{"id":245198,"date":"2013-07-08T08:30:23","date_gmt":"2013-07-08T06:30:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=245198"},"modified":"2013-07-08T13:48:00","modified_gmt":"2013-07-08T11:48:00","slug":"una-fiondata-lunga-12-200-km-il-simbolo-ingauno-arriva-in-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/07\/una-fiondata-lunga-12-200-km-il-simbolo-ingauno-arriva-in-africa\/","title":{"rendered":"Una fiondata lunga 12.200 km: il &#8220;simbolo&#8221; ingauno arriva in Africa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Gioved\u00ec 11 luglio alle ore 18 grande festa ad Albenga nella cantina dei \u201cFieui di caruggi\u201d e in vico del Collegio in onore di Italo Mazza, l\u2019esploratore albenganese reduce da una straordinaria impresa: l\u2019attraversamento dell\u2019intero continente africano, da nord a sud, da Alessandria d\u2019Egitto a Citt\u00e0 del Capo. Una pedalata lunga 12.200 chilometri, ovviamente con fionda al seguito. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_555\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_555\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un viaggio iniziato a gennaio e terminato a maggio su strade raramente asfaltate, quasi sempre sterrate, fangose, in grado di mettere a dura prova gli uomini e i mezzi meccanici. In gruppo con altri appassionati provenienti da ogni parte del mondo (solo due gli italiani) Italo Mazza ha toccato in bici ben dieci stati (Egitto, Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania, Zambia, Malawi, Namibia, Botswana, Sudafrica) attraversando deserti e foreste pluviali, affrontando caldo, freddo, tempeste di sabbia e piogge tropicali, spinto dalla curiosit\u00e0 di conoscere civilt\u00e0 lontane anni luce da quella occidentale, ma anche dal desiderio di affrontare una sfida con se stesso. <\/p>\n<p>Come gi\u00e0 gli era successo in passato quando aveva scalato alcune tra le vette pi\u00f9 alte del mondo come l\u2019Aconcagua, il Kilimangiaro, il Satopanth e il Cho Oyo in Tibet (8201 mn.)  o quando aveva portato la fionda in Alaska in una memorabile traversata sui ghiacciai del Mc Kinley.<\/p>\n<p>\u201cSono un grande amico e ammiratore dei fieui di caruggi \u2013 sottolinea Italo Mazza \u2013 e per me \u00e8 un piacere ed anche un po\u2019 un onore portare la fionda, il loro simbolo, in giro per il mondo. Ovunque, infatti, ci sarebbe bisogno di qualche bella fiondata. E questa volta, proprio per sottolineare l\u2019internazionalit\u00e0 della fionda ne ho portato alcuni esemplari africani da appendere nella loro cantina\u201d.<\/p>\n<p>Venerdi 11 luglio durante i festeggiamenti verr\u00e0 inaugurata sul muretto di \u201cE ghe mettu a firma\u201d la piastrella raffigurante il percorso effettuato da Italo Mazza. \u201cTutti sono invitati a partecipare e a brindare all\u2019impresa che ha portato il nome di Albenga per le strade \u2026 e i sentieri del continente nero, evento che \u00e8 stato ripreso, oltre che dalle tv africane, dalla CNN con diffusione mondiale\u201d dicono i Fieui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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