{"id":249508,"date":"2013-09-13T16:30:50","date_gmt":"2013-09-13T14:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=249508"},"modified":"2013-09-13T16:30:50","modified_gmt":"2013-09-13T14:30:50","slug":"dopo-il-pesto-al-botulino-il-tonno-radioattivo-asdomar-il-nostro-prodotto-non-viene-da-fukushima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/09\/dopo-il-pesto-al-botulino-il-tonno-radioattivo-asdomar-il-nostro-prodotto-non-viene-da-fukushima\/","title":{"rendered":"Dopo il pesto al botulino, il tonno radioattivo? Asdomar: &#8220;Il nostro prodotto non viene da Fukushima&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cControllate il tonno che trovate nei supermercati dove c\u2019\u00e8 stampato Fao 61 o 71, proviene dal mar del Giappone dove \u00e8 stata riversata l\u2019acqua contaminata di Fukushima\u201d. Il post, con la foto esplicativa, sta girando in rete da giorni ed \u00e8 visibile su molte bacheche degli utenti Facebook, a pi\u00f9 di due anni dall\u2019incidente alla centrale nucleare di Fukushima. Nonostante sia un dibattito gi\u00e0 avviato da tempo, la psicosi, data la natura del prodotto, uno dei pi\u00f9 presenti nelle dispense degli italiani, \u00e8 sempre in agguato. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tutto \u00e8 iniziato dalla notizia della scoperta di tonno contaminato da radiazioni proveniente dall\u2019Oceano Pacifico. Uno studio della National Accademy of Science, riportato da siti internet di informazione, ha rilevato un sensibile aumento della radioattivit\u00e0 nei tonni pinna blu che vivono nell\u2019Oceano Pacifico, ma allo stesso tempo ha stimato che l\u2019impatto sulla salute, nel caso peggiore possibile, del consumo di tonno radioattivo \u00e8 estremamente contenuto: la possibilit\u00e0 di un tumore mortale \u00e8 dello 0,00002%.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019allarme pesto, rientrato perch\u00e9 il botulino alla prova degli esami di laboratorio non c\u2019era, quello sul tonno radioattivo tocca di nuovo Genova. La Asdomar, la cui sede \u00e8 a Corte Lambruschini, ha gi\u00e0 provveduto a tranquillizzare i clienti con una sezione dedicata a \u201cInformazioni ai consumatori in relazione alla situazione in Giappone\u201d sul suo sito internet. <\/p>\n<p>\u201cNon acquistiamo n\u00e9 abbiamo mai acquistato tonno proveniente dalla zona FAO 61 \u2013 rende noto Asdomar -. Utilizziamo per le nostre produzioni esclusivamente tonno a pinne gialle che non vive in quelle acque per via delle temperature troppo basse. Il nostro tonno viene infatti pescato nelle calde acque tropicali degli oceani Indiano (zone FAO 51 e 57) e Pacifico Occidentale Centrale (zona FAO 71), quindi in questo ultimo caso, lontano dalle acque antistanti il Giappone.<\/p>\n<p>La zona di provenienza (Fao e un numero di accompagnamento che identifica l\u2019area di cattura) d\u00e0 precise indicazioni sul luogo di pesca. Fao 61 \u00e8 quella dell\u2019Oceano Pacifico del Nord Ovest, zona che comprende l\u2019area del Giappone, l\u2019unica dichiarata eventualmente a rischio. Fao 71 indica invece la zona del Pacifico Occidentale Centrale che va dalla Siberia alla Cina e alla Corea.<\/p>\n<p>Oltre a evidenziare poi che la \u201cproduzione viene effettuata in conformit\u00e0 alle leggi europee e nazionali secondo quanto stabilito dal \u201cpacchetto igiene\u201d, l\u2019azienda aggiunge: \u201cA titolo di ulteriore rassicurazione dei consumatori, gi\u00e0 dal 2011 monitoriamo l\u2019eventuale presenza di isotopi radioattivi attraverso misurazioni che vengono effettuate direttamente allo scarico dei tonni dell\u2019oceano Pacifico che arrivano interi nel nostro stabilimento\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cControllate il tonno che trovate nei supermercati dove c\u2019\u00e8 stampato Fao 61 o 71, proviene dal mar del Giappone dove \u00e8 stata riversata l\u2019acqua contaminata di Fukushima\u201d. 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