{"id":242466,"date":"2013-06-01T16:27:37","date_gmt":"2013-06-01T14:27:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=242466"},"modified":"2013-06-01T16:27:37","modified_gmt":"2013-06-01T14:27:37","slug":"crisi-ferrania-lo-sfogo-di-congiu-uiltec-necessaria-unazione-corale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/06\/crisi-ferrania-lo-sfogo-di-congiu-uiltec-necessaria-unazione-corale\/","title":{"rendered":"Crisi Ferrania, lo sfogo di Congiu (Uiltec): &#8220;Necessaria un\u2019azione corale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cairo Montenotte<\/strong>. \u201cChe proprio il giorno in cui si mette in atto la macelleria sociale in Ferrania, con il licenziamento di 198 lavoratori, l\u2019azienda accusi le istituzioni di inadempienza, ricorrendo alla giustizia amministrativa per avere giustizia dei danni subiti, \u00e8 una questione di decenza. E\u2019 veramente troppo!\u201d. Questo \u00e8 l\u2019amaro sfogo di Pino Congiu, segretario generale Uiltec Savona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_439\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_439\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cVogliamo ricordare, anche oggi \u2013 afferma Congiu -, che l\u20191 luglio 2005, ancora prima di fare il protocollo d\u2019intesa con tutti i soggetti sottoscrittori e il rogito notarile, gli acquirenti di Ferrania (Fitra) hanno preteso la sottoscrizione di un accordo in cui i lavoratori hanno dovuto accettare la modifica del loro inquadramento professionale, subendo una riduzione della retribuzione variabilmente dal 5 al 30% a secondo se si trattava di operai, impiegati o quadri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTutto questo -. sottolinea \u2013 \u00e8 stato preteso dalla cordata aggiudicatrice per mantenere l\u2019impegno per tutto il personale di Ferrania Tecnologies, in forza in quel momento, anzich\u00e9 450 lavoratori come scritto nel rogito dal notaio Firpo, oltre alle favorevoli condizioni del prezzo di acquisto della societ\u00e0, determinato dall\u2019impegno degli acquirenti di dare prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOggi, 1 giugno 2013 \u2013 prosegue -, riscontriamo la reindustrializzazione del sito per neanche 150 e l\u2019avvio della mobilit\u00e0 per 200 lavoratori della grande storica fabbrica. Con questo ultimo atto si manifesta, in modo eclatante, il risultato fallimentare dell\u2019azienda e delle istituzioni, nel rilancio del sito di Ferrania e la conferma, speriamo solo per ora, della incapacit\u00e0 complessiva di rilancio industriale della Val Bormida\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa realt\u00e0, ancora oggi \u2013 dice Congiu -, \u00e8 che alla chiusura delle grandi societ\u00e0 industriali, Acna, Agrimont e Ferrania, che hanno segnato l\u2019importanza di Savona nella chimica italiana per la presenza di primarie societ\u00e0, quali Montedison, Eni o 3M Ferrania e un ruolo nella chimica mondiale, ha corrisposto una logica di abbandono. Il ruolo dell\u2019industria che ha dato occupazione, economia e sviluppo per intere generazioni negli oltre 100 anni della storia della nostra Provincia, non \u00e8 stato sostituito da nessun altro settore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe istituzioni \u2013 rimarca \u2013 hanno tentato di elaborare strategie alternative, considerando il settore industriale come fatto residuale e la scarsa propensione aI rischio dell\u2019imprenditoria locale, che si \u00e8 sostituita, ha privilegiato la speculazione. La risultante \u00e8 nei 28000 disoccupati a cui si aggiungono i 198 lavoratori provenienti da Ferrania e, particolarmente, nella profonda sfiducia, non solo dei giovani, sulle prospettive di ripresa. La Uil di Savona mai come in questo momento sente forte il bisogno di richiamare tutte le forze politiche,economiche e sociali del territorio ad  un unico intento\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 la situazione economica ed occupazionale a cui siamo arrivati, dopo anni di deindustrializzazione e, particolarmente, a seguito delle decisioni di chiusura di molte aziende per cessata attivit\u00e0 nel 2012 \u2013 dichiara -. Da troppi anni assistiamo al trasferimento coatto, in altre parti del mondo, di giovani laureati e diplomati e al costante invecchiamento della popolazione residente, che ormai \u00e8 divenuta l\u2019ultima deterrenza indotte dalle proprie pensioni,alla crisi economica e sociale. Non vi \u00e8, ormai, una zona della nostra provincia che sia esente da questa realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAlla crisi da deindustrializzazione della Val Bormida e al post-industriale di Savona, \u00e8 seguito la profonda perdita dell\u2019occupazione nel vadese e nel levante, fino ad includere nel vortice della crisi anche il porto. Siamo arrivati ad un passo dal baratro \u2013 dice Congiu \u2013 e le aspettative riposte nel turismo faticano a mantenere una situazione accettabile nelle localit\u00e0 note storicamente, anche nel ponente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDunque, \u00e8 necessaria, impellente, non pi\u00f9 procrastinabile \u2013 conclude -, un\u2019azione corale nella quale ognuno faccia fino in fondo la sua parte per il rilancio dell\u2019industria. Noi siamo pronti e disponibili ad un confronto a 360 gradi a partire da un\u2019intesa quadro con la controparte naturale che \u00e8 l\u2019unione industriale sull\u2019insieme delle questioni aperte\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cairo Montenotte. \u201cChe proprio il giorno in cui si mette in atto la macelleria sociale in Ferrania, con il licenziamento di 198 lavoratori, l\u2019azienda accusi le istituzioni di inadempienza, ricorrendo alla giustizia amministrativa per avere giustizia dei danni subiti, \u00e8 una questione di decenza. E\u2019 veramente troppo!\u201d. 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