{"id":242923,"date":"2013-06-07T13:30:58","date_gmt":"2013-06-07T11:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=242923"},"modified":"2013-06-07T13:30:58","modified_gmt":"2013-06-07T11:30:58","slug":"savona-in-mostra-trentacinque-opere-di-roberto-sebastian-matta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/06\/savona-in-mostra-trentacinque-opere-di-roberto-sebastian-matta\/","title":{"rendered":"Savona, in mostra trentacinque opere di Roberto Sebastian Matta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Prosegue il cammino della citt\u00e0 di Savona tra i grandi autori dell\u2019arte contemporanea. Dopo le firme italiane di Guttuso, Attardi, Treccani e Sassu, l\u2019omaggio della citt\u00e0 della Torretta sar\u00e0 reso a un artista internazionale, Roberto Sebastian Matta. Sabato 8 giugno, alle ore 11, verr\u00e0 inaugurata la mostra \u201cMatta \u2013 L\u2019origine \u00e8 adesso\u201d, a cura di Silvia Pegoraro, allestita presso la Pinacoteca Civica di Savona, promossa e organizzata dalla Fondazione Cento Fiori e dalla Pinacoteca Civica savonese.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_760\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_760\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_760').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_760\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un evento di grande prestigio, che arricchisce il percorso espositivo intrapreso con un autore che ha portato avanti una ricerca artistica intensa, mai disgiunta dall\u2019impegno civile a fianco dei popoli oppressi, in particolare della sua terra originaria, il Cile, schiacciato per lunghi anni dalla dittatura militare di Pinochet. Significativa la sua presenza ad Albisola, nel 1954, nell\u2019ambito degli \u201cIncontri Internazionali della ceramica\u201d e la sua adesione, nel 1983, a un progetto espositivo al Priamar, nell\u2019ambito della Festa de l\u2019Unit\u00e0, finalizzato a sensibilizzare l\u2019opinione pubblica verso i drammatici eventi dittatoriali che si stavano svolgendo in Cile.<\/p>\n<p>Questo il programma della giornata inaugurale della mostra. Alle 11, nella Sala Conferenze della Pinacoteca Civica, dopo l\u2019introduzione del presidente della Fondazione Cento Fiori Giancarlo Berruti, seguiranno i saluti delle autorit\u00e0: l\u2019assessore alla Cultura della Citt\u00e0 di Savona, Elisa Di Padova, Roberto Romani, presidente della Fondazione De Mari \u2013 Cassa di Risparmio di Savona. Interverr\u00e0 la curatrice della mostra, Silvia Pegoraro. Alle 11,30 il taglio del nastro nelle sale della Pinacoteca Civica.<\/p>\n<p>La mostra \u201cMatta \u2013 L\u2019origine \u00e8 adesso\u201d, allestita dall\u2019architetto Patrizia Peirano negli spazi della Pinacoteca Civica cittadina, \u00e8 promossa e organizzata dalla Fondazione Cento Fiori in collaborazione con il Comune di Savona \u2013 Pinacoteca Civica, con il patrocinio della Regione Liguria, e con il contributo della Fondazione A. De Mari e della Compagnia di San Paolo di Torino. Fondamentale anche la collaborazione di Ulisse Gallery Contemporary Art di Roma (che con opere della sua collezione organizz\u00f2, nel 2002, l\u2019ultima mostra di Matta vivente l\u2019artista).<\/p>\n<p>Sebastian Matta, nato a Santiago del Cile nel 1911 e scomparso nel 2002 a Civitavecchia, ha saputo sintetizzare il linguaggio surrealista con il dinamismo dell\u2019Action Painting (Gorky, Pollock, Motherwell, eccetera), alla cui nascita ha incisivamente contribuito e dalla quale \u00e8 stato a sua volta influenzato durante il lungo soggiorno negli Stati Uniti (1939-1948). Il risultato \u00e8 sorprendente: una narrazione fatta di segni e figure tra il primordiale e il fantascientifico, che parlano del dramma dell\u2019uomo contemporaneo senza mai perdere la forza dirompente, rivoluzionaria e \u201coriginaria\u201d propria dell\u2019artista.<\/p>\n<p>In occasione della sua presenza a Savona e Albisola, Matta saputo ha coniugare con particolare energia sperimentazione artistica e impegno civile. Si inserisce in questo ambito l\u2019esposizione delle sue opere al Festival de l\u2019Unit\u00e0, nell\u2019estate del 1983, dove il Partito Comunista savonese prende posizione in difesa e sostegno del popolo cileno.  In questo contesto viene organizzata alla Fortezza del Priamar l\u2019esposizione Arte e Lotta, alla quale partecipano grandi artisti latinoamericani, quali, in primis, Sebastian Matta ma anche Nemesio Antunez, l\u2019argentino Carlos Carl\u00e9, il paraguayano Aiax Barnes. Per quell\u2019occasione Sebastian Matta mette a disposizione quattordici sue opere, alcune vendute devolvendo il ricavato all\u2019Associazione Italia-Cile; le rimanenti furono donate dall\u2019artista alla Federazione savonese del P.C.I. e oggi fanno parte della collezione della Fondazione Cento Fiori.<\/p>\n<p>Ad Albisola, invece, Matta incontra il linguaggio della ceramica, partecipando agli straordinari \u201cIncontri Internazionali della ceramica\u201d, nel 1954, e lavorando in pi\u00f9 occasioni presso la Fabbrica Mazzotti, dove realizza anche il celebre vaso \u201cL\u2019Oscar di Albisola\u201d. <\/p>\n<p>La mostra, trentacinque opere tra dipinti, sculture e grafiche, costituisce un suggestivo cammino attraverso la ricerca visiva (e visionaria) dell\u2019artista cileno. Come scrive Silvia Pegoraro, \u201cMatta \u00e8 uno di quegli artisti che si sforzano di dare una dimensione pubblica, civile, politica, al loro messaggio artistico; che tentano di infrangere la barriera elitaria del linguaggio poetico; che non hanno paura di contaminazioni ma cercano anzi, in nome di una coscienza collettiva di cui si sentono parte, una assunzione di responsabilit\u00e0 ideologica, senza rinunciare alla loro funzione di liberi ricercatori\u201d. Quella di Matta \u00e8 una \u201cnarrazione\u201d drammatico-grottesca estremamente tesa e graffiante, che si sforza di esprimere il reale nella sua complessit\u00e0, soprattutto di rendere visibile quella parte della realt\u00e0 che normalmente \u00e8 invisibile, col respiro di un affresco, anche nelle opere di piccole dimensioni.<\/p>\n<p>Tra i lavori in mostra, Tangame mucho, del 1999, o la celebre poltrona-scultura Alidor, 1974, in resina dorata, o ancora uno dei suoi ultimissimi dipinti, il grande Oestrego, realizzato poco prima di  morire, nel 2002 (opere provenienti dalla collezione Ulisse Gallery Contemporary Art). Di grande rilievo la presenza di alcuni dipinti inediti: ad esempio, i due provenienti dalla collezione della scultrice Cordelia von den Steinen, grande amica di Matta negli anni del suo soggiorno italiano insieme al marito, lo scultore Pietro Cascella, in collaborazione col quale Matta realizz\u00f2 il dipinto I due ubriachi (1962), per la prima volta qui in mostra come l\u2019opera pi\u00f9 tarda (anni \u201990), intitolata da Matta, con scritta autografa, 48 anni dopo, secondo la sua tipica inclinazione a deformare e contaminare le lingue.<\/p>\n<p>Altri interessanti inediti, gli olii su tela dei primi anni \u201970, sempre provenienti da collezioni private, e quindi assai difficilmente visibili altrove, che richiamano stilisticamente i murales realizzati da Matta proprio in quegli anni: Ah!Ah! (1969-72),  M\u2019orbite (1970-71) e Senza titolo (1972).<\/p>\n<p>Nel catalogo della mostra, oltre ai testi della curatrice e di Silvia Campese, \u00e8 riproposta una intervista pubblicata da \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d il 17 agosto 1966, che riproduce parzialmente, in traduzione italiana, il testo di un\u2019intervista realizzata dall\u2019importante periodico \u201cLes Lettres Fran\u00e7aises\u201d nel giugno dello stesso anno (F.C. Toussaint, \u201cEntretien avec Matta sur le Surr\u00e9alisme et la R\u00e9volution\u201d), in occasione della mostra di Matta Le Honni Aveuglant (L\u2019Insultato Abbagliante) alla Galleria Alexandre Jolas di Parigi (giugno-luglio 1966). Il cappello introduttivo all\u2019intervista su \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d sottolineava come la rivista francese, diretta dal 1953 da Louis Aragon, che era stato un surrealista di punta, per la prima volta avesse interrogato un surrealista sulla funzione rivoluzionaria dell\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Prosegue il cammino della citt\u00e0 di Savona tra i grandi autori dell\u2019arte contemporanea. Dopo le firme italiane di Guttuso, Attardi, Treccani e Sassu, l\u2019omaggio della citt\u00e0 della Torretta sar\u00e0 reso a un artista internazionale, Roberto Sebastian Matta. 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