{"id":24725,"date":"2008-05-06T18:42:38","date_gmt":"2008-05-06T16:42:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/05\/06\/vacanze-brevi-ma-piu-spesso\/"},"modified":"2008-05-07T09:06:26","modified_gmt":"2008-05-07T07:06:26","slug":"vacanze-brevi-ma-piu-spesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/05\/vacanze-brevi-ma-piu-spesso\/","title":{"rendered":"Vacanze, brevi ma pi\u00f9 spesso"},"content":{"rendered":"<p>Gli italiani fanno vacanze pi\u00f9 brevi e con budget pi\u00f9 bassi ma viaggiano pi\u00f9 spesso, con \u2018short break\u2019 scaglionati nel corso di tutto l\u2019anno. La tendenza \u00e8 ormai netta da qualche anno, tanto che gli operatori del settore turistico osservano: \u201c\u00e9 cambiato il modo di fare vacanze, gli italiani cercano le tariffe promozionali, sfruttano il low cost, prenotano in anticipo per usufruire degli sconti e in generale per le vacanze, negli ultimi anni, spendono meno\u201d.<br>\nUn dato questo, confermato recentemente anche dal Ministero dell\u2019Economia, secondo il quale l\u2019ulteriore rivalutazione della moneta europea ha inciso sulle vacanze, diminuite nel 2007 dello 0,4%. Ma se gli italiani si muovono di meno, al contrario aumenta la spesa degli stranieri in Italia. Il turismo porta infatti nelle casse italiane esattamente il doppio di quanto gli italiani spendono all\u2019estero: a fronte di 15,6 miliardi di euro spesi nel 2007 dagli italiani in altri Paesi, ci sono 31,5 mld spesi da stranieri sul territorio italiano. \u201cIl mercato italiano \u2013 ragiona Giuseppe Boscoscuro, che per 7 anni \u00e8 stato alla guida dell\u2019Astoi, l\u2019Associazione che riunisce i maggiori tour operator italiani \u2013 \u00e8 maturo, cresce poco, di 2-3 punti percentuali l\u2019anno, mentre per esempio in Inghilterra la spesa media per le vacanze cresce. L\u2019offerta da noi \u00e8 spesso superiore alla domanda e questo perch\u00e9 gli italiani riducono il numero di giorni di vacanza e hanno meno soldi da spendere\u201d.<br>\nA tal punto il fenomeno della diminuzione della vacanza breve \u00e8 ormai diffuso, che si parla di \u2018microvacanze\u2019, ovvero vacanze \u2018corte\u2019 che durano da 1 a 3 notti al massimo: a fine 2006 se ne sono contate 43.7 milioni, quasi la met\u00e0 del totale del mercato (che \u00e8 stato di 94 milioni di viaggi) e a fine 2007 sono state 45 milioni. Di questo passo, secondo uno studio pubblicato recentemente da \u2018Sl&a Turismo e Territorio\u2019 ed \u2018Unaltracosa Travel\u2019 dal titolo \u201cLe microvacanze, cronache dal futuro prossimo\u201d, che si apre con un contributo di Giuseppe De Rita e raccoglie interventi di consulenti e studiosi del mondo del turismo, il rischio sar\u00e0 non trovare pi\u00f9 posto per i viaggi che si fanno durante i week end, tanto che, se fino a qualche anno fa per le microvacanze non si faceva alcun tipo di prenotazione, oggi per ogni tre italiani che partono ce ne \u00e8 uno che si organizza. Non solo: dato che gli italiani partono pi\u00f9 spesso e per meno giorni, \u00e8 antistorico, secondo i relatori della pubblicazione, pensare di imporre loro un minimo di una settimana di alloggio, magari in pensione completa. Infine, le microvacanze, al di l\u00e0 del valore diminutivo del termine, sono un fenomeno che scardina molti luoghi comuni: dall\u2019inutile tentativo di prolungare i soggiorni, al lamento per la stagionalit\u00e0: le microvacanze, infatti, sono praticamente spalmate in tutti i mesi dell\u2019anno, tranne agosto, e dimostrano che la stagionalit\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 forte dal lato delle imprese che non da quello dei turisti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli italiani fanno vacanze pi\u00f9 brevi e con budget pi\u00f9 bassi ma viaggiano pi\u00f9 spesso, con \u2018short break\u2019 scaglionati nel corso di tutto l\u2019anno. 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