{"id":246813,"date":"2013-07-30T13:21:06","date_gmt":"2013-07-30T11:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=246813"},"modified":"2013-07-31T09:55:28","modified_gmt":"2013-07-31T07:55:28","slug":"la-crociata-del-secolo-xix-contro-il-giornalismo-on-line-anso-ignoranza-e-superficialita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/07\/la-crociata-del-secolo-xix-contro-il-giornalismo-on-line-anso-ignoranza-e-superficialita\/","title":{"rendered":"La crociata del Secolo XIX contro il giornalismo online, Anso: &#8220;Ignoranza e superficialit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione Nazionale Stampa Online replica all\u2019articolo del Secolo XIX che, giustificando l\u2019aumento del prezzo del quotidiano in edicola, indirizza strali all\u2019editoria digitale e ai giornali online. In uno dei passaggi sula testata cartacea si legge: \u201cAlla concorrenza dei grandi motori di ricerca che agglomerano contenuti informativi prodotti da altri e li riversano gratis sul web, si \u00e8 aggiunta una pletora di siti di informazione, molti dei quali operano senza nessuna garanzia di indipendenza e credibilit\u00e0, violando tutte le norme contrattuali e sfruttando il lavoro in nero di tantissimi giovani\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_794\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Anso rappresenta gli editori di informazione locale online fin dal 2003. Il presidente Betto Liberati risponde alla testata genovese: \u201cI quotidiani digitali non sono nati ieri dal nulla, alcuni hanno oltre 15 anni di vita. Ognuni di essi ha una propria storia, un modello editoriale che si \u00e8 evoluto nel tempo, fino a diventare una fonte informativa privilegiata dai lettori. Il mercato editoriale attuale premia la forma digitale dei contenuti e sta rendendo obsoleto, nel senso di non al passo coi tempi anche in senso stretto, il quotidiano cartaceo. Tant\u2019\u00e8 che questi ultimi, proprio come i quotidiani online locali, hanno tutti aperto una propria versione digitale, compreso Il Secolo XIX, che offre notizie gratuite online\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuindi \u2013 prosegue \u2013 la \u2018pletora\u2019 di quotidiani online non \u00e8 arrivata ieri a dar fastidio al Secolo XIX e simili, ma esiste da molto tempo e si \u00e8 guadagnata una posizione con le proprie forze. Senza aiuti economici di alcun genere. E supponendo che chi scrive l\u2019articolo conosca la lingua italiana, dovrebbe sapere che \u2018pletora\u2019 significa sovrabbondanza, eccesso. Per il Secolo XIX, che assurge a difensore del corretto giornalismo, credibile e indipendente, esisterebbe quindi un eccesso di offerta informativa? Ci limitiamo a sottolineare che la democrazia, il rispetto del lettore e l\u2019opinione pubblica si costruiscono e si difendono anche con il pluralismo informativo. E\u2019 sempre il lettore a decidere cosa leggere o non leggere. Cosa \u00e8 credibile o no. E ci auguriamo che Il Secolo XIX non se ne abbia a male\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019accusa manifesta verso realt\u00e0 editoriali online che violerebbero le norme contrattuali sfruttando il lavoro nero ci indigna per due motivi: il primo \u00e8 il fatto che chi fa giornalismo serio, circostanzia le sue accuse e, in questo caso, nella sede appropriata. Niente chiacchiere da mercato, ma fatti e prove. Nomi e cognomi alle autorit\u00e0 competenti. Il secondo motivo \u00e8 che esistono editori che fanno onestamente il loro lavoro e senza l\u2019agevolazione dei mezzi messi a disposizione di testate giornalistiche tradizionali (finanziate dallo Stato o da gruppi di interesse). In quanto all\u2019accusa di sfruttare le notizie prodotte da Il Secolo XIX, o da altri giornali cartacei, siamo all\u2019assurdo. Il giornalismo online \u00e8 in real time per definizione. La maggior parte delle notizie pubblicate dai nostri giornali online sono pubbliche quando quelli cartacei non sono ancora neppure in stampa. Non solo, molto spesso sono proprio i nostri giornali a fare da fonte informativa a quelli tradizionali, che con tutta calma possono approfondire gli argomenti prima di andare in stampa\u201d osserva il presidente di Anso.<\/p>\n<p>\u201cSe Il Secolo XIX si sente danneggiato da qualcosa o qualcuno, anche qui vale la stessa regola: faccia nomi e cognomi \u2013 afferma Liberati \u2013 Fatti e non chiacchiere. Giornalismo vero, insomma. Anso non pu\u00f2 proprio chiudere un occhio su chi getta discredito sul lavoro serio e professionale che ogni giorno viene svolto nelle redazioni dei quotidiani online locali, su chi fa illazioni sul lavoro di tanti giornalisti che con passione e competenza ogni giorno riempiono le colonne digitali delle proprie testate e rendono conto ai propri lettori, su chi insinua comportamenti illegali e di sfruttamento da parte dei piccoli editori che senza nessuna agevolazione o incentivo cercano di fare impresa in un settore che ancora non restituisce i frutti dei tanti sforzi profusi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn\u2019ultima battuta sui motori di ricerca \u2013 osserva Liberati \u2013 Il Secolo XIX contesta i motori di ricerca, rei di fare concorrenza alle testate giornalistiche. Se questa utilit\u00e0 infastidisce Il Secolo XIX, Anso si chiede come mai la testata in questione si sia fatta indicizzare da Google, sia per la ricerca classica per i siti web che nella versione Google News. Forse perch\u00e9 trae vantaggio e visibilit\u00e0 da questi servizi gratuiti? E\u2019 ora di finirla anche su questa storia. Si pu\u00f2 anche decidere di non essere indicizzati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli editori di quotidiani online cartacei devono rendersi conto che la favola \u00e8 finita. Inutile arrabbattarsi alla ricerca di qualche spicciolo da Google. Sono convinti di avere un prodotto di qualit\u00e0 superiore agli altri, ma non mettono a pagamento le loro news digitali perch\u00e9 sanno che non le venderebbero. Forse perch\u00e9 questa questa qualit\u00e0 aggiuntiva non c\u2019\u00e8? Allora seguono il nostro stesso modello di business, contribuendo cos\u00ec, da soli, a cannibalizzare il proprio giornale in edicola. E poi la colpa \u00e8 degli altri\u201d conclude Betto Liberati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Associazione Nazionale Stampa Online replica all\u2019articolo del Secolo XIX che, giustificando l\u2019aumento del prezzo del quotidiano in edicola, indirizza strali all\u2019editoria digitale e ai giornali online. 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