{"id":244768,"date":"2013-07-02T14:12:40","date_gmt":"2013-07-02T12:12:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=244768"},"modified":"2013-07-03T10:49:45","modified_gmt":"2013-07-03T08:49:45","slug":"centrali-a-carbone-e-impatto-sulla-salute-istituto-superiore-di-sanita-boccia-lo-studio-somo-conclusioni-sui-decessi-prive-di-significato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/07\/centrali-a-carbone-e-impatto-sulla-salute-istituto-superiore-di-sanita-boccia-lo-studio-somo-conclusioni-sui-decessi-prive-di-significato\/","title":{"rendered":"Centrali a carbone e impatto sulla salute, l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 boccia lo studio SOMO: &#8220;Conclusioni sui decessi prive di significato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il Ministero della Salute ha fatto esaminare lo studio che Greenpeace e SOMO hanno realizzato a proposito dell\u2019impatto delle centrali a carbone sulla salute. La valutazione tecnica dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 di fatto stronca il report dell\u2019istituto olandese, preso a modello dall\u2019associazione ambientalista: \u201cLe conclusioni del rapporto SOMO \u2018Enel, il carbone costa un morto al giorno\u2019 sono ad avviso dell\u2019Istituto prive di significato per quanto attiene la stima dei decessi prematuri attesi\u201d. E\u2019 quanto specifica il dottor Giuseppe Ruocco, direttore generale del Dipartimento Prevenzione del Ministero. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_717\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_717\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019analisi di SOMO prende in considerazione la metodologia EEA (European Environmental Agency) che, per\u00f2, per l\u2019organo scientifico del Sistema Sanitario Nazionale non pu\u00f2 essere assunta a modello. Questo il parere: \u201cL\u2019EEA costituisce un importante strumento a disposizione dei decisori per comparare i costi attribuibili alle emissioni industriali e sviluppare a livello continentale adeguate politiche ambientali. Tuttavia la numerosit\u00e0 ed entit\u00e0 delle sorgenti di incertezza che caratterizzano il suo approccio e la drasticit\u00e0 delle assunzioni adottate, necessarie per modellizzare i fenomeni che sono alla base del complesso rapporto tra emissioni industriali ed esiti sanitari, ne sconsigliano l\u2019applicazione su singole installazioni e non consentono l\u2019uso dei suoi risultati come valori assoluti\u201d.<\/p>\n<p>Lo studio SOMO estende la propria analisi a tutte le centrali termoeletiriche a carbone di Enel in Italia ed in Europa, e a tutte le centrali alimentate a combustibili fossili di Enel in Italia. Nell\u2019analisi i decessi prematuri attribuibili alle centrali alimentate a combustibili fossili operanti in Italia sono quantificati in 460 per anno.<\/p>\n<p>\u201cLe valutazioni condotte nello studio stimano il numero di decessi prematuri dovuti alle emissioni prodotte dalle centrali Enel, applicando metodologie sviluppate in studi europei condotti su larga scala e principalmente dedicati a valutazioni costi-benefici finalizzate a supportare le politiche comunitarie ed internazionali sull\u2019inquinamento atmosferico, ed il conseguente processo decisionale. Il documento europeo ampiamente informa sugli obiettivi del modello usato, descrive le numerose incertezze che affliggono i risultati delle studio ed evidenzia come i risultati abbiano significato pi\u00f9 sul piano della comparazione (\u2018decision making\u2019 in condizioni di incertezza) che come valori assoluti\u201d spiega l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0. <\/p>\n<p>Dati sulle emissioni troppo eterogenei, mancata considerazione delle efficienze degli impianti, eccessiva semplificazione e generalizzazione nel valutare la dispersione degli inquinanti: questi i punti contestati dall\u2019organo tecnico-scientifico nazionale di salute pubblica, che quindi boccia l\u2019impianto complessivo dello studio SOMO, ripreso da Greenpeace. <\/p>\n<p>\u201cUno studio che affronta la difficile e delicata problematica della quantificazione degli esiti sanitari associati all\u2019esposizione ad inquinanti emessi da specifici impianti, non pu\u00f2 prescindere da una caratterizzazione delle emissioni (temperatura, portata, geometria delle sorgenti, concentrazione dei contaminanti, ecc.) e del territorio (distribuzione della popolazione e densit\u00e0, meteorologia, orografia) molto accurata. Gli esiti patologici connessi all\u2019inquinamento ambientale sono infatti funzione della qualit\u00e0 dei comparti ambientali (aria, acqua, suolo) e delle numerose variabili socio-economiche che, influenzando i comportamenti degli individui, agiscono significativamente sull\u2019esposizione umana e conseguentemente sui rischi per la salute\u201d si legge ancora nel parere dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ministero della Salute ha fatto esaminare lo studio che Greenpeace e SOMO hanno realizzato a proposito dell\u2019impatto delle centrali a carbone sulla salute. 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