e altre latitudini. Tanto da diventare popolare non solo per le sue capacit\u00e0 nelle competizioni interattive, ma anche come volto tv della trasmissione \u201cChampionship Gaming Series\u201d. Del giovane andorese si \u00e8 occupato anche il blog <a href=\"http:\/\/baldeagle.blog.lettera43.it\/2013\/09\/05\/alessandro-stermy-avallone-il-piccolo-grande-mago-dei-videogames\/\" target=\"_blank\">Baldeagle<\/a>. <\/p>\n<p>\u201cLa mia passione per i videogames \u00e8 iniziata con il primo Nintendo e Sega Master System all\u2019et\u00e0 di 3-4 anni \u2013 racconta Alessandro a IVG.it \u2013 Il mio primo evento in Italia \u00e8 stato l\u2019NGI LAN 2001 a Firenze. Non \u00e8 stata una vera e propria gara, in quanto ho partecipato quasi per caso, registrandomi al torneo in loco. Il mio primo vero torneo \u2018ufficiale\u2019 \u00e8 stato esattamente un anno dopo, ovvero l\u2019NGI LAN 2002 a Milano. Sono riuscito a vincere e a qualificarmi con la nazionale Italiana ad un prestigioso torneo in Corea\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019idea di dedicarsi a tempo pieno al gioco in modo professionale si \u00e8 fatta strada presto. \u201cHo percepito questa possibilit\u00e0 con Quake e Painkiller. Diciamo che \u00e8 nato tutto un po\u2019 per caso, non ho mai pensato che avrei potuto trasformare un hobby in una professione \u2013 spiega \u2013 Da campione italiano ho avuto la possibilit\u00e0 di viaggiare, divertimenti, competere e fare esperienze\u2026 e per me era gi\u00e0 qualcosa di straordinario. Solo nel 2004, a 17 anni, dopo aver battuto uno dei giocatori pi\u00f9 famosi al mondo ed essermi piazzato top 2 ad un campionato mondiale sono arrivate le prime opportunit\u00e0 per diventare un professionista\u201d.<\/p>\n<p>Il mercato videoludico, con il procedere delle tecnologie e dei dispositivi, rimane un terreno promettente e ricco, fatturando a livello mondiale miliardi di dollari, al pari dell\u2019industria cinematografica. <\/p>\n<p>\u201cCredo che i numeri parlino da s\u00e9 \u2013 osserva Avallone \u2013 Ormai i videogiochi hanno abbandonato il ruolo di \u2018prodotto\u2019, sia nei modelli di business che nella vita delle persone; oggi il videogame \u00e8 una forma di intrattenimento puro, una forma d\u2019arte, diffuso non solo tra i giovani come una volta. A livello di Esport, ovvero di sport elettronico, stiamo osservando in questi ultimi anni un definitivo consolidamento a livello internazionale e penso che presto si vedr\u00e0 anche in Italia. In termini di seguito e di numeri in generale, inizia sempre di pi\u00f9 ad assomigliare ad un qualsiasi sport tradizionale\u201d.<\/p>\n<p>Un andorese che scala il successo al di fuori dei confini locali e nazionali, Alessandro Avallone, ma che non dimentica le origini. \u201cPer molto tempo tornavo ad Andora solo durante le pause, mentre oggi, grazie a diversi progetti come la mia rubrica sull\u2019eSport nel programma televisivo GameTime su AXN, piattaforma Sky, e la mia diretta collaborazione con Asus Italia, sono molto pi\u00f9 stabile nel mio Paese e faccio ritorno ad Andora molto spesso\u201d sottolinea.<\/p>\n<p>Il futuro di \u201cStermy\u201d? \u201cAmo la competizione. Negli ultimi anni ho vinto diversi tornei di livello mondiale, continuer\u00f2 a competere fino a quando riuscir\u00f2 a portare a casa questi risultati. E\u2019 da molto tempo che seguo progetti e collaboro direttamente con diverse societ\u00e0 importanti, quindi una volta ritirato dai tornei professionali avr\u00f2 sicuramente molto altro su cui lavorare\u201d assicura Avallone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. A 16 anni a Las Vegas per un torneo di videogiochi: l\u2019inizio della vita da \u201cprofessional gamer\u201d per Alessandro Avallone alla conquista degli States. E non solo. 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