{"id":246712,"date":"2013-07-29T11:52:31","date_gmt":"2013-07-29T09:52:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=246712"},"modified":"2013-07-29T11:52:31","modified_gmt":"2013-07-29T09:52:31","slug":"festival-teatrale-di-borgio-mercoledi-anna-bonaiuto-ritira-il-veretium-e-poi-va-in-scena-uomo-e-galantuomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/07\/festival-teatrale-di-borgio-mercoledi-anna-bonaiuto-ritira-il-veretium-e-poi-va-in-scena-uomo-e-galantuomo\/","title":{"rendered":"Festival Teatrale di Borgio: mercoled\u00ec Anna Bonaiuto ritira il &#8220;Veretium&#8221; e poi va in scena &#8220;Uomo e galantuomo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Borgio V.<\/strong> Mercoled\u00ec 31 luglio il cartellone del Festival Teatrale di Borgio Verezzi prevede un doppio appuntamento. Alle ore 21.30 in piazza S. Agostino sar\u00e0 consegnato all\u2019attrice Anna Bonaiuto il 43\u00b0 Premio Veretium per la prosa, assegnato ogni anno all\u2019attore o all\u2019attrice che nel corso della passata stagione si sia particolarmente distinto per impegno di testo e capacit\u00e0 di interpretazione. Al termine della premiazione Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, Valerio Santoro e Antonia Truppo porteranno in scena \u201cUomo e galantuomo\u201d, commedia di Eduardo De Filippo, per la regia di Alessandro D\u2019Alatri (repliche gioved\u00ec 1 e venerd\u00ec 2 agosto, ore 21.30).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_714\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_714\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Cos\u00ec il regista presenta il suo spettacolo: \u201cIo scrivo per tutti, ricchi, poveri, operai, professionisti\u2026 tutti, tutti! Belli, brutti, cattivi, buoni, egoisti. Quando il sipario si apre sul primo atto d\u2019una mia commedia, ogni spettatore deve potervi trovare una cosa che gli interessa. Eduardo De Filippo si descriveva cos\u00ec parlando del suo lavoro. La lessi ancora ragazzo e mi rimase impressa nel cuore. Ma l\u2019ho sentita ancor pi\u00f9 forte quando \u00e8 nata l\u2019opportunit\u00e0 di poter allestire Uomo e galantuomo. Tutto \u00e8 nato durante le pause di lavoro di \u201cTante belle cose\u201d quando in cerca di uno spazio fumatori mi ritrovavo clandestino assieme a Gianfelice Imparato. L\u2019affetto, la stima, il divertimento che mi procurava la sua \u201cnapoletaneit\u00e0\u201d stavano gettando le basi per farmi abbracciare da vicino Eduardo. Valerio Santoro, giovane e meritevole produttore, intu\u00ec e ag\u00ec. Il mio legame con Eduardo si perde nell\u2019infanzia: ancora bambino, di famiglia umile, ricordo che un giorno alla settimana, quando la televisione italiana era tutta un\u2019altra cosa, veniva programmato il teatro. Tra le mie opere preferite c\u2019erano quelle di Eduardo e per questo avevo il permesso di andare a letto pi\u00f9 tardi del solito. Le ricordo in bianco e nero e, a differenza del teatro dal vero, con i primi piani degli attori. Tra tutti, per espressivit\u00e0 e capacit\u00e0 interpretativa, mi colpiva l\u2019intensit\u00e0 di Eduardo. Riusciva a divertirmi facendomi credere ai drammi che stava interpretando. Una vera magia. E\u2019 con questo rispetto che mi sono avvicinato alla regia di Uomo e galantuomo. Un testo giovanile (1922) classificato spesso come farsa. Una definizione che ho sempre sentito stretta. Infatti, seppure caratterizzata da una ricca serie di battute ed episodi irresistibilmente comici, nella commedia emergono una gran quantit\u00e0 di contraddizioni tra l\u2019apparire e l\u2019essere della borghesia contro il dramma proletario di chi ogni giorno affronta la sopravvivenza. Falso perbenismo contro tragedia. Onore da salvare contro fame. E in tutto questo dov\u2019\u00e8 l\u2019uomo e dove il galantuomo? Ecco perch\u00e9 considero Uomo e galantuomo una commedia di altissimo livello, forse la pi\u00f9 divertente, ma che sicuramente segn\u00f2 per Eduardo il passaggio dalla farsa al teatro di prosa. E guarda caso al centro della commedia c\u2019\u00e8 proprio il teatro: una scalcagnata compagnia, nominatasi \u201cL\u2019eclettica\u201d (proprio perch\u00e9 non pone limiti alle proprie attitudini artistiche), porta in scena in una localit\u00e0 turistica balneare \u201cMalanova\u201d di Libero Bovio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAttraverso il classico meccanismo della commedia degli equivoci, si scatena cos\u00ec il teatro nel teatro, la follia tra farsa e dramma evocando sapori pirandelliani. Ma si respirano anche profumi di Goldoni, di Skakespeare, e forse anche un po\u2019 di quel teatro dell\u2019assurdo che va da Osborne a Beckett a Jonesco. L\u2019assenza di talento e l\u2019improvvisazione della compagnia fanno infatti da contrappasso ai drammi borghesi interpretati invece con talento e una vena di follia. Sullo stesso palcoscenico della vita saranno pi\u00f9 attori i benestanti, i cui sforzi mirano ad interpretare ruoli d\u2019apparenza che i veri commedianti protesi, senza alcuna esigenza interpretativa, soltanto a sopravvivere al quotidiano. C\u2019\u00e8 tutto questo nel mio progetto di regia. C\u2019\u00e8 il rispetto per l\u2019imponenza di una figura che considero un protagonista del teatro del novecento che invoca di essere affrontato con il giusto rigore che merita. Lo spazio scenico viene riempito dalle anime di quegli esseri umani mentre l\u2019allestimento \u00e8 cornice che le libera dal realismo per ricondurre la drammaturgia al centro della rappresentazione. E\u2019 ovvio che si ride molto, ma con quel rigore di cui Eduardo si \u00e8 fatto ambasciatore della sua arte nella storia\u201d conclude D\u2019Alatri.<\/p>\n<p>Completano il cast di \u201cUomo e galantuomo\u201d: Alessandra Borgia, Giancarlo Cosentino, Roberta Misticone, Gennaro Di Biase, Fabrizio La Marca e Lia Zinno. Prima dello spettacolo Anna Bonaiuto calcher\u00e0 il palcoscenico verezzino per ritirare il Premio Veretium assegnatole dai critici teatrali Giulio Baffi, Claudia Cannella, Enrico Groppali, Domenico Rigotti, Pierantonio Zannoni e Silvana Zanovello con la seguente motivazione: \u201cAttrice dalle multiformi qualit\u00e0, Anna Bonaiuto \u00e8 espressione di un brillante percorso, sia nel cinema che sulle scene teatrali. In teatro ha lavorato con registi quali Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, Toni Servillo e Gianfranco Fiore. Diretta da quest\u2019ultimo, nella passata stagione ha portato in scena lo spettacolo \u201cLa belle joyeuse\u201d, un monologo d\u2019impegno sotto il profilo storico-culturale, che rievoca la figura affascinante e contraddittoria di Cristina Trivulzio, principessa di Belgioioso, protagonista dell\u2019epopea del Risorgimento, da lei gi\u00e0 interpretata nel film di Mario Martone \u201cNoi credevamo\u201d. La giuria del \u201cVeretium\u201d le attribuisce il premio per aver saputo cogliere questo emblematico personaggio nella sua dimensione di battagliera intellettuale e donna moderna, in anticipo sui tempi, con spontaneit\u00e0, con passione, con malinconica ironia, con accenti di profonda umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Dallo scorso anno \u201cF.lli Orsero\u201d, gruppo internazionale con sede ad Albenga per l\u2019importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, ha deciso di sostenere il Premio Veretium, organizzato dal 1971 dal Comune di Borgio Verezzi, accostando allo storico premio verezzino il proprio logo. Infine per domani torna il consueto appuntamento \u201cAperitivo con l\u2019attore\u201d: alle ore 18.30 presso le terrazze del ristorante \u201cIl Cappero\u201d di Verezzi, i protagonisti di Uomo e galantuomo presenteranno la commedia e daranno risposta alle domande del pubblico, che potr\u00e0 gustare un fresco aperitivo-teatro al prezzo convenzionato di 8 euro (senza obbligo di consumazione).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borgio V. Mercoled\u00ec 31 luglio il cartellone del Festival Teatrale di Borgio Verezzi prevede un doppio appuntamento. Alle ore 21.30 in piazza S. 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