{"id":247858,"date":"2013-08-14T08:18:59","date_gmt":"2013-08-14T06:18:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=247858"},"modified":"2013-08-14T11:41:43","modified_gmt":"2013-08-14T09:41:43","slug":"allarme-annegamenti-400-morti-allanno-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/08\/allarme-annegamenti-400-morti-allanno-in-italia\/","title":{"rendered":"Allarme annegamenti, 400 morti all&#8217;anno in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Agosto, tempo di vacanze e di rigeneranti bagni al mare. Senza rilassarsi troppo per\u00f2, perch\u00e9 le insidie sono sempre l\u00ec pronte a colpire. Almeno a guardare le statistiche che riguardano gli annegamenti in mare, nei fiumi e nei laghi.<\/p>\n<p>Si tratta di una vera e propria mattanza che ritorna puntuale l&#8217;estate, giacch\u00e9 negli ultimi 40 anni sono morte per annegamento in acque di balneazione oltre 27.500 persone, nonostante una costante riduzione degli infortuni in acqua dovuta ad una maggiore informazione, al miglioramento nelle tecniche di salvataggio e delle nuove norme sulla sicurezza. Si \u00e8 passati da circa 1200 annegamenti nel 1969 a 426 nel 2008. Negli ultimi 10 anni la media si \u00e9 attestata su circa 400 annegamenti all&#8217;anno. <\/p>\n<p>Agli eventi letali, devono purtroppo essere aggiunte anche le conseguenze, spesso gravi, dei semiannegamenti e delle lesioni craniche e alla colonna vertebrale a seguito dei tuffi. Mentre si stima che ogni anno nel mondo muoiano per annegamento oltre 380.000 persone, il che colloca l\u2018annegamento al terzo posto tra le cause di morte per incidente dopo gli incidenti stradali e le cadute. In Europa, ogni anno si verificano 28.000 annegamenti fatali, con un tasso medio pari a circa 35 morti per  milione di abitanti\/anno. Gli annegamenti in Italia, se paragonati ad altre tipologie di incidenti, rappresentano un fenomeno a bassa incidenza, ma ad elevata letalit\u00e0. Nel 2010 il fenomeno \u00e8 quantificabile in circa 400 morti e altrettanti ricoveri.<\/p>\n<p>&#8220;Questi incidenti &#8211; ricorda Giovanni D\u2019Agata, presidente dello  \u201cSportello dei Diritti\u201d &#8211; sono dovuti a fattori di rischio oggettivo (assenza di sorveglianza, correnti di ritorno e buche, ecc.) e soggettivo (abilit\u00e0 al nuoto, educazione e rispetto di regole di base, prudenza, ecc.). Per quanto riguarda i rischi oggettivi \u00e8 necessario migliorare le conoscenze sui pericoli per la balneazione presenti nelle spiagge, informare i cittadini e aumentare il numero delle spiagge con servizio di sorveglianza. Per quanto riguarda il rischio soggettivo \u00e8 determinante incoraggiare comportamenti corretti, rispetto ai quali la stampa e la scuola possono svolgere ruoli rilevanti&#8221;.<\/p>\n<p>A far riflettere, sono le cifre e i soggetti che pi\u00f9 di tutti risultano essere a rischio, perch\u00e9 se in Italia, come detto, continuano a morire circa 400 persone per annegamento all&#8217;anno, soprattutto uomini tra i 35-50 anni ed il 20% straniero, e tra questi molti bambini, con una percentuale di quest&#8217;ultimi in controtendenza per la scarsa consapevolezza di molti immigrati a fruire delle acque e a rispettare le pi\u00f9 elementari regole per la balneazione. Pi\u00f9 attenzione e prudenza, quindi, per tutti per evitare che una giornata di relax si trasformi in un dramma evitabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Agosto, tempo di vacanze e di rigeneranti bagni al mare. Senza rilassarsi troppo per\u00f2, perch\u00e9 le insidie sono sempre l\u00ec pronte a colpire. Almeno a guardare le statistiche che riguardano gli annegamenti in mare, nei fiumi e nei laghi. 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