{"id":247590,"date":"2013-08-09T12:37:08","date_gmt":"2013-08-09T10:37:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=247590"},"modified":"2018-10-27T11:17:07","modified_gmt":"2018-10-27T09:17:07","slug":"ritrovata-nave-romana-sconosciuta-e-il-piu-grande-ritrovamento-archeologico-ligure-veniva-depredata-di-continuo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/08\/ritrovata-nave-romana-sconosciuta-e-il-piu-grande-ritrovamento-archeologico-ligure-veniva-depredata-di-continuo\/","title":{"rendered":"Ritrovata nave romana sconosciuta, \u00e8 la pi\u00f9 grande scoperta archeologica ligure: veniva depredata di continuo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio<\/strong>. Il loro \u201cdisinteresse storico\u201d per un vero e proprio patrimonio culturale che dovrebbe essere a disposizione di tutti e non solo per pochi, \u00e8 a dir poco uno sfregio per studiosi, esperti e per tutti i cittadini. Il fatto di aver trovato un nuovo relitto di una nave sconosciuto a tutti, e di essere quindi gli autori del pi\u00f9 importante ritrovamento archeologico della Liguria degli ultimi decenni, non ha minimamente toccato la loro sensibilit\u00e0, ma solo stuzzicato la propria smisurata avidit\u00e0. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_773\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_773\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">S\u00ec, perch\u00e9 sono proprio i trafugatori di anfore e reperti archeologici individuati grazie all\u2019operazione dei carabinieri \u201cNemo 2\u201d, coloro che hanno scoperto per primi l\u2019esistenza di una nave oneraria romana del II secolo a.C., di cui nessuno, fino ad oggi, sapeva nulla, al largo della costa di Imperia. I militari di Alassio, guidati dal maggiore Samuele Sighinolfi, insieme al Capitano Lutzu del Tpc e al personale del Centro Carabinieri Subacquei (guidati dal Ten.Col. Francesco Schilardi), se ne sono accorti analizzando le anfore sequestrate ai tombaroli del mare \u2013 molte delle quali avevano caratteristiche differenti da quelle ritrovate nei relitti gi\u00e0 noti che si trovano nel nostro mare \u2013 e ritrovando alcune cartine nautiche in cui vi erano indicazioni della presenza della nave di cui non si aveva alcuna notizia. <\/p>\n<p>E\u2019 proprio il maggiore Sighinolfi a spiegare tutto l\u2019iter che ha portato al pi\u00f9 importante ritrovamento storico della Liguria: \u201cQuesta operazione \u00e8 la prosecuzione di \u2018Nemo\u2019 che aveva gi\u00e0 portato all\u2019arresto di un trafugatore di reperti archeologici a Ceriale. Successivamente sono stati individuati altri \u2018tombaroli del mare\u2019 a Imperia e, grazie alle conseguenti perquisizioni, siamo riusciti a recuperare numerosissimi reperti archeologici: una grossa quantit\u00e0 di anfore, ma anche oggetti pi\u00f9 rari, da un vaso greco a un anello romano con sigillo imperiale, solo per fare qualche esempio\u201d. <\/p>\n<p>\u201cDurante queste perquisizioni, per\u00f2, abbiamo rinvenuto delle carte nautiche con dei punti nave indicati come \u2018relitto storico\u2019, ma non ci risultava che l\u00ec vi fossero navi affondate \u2013 continua il maggiore Sighinolfi \u2013 Per cui considerando che tra le anfore ritrovate vi sono pezzi che non \u00e8 possibile attribuire a nessun relitto conosciuto in Liguria, abbiamo deciso di esplorare le profondit\u00e0 con il supporto del Centro Carabinieri Subacquei per verificare cosa ci fosse. La sorpresa \u00e8 stata quella di imbatterci in un nuovo relitto di nave oneraria romana del II sec. a.C. Una scoperta definita importantissima dai funzionari della Sovrintendenza. Questo relitto si aggiunge ai 4 gi\u00e0 conosciuti in Liguria, e sicuramente dar\u00e0 un contributo alla storia e alla ricostruzione dei traffici nel nostro mare\u201d.<\/p>\n<p>La nave, lunga una cinquantina di metri, si trova di fronte all\u2019abitato di Imperia, a 1 miglio e mezzo dalla costa e a 50 metri profondit\u00e0: in mezzo al nulla insomma, quindi bisogna conoscere precisamente le coordinate per poterci arrivare. Il valore storico \u00e8 incalcolabile, quello monetario dipende dalla quantit\u00e0 di anfore che si trova nella parte bassa, quella non visibile. <\/p>\n<p>Ora sono 28 gli indagati tra Savona e Imperia (pi\u00f9 un arrestato), tra trafugatori e persone che a vario titolo detenevano questi preziosissimi oggetti o perch\u00e9 offerti in regalo o per ragioni varie. I carabinieri hanno scoperto che le anfore sono state piazzate in giro per l\u2019Italia: una \u00e8 stata trovata ad esempio a Busto Arsizio, in casa di un professionista che l\u2019avrebbe ricevuta in dono da uno dei \u2018ladri del mare\u2019. Questi ultimi erano ben organizzati, e avevano un proprio listino prezzi per ogni tesoro rubato, per il suo restauro e per la vendita dei piedistalli o di altri oggetti utili per la loro esposizione. Pare fossero bravissimi a far tornare come nuove anche le anfore pi\u00f9 antiche e pi\u00f9 danneggiate.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo dell\u2019operazione Nemo che ha accertato un traffico e una sottrazione di reperti archeologici dal relitto al largo delle coste di Albenga e, ora, anche da questa nuova e sconosciuta nave, che andava avanti almeno dal 2008. All\u2019inizio delle indagini era finito nei guai un ex corallaro di professione, Giovambattista Pesce, di Ceriale, mentre le denunce avevano dapprima riguardato 7 persone. Ma i controlli non si sono fermati, e si \u00e8 aperto anche il capitolo imperiese (che ha coinvolto anche Claudio Scajola, trovato in possesso di un reperto che, secondo l\u2019accusa, sarebbe uno di quelli rubati, anche se l\u2019ex ministro ha fornito agli inquirenti documenti e spiegazioni precise al riguardo) con l\u2019epilogo di oggi. <\/p>\n<p>L\u2019importantissimo ritrovamento dal punto di vista storico culturale permetter\u00e0 agli studiosi di  comprendere meglio i traffici e le rotte commerciali delle navi romane che solcavano i mari liguri. Un relitto con questo tipo di anfore peraltro non era ancora stato ritrovato in Liguria. Gli investigatori con l\u2019aiuto dei sommozzatori del Centro Carabinieri Subacquei, sperano nel prossimo futuro di riuscire a trovare qualche altro tesoro sconosciuto, analizzando altre carte nautiche sequestrate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Il loro \u201cdisinteresse storico\u201d per un vero e proprio patrimonio culturale che dovrebbe essere a disposizione di tutti e non solo per pochi, \u00e8 a dir poco uno sfregio per studiosi, esperti e per tutti i cittadini. 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