{"id":244840,"date":"2013-07-03T16:35:05","date_gmt":"2013-07-03T14:35:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=244840"},"modified":"2013-07-04T12:02:54","modified_gmt":"2013-07-04T10:02:54","slug":"ospedale-albenga-dottoressa-cavanna-troppe-emergenze-gravi-e-nessun-potenziamento-disinformazione-e-bugie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/07\/ospedale-albenga-dottoressa-cavanna-troppe-emergenze-gravi-e-nessun-potenziamento-disinformazione-e-bugie\/","title":{"rendered":"Ospedale Albenga, dottoressa Cavanna: &#8220;Troppe emergenze gravi e nessun potenziamento: disinformazione e bugie&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Verdi, gialli e rossi: tinte che indicano i codici di emergenza negli ospedali e che, in quello ingauno, portano a un mix confuso e poco decifrabile. L\u2019allarme, lanciato dalla dottoressa Graziella Cavanna, presidente dell\u2019associazione \u201cAlbenga \u00e8\u201d, riguarda il Punto di Primo Intervento del Santa Maria Misericordia, che deve fare i conti con un numero di accessi sproporzionato al numero di operatori e non in linea con le caratteristiche della struttura da tempo declassata. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_885\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_885\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_885').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_885\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cGiunta l\u2019estate, emerge in maniera prepotente il caos dei nostri ospedali \u2013 denuncia il presidente dell\u2019associazione albenganese, nata per la conoscenza e divulgazione dei problemi del comprensorio ingauno \u2013 Il \u2018Punto di Primo Intervento\u2019 di Albenga continua ad avere un numero elevato di accessi che non riesce o non \u00e8 pi\u00f9 autorizzato a trattare. Difatti spesso sono codici rossi, che giungono spontaneamente o addirittura inviati dal 118\u201d.<\/p>\n<p>Il risultato sarebbe un caos totale, con code per l\u2019accettazione presso la struttura ingauna per poi dover essere trasferiti altrove. \u201cLa follia \u2013 sottolinea la dottoressa Cavanna \u2013 sta nel fatto che il paziente, dopo aver atteso per l\u2019accettazione ad Albenga, dovr\u00e0 mettersi in coda per il trasferimento e, quando finalmente giunger\u00e0 nel Pronto Soccorso di Pietra Ligure, dovr\u00e0 aspettare la nuova attribuzione di codice, in una struttura intasata e con tempi di attesa inaccettabili. Sostanzialmente potrebbero passare anche 10 ore.  Chi ha pensato e messo in atto una simile organizzazione ha pesanti responsabilit\u00e0 nei confronti della popolazione e degli operatori: in questo modo il malato e la sua incolumit\u00e0 corrono gravi pericoli. Di attesa si pu\u00f2 morire\u201d.<\/p>\n<p>E in effetti, per gli accessi spontanei, \u00e8 davvero difficile che qualcuno possa farsi un\u2019auto-diagnosi corretta, per cui pu\u00f2 capitare \u2013 come spesso capita \u2013 che si giunga al Punto di Primo Intervento pensando di avere un malessere poco importante ma che, in realt\u00e0, nasconda patologie pi\u00f9 gravi per curare le quali la struttura ingauna, per sua stessa natura, non \u00e8 preparata. \u201cBisogna spiegare davvero ai cittadini cosa sia un \u2018Punto di Primo Intervento\u2019 in cui si possono curare solo i codici verdi, mentre per le emergenze gravi bisogna ricorrere a veri pronto soccorso. E poi non si devono dire bugie\u201d dice il presidente di \u201cAlbenga \u00e8\u201d.<\/p>\n<p>Di qui l\u2019affondo: \u201cCome si pu\u00f2 pensare che l\u2019ospedale di Albenga, che esiste da secoli, non venga pi\u00f9 considerato come un punto di riferimento, anche per interventi d\u2019emergenza, da un bacino di utenza di oltre 60.000 residenti e che in estate supera abbondantemente i 100.000? Certo occorrerebbe una campagna informativa attenta, precisa e costante con informazioni chiare sul tipo di prestazioni possibili\u201d. <\/p>\n<p>E ancora: \u201cIn realt\u00e0 periodicamente i nostri politici pubblicano messaggi vaghi, confusi e errati che lasciano intravvedere inesistenti potenziamenti, tacendo sui graduali ma progressivi trasferimenti di reparti, strutture e personale che rendono quindi impossibili e insicuri gli interventi necessari. Anche la notizia lanciata una decina di giorni fa su tre nuovi medici che arriveranno al Punto di Primo intervento \u00e8 falsa. Chi ci guadagna da queste bugie? Purtroppo a pagarne le conseguenze sono gli utenti e gli operatori stessi che cercano di affrontare le emergenze al meglio, ma non hanno gli aiuti necessari. La situazione \u00e8 allarmante\u201d conclude Cavanna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Verdi, gialli e rossi: tinte che indicano i codici di emergenza negli ospedali e che, in quello ingauno, portano a un mix confuso e poco decifrabile. 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