{"id":243927,"date":"2013-06-20T15:16:55","date_gmt":"2013-06-20T13:16:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=243927"},"modified":"2013-06-20T15:16:55","modified_gmt":"2013-06-20T13:16:55","slug":"a-savona-approccio-sociale-per-persone-fragili-in-condizioni-di-criticita-dimissioni-protette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/06\/a-savona-approccio-sociale-per-persone-fragili-in-condizioni-di-criticita-dimissioni-protette\/","title":{"rendered":"A Savona &#8220;approccio sociale per persone fragili in condizioni di criticit\u00e0-dimissioni protette&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. &#8220;Approccio sociale per persone fragili in condizioni di criticit\u00e0-dimissioni protette&#8221;. E&#8217; il progetto sperimentale \u00e8 promosso da Regione Liguria, Distretto Sociosanitario n. 7 Savonese e Asl n. 2 Savonese e permette ai residenti dei Distretti sanitari Savonese e Bormide di avere gratuitamente per un mese assistenza a domicilio a seguito di dimissioni ospedaliere<\/p>\n<p>Si tratta di una sperimentazione regionale su 5 presidi ospedalieri, uno per ciascuna Conferenza dei Sindaci, che nel nostro caso interessa l&#8217;Ospedale San Paolo di Savona; la sperimentazione \u00e8 finanziata da risorse di matrice sociale ma con un chiaro obiettivo di carattere socio-sanitario.<\/p>\n<p>Il progetto mira infatti a ridurre il numero (ovvero la durata) dei ricoveri ospedalieri definibili come impropri, intercettando e valutando precocemente, entro massimo 48 ore, le persone &#8220;fragili&#8221; che accedono al Pronto Soccorso, o che sono gi\u00e0 ricoverati, per garantire loro la necessaria continuit\u00e0 assistenziale sostenendo la dimissione e il rientro a casa con un adeguato supporto, anche al fine di prevenire re-ricoveri: le attivit\u00e0 interessano i residenti nei Comuni del Distretto Sociosanitario Savonese e sono estendibili ai residenti nel territorio del Distretto n. 6 delle Bormide.<br \/>\nAi pazienti che accederanno al progetto verranno offerte prestazioni gratuite di assistenza tutelare temporanea a domicilio, per la durata massima di trenta giorni, mediante l&#8217;attivazione di Assistenti Familiari regolarmente assunte dai pazienti\/utenti secondo le normative vigenti.<\/p>\n<p>Le prestazioni degli\/delle assistenti familiari sono finalizzate al superamento di uno stato di bisogno e\/o difficolt\u00e0, al sostegno e aiuto ai familiari nella assistenza degli utenti, al mantenimento degli assistiti nel loro ambiente di vita, e ove possibile, alla loro integrazione sociale.<\/p>\n<p>La gestione degli aspetti funzionali, legati alle procedure amministrative e burocratiche e all&#8217;organizzazione dei servizi, \u00e8 affidata ad un Soggetto Imprenditoriale, individuato nell&#8217;ambito del terzo Settore, mediante procedura ad evidenza pubblica. <\/p>\n<p>L\u2019utente e\/o la famiglia potranno scegliere liberamente, accedendo ad apposito Registro predisposto dal Soggetto Imprenditoriale, l\u2019assistente familiare con cui stipulare il contratto di assistenza tutelare, potendo scegliere fra almeno tre operatori immediatamente disponibili. <\/p>\n<p>I pazienti valutati dagli infermieri di triage in condizione di fragilit\u00e0 verranno indirizzati al c.d. Nucleo di Assistenza Tutelare Temporanea -NATT, composto a livello ospedaliero dal bed manager, nella fattispecie infermiere caposala, e dall&#8217;Assistente Sociale. <\/p>\n<p>Compito del NATT \u00e8 verificare la condizione di criticit\u00e0 del paziente, attraverso appositi test socio-sanitari, con i quali viene stabilito il bisogno assistenziale del paziente e la tipologia di copertura giornaliera al domicilio da parte dell&#8217;Assistente Familiare attribuibile (6\/12 ore\/die o convivenza). A seguito della valutazione, il NATT proporr\u00e0 al paziente e\/o ai familiari l&#8217;adesione al programma.<\/p>\n<p>Per coloro che decideranno di avvalersi degli interventi, il NATT  ospedaliero trasmetter\u00e0 la segnalazione e la valutazione all&#8217;Assistente Sociale referente distrettuale che provveder\u00e0 all&#8217;attivazione del soggetto imprenditoriale, con conseguente abbinamento fra Assistente Familiare e paziente, dando quindi corso al trasferimento del paziente al proprio domicilio.<br \/>\nIl NATT come sopra articolato, \u00e8 integrato funzionalmente da un Assistente Sociale individuata dal Distretto Sociosanitario e da un Geriatra Territoriale del Dipartimento Cure Primarie, che garantiscono il necessario collegamento con i servizi degli Ambiti Sociali, i MMG e i servizi sanitari territoriali e con il soggetto imprenditoriale che gestisce l&#8217;organizzazione degli interventi al domicilio.<\/p>\n<p>Al termine del periodo di assistenza gratuita, della durata di un mese, i pazienti\/utenti potranno decidere se fruire ulteriormente del servizio in base alle loro esigenze; in caso di prosecuzione, gli oneri relativi all&#8217;apporto dell&#8217;Assistente Familiare saranno a carico diretto del paziente, che potr\u00e0 inoltre avvalersi del supporto amministrativo e gestionale del soggetto imprenditoriale, a fronte di un modesto contributo mensile.<\/p>\n<p>Dichiara Lorena Rambaudi, Assessore alle Politiche Sociali, Terzo Settore, Cooperazione allo Sviluppo, Politiche Giovanili e Pari Opportunit\u00e0 della Regione Liguria: \u201cGrazie ad un bando del Ministero del Welfare, la Regione Liguria nei mesi scorsi ha stanziato circa 1,2 milioni di euro per politiche di sostegno verso le persone fragili. Dopo i primi positivi risultati dell&#8217;avviata sperimentazione in sanit\u00e0 riferita all&#8217;Ospedale San Martino di Genova, con una riduzione della degenza media e con grande soddisfazione delle famiglie che non si sentono abbandonate o lasciate sole in un momento cos\u00ec delicato dopo un ricovero ospedaliero, la Regione Liguria ha deciso di estendere questa sperimentazione ai cinque Comuni capofila in Conferenza dei Sindaci (Sanremo, Savona, Genova, Chiavari e La Spezia). L&#8217;obiettivo principale \u00e8 quello di evitare ricoveri lunghi ed inappropriati ed accompagnare le dimissioni del paziente dall&#8217;ospedale attraverso un supporto domiciliare di un mese con una badante, che verr\u00e0 pagata dalla Regione.<\/p>\n<p>Si tratta di un contributo prezioso per la famiglia, sia dal punto di vista economico che da quello assistenziale. Questa sperimentazione, che permetter\u00e0 di seguire ed assistere tra i 500 ed i 700 pazienti in Liguria, rappresenta la volont\u00e0 di integrazione sociale e sanitaria e dei percorsi di continuit\u00e0 assistenziale tra ospedale e territorio\u201d.<\/p>\n<p>Dichiara Isabella Sorgini, Presidente Distretto Sociosanitario n. 7 Savonese: e Assessore Promozione Sociale Comune di Savona: \u201cSi tratta di un&#8217;importante opportunit\u00e0 che abbiamo voluto estendere anche ai residenti del distretto n.6 della Val Bormida, non solo a quelli del n.7 savonese; il progetto \u00e8 molto significativo per il doppio aspetto sanitario e sociale, infatti spesso la persona dimessa torna in uno stato di patologia perch\u00e9 non \u00e8 in grado di rispondere a bisogni primari legati alla cura di se stesso\u201d.<\/p>\n<p>Dichiara Flavio Neirotti, Direttore Generale ASL n.2 savonese: \u201cE&#8217; un progetto molto importante perch\u00e9 si integra con le azioni gi\u00e0 promosse dal Distretto n. 7 e perch\u00e9 rientra appieno nell&#8217;ambito delle nostre iniziative volte ad assicurare un ricovero appropriato, evitando cos\u00ec il ricovero non necessario per motivi clinici ma per il contesto socio-famigliare ed assicurando anche dimissioni protette, cio\u00e8 presso il domicilio del paziente cui viene offerta assistenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. &#8220;Approccio sociale per persone fragili in condizioni di criticit\u00e0-dimissioni protette&#8221;. 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