{"id":24575,"date":"2008-05-05T08:23:33","date_gmt":"2008-05-05T06:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/05\/05\/redditi-on-line-il-codacons-chiede-20-miliardi-di-risarcimento\/"},"modified":"2008-05-05T08:23:33","modified_gmt":"2008-05-05T06:23:33","slug":"redditi-on-line-il-codacons-chiede-20-miliardi-di-risarcimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/05\/redditi-on-line-il-codacons-chiede-20-miliardi-di-risarcimento\/","title":{"rendered":"Redditi on line: il Codacons chiede 20 miliardi di risarcimento"},"content":{"rendered":"<p>Un risarcimento di 20 miliardi di euro per violazione delle norme penali sulla privacy. E\u2019 questa la richiesta avanzata dal Codacons per la diffusione dei redditi on line da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate. L\u2019associazione dei consumatori si \u00e8 costituita parte offesa nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta avviata dalla procura di Roma sulla pubblicazione dei dati fiscali.<br>\nIl Codacons ha infatti nominando un legale \u201dper tutelare gli interessi dei contribuenti messi in rete senza il rispetto delle procedure previste dalla legge 241\/90 come modificata dalla legge 15\/05\u201d. La somma del risarcimento chiesto andrebbe poi ripartita tra i 38 milioni di contribuenti italiani, per un dividendo di appena 52 euro ciascuno.<br>\nNella istanza si chiede anche il sequestro degli elenchi da chiunque detenuti, anche attraverso l\u2019oscuramento dei siti che ancora li offrono in visione gratuita o a pagamento. Intanto oggi una copia della denuncia \u00e8 stata presentata anche sulla scrivania della polizia postale e della Autorit\u00e0 della Privacy che potranno quindi agire anche autonomamente.<br>\nMa il Codacons ha anche diffuso una specie di decalogo per chiarire quando la diffusione di una denuncia dei redditi non costituisce reato. L\u2019avvocato amministrativista e presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha ricordato che il Consiglio di Stato con numerose pronunce ha definito esattamente ci\u00f2 che \u00e8 lecito e ci\u00f2 che non lo \u00e8 nella materia in questione con decine di sentenze.<br>\n\u201dLaddove si tratti di redditi di soggetti che in vario modo sono alimentati da danaro pubblico o comunque destinati a finalit\u00e0 pubbliche \u2013 ha dichiarato Rienzi \u2013 \u00e8 sicuramente ammissibile l\u2019accesso alla denuncia dei redditi e la sua pubblicazione\u201d. \u201dAd esempio \u2013 prosegue Rienzi \u2013 tutti i redditi degli addetti e dirigenti pubblici, compresi i componenti degli organi elettivi come Comuni, Regioni, Camera e Senato, pagati con danari dei cittadini sono accessibili a chi ne faccia richiesta. Lo stesso per i dirigenti degli enti pubblici, e delle societ\u00e0 concessionarie come la Rai , Ferrovie, Acea, Poste e di qualsiasi altro ente che eroghi un servizio pubblico universale pagato dai cittadini o con una parte dei danari dei cittadini.\u201d<br>\n\u201dAncora sono pubblicabili i redditi di soggetti dello spettacolo, della politica, dello sport, della societ\u00e0 civile, la cui notoriet\u00e0 e rilevanza e interesse sociale \u2013 ha aggiunto Rienzi \u2013 faccia scattare il diritto- dovere di cronaca, che, come \u00e8 noto, costituisce un diritto costituzionale pari a quello della riservatezza, e quindi una esimente da reati e rende non punibile ci\u00f2 che altrimenti lo sarebbe\u201d. \u201dE altrettanto accessibili sono le denunce dei redditi quando esse servono al cittadino per difendersi in giudizio, come ad esempio il coniuge che intende fare causa all\u2019altro coniuge ha diritto a vederne la denuncia dei redditi ai fini di ottenere dal Giudice una giusta sentenza circa gli obblighi di mantenimento della famiglia\u201d.<br>\n\u201dIn pratica \u2013 ha concluso Rienzi \u2013 chi vuole mettere il naso negli affari altrui deve avere un interesse qualificato e concreto, come stabilisce l\u2019art. 25 della legge 241\/90, e deve in ogni caso lasciare traccia della sua domanda di accesso e del suo interesse. Ci\u00f2 anche ai fini della responsabilit\u00e0 che su di lui incombe ove il dato venga diffuso a terzi per sua colpa\u201d. E\u2019 invece sicuramente \u201dda escludersi\u201d la possibilit\u00e0 di pubblicare tutte le denunce dei redditi su internet in modo generalizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un risarcimento di 20 miliardi di euro per violazione delle norme penali sulla privacy. E\u2019 questa la richiesta avanzata dal Codacons per la diffusione dei redditi on line da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate. L\u2019associazione dei consumatori si \u00e8 costituita parte offesa nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta avviata dalla procura di Roma sulla pubblicazione dei dati fiscali. 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