{"id":242178,"date":"2013-05-29T12:55:15","date_gmt":"2013-05-29T10:55:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=242178"},"modified":"2013-05-30T08:07:14","modified_gmt":"2013-05-30T06:07:14","slug":"violenza-sulle-donne-gli-sportelli-antiviolenza-e-le-case-rifugio-nel-savonese-sfuggire-al-mostro-si-puo-ecco-come","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/05\/violenza-sulle-donne-gli-sportelli-antiviolenza-e-le-case-rifugio-nel-savonese-sfuggire-al-mostro-si-puo-ecco-come\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne, gli sportelli antiviolenza e le case-rifugio nel Savonese: sfuggire al mostro si pu\u00f2, ecco come"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano<\/strong>. Due \u201cBuongiorno\u201d di Massimo Gramellini dedicati alla violenza sulle donne: quello di oggi, che parla di vittime che non vogliono essere salvate, e quello di ieri con tanto di eloquente fotografia che immortala l\u2019aula romana che, luned\u00ec, si presentava desolatamente semi-vuota, proprio nel giorno del dibattito sulla ratifica della convenzione di Istanbul, che finalmente riconosce la violenza contro le donne come violazione dei diritti umani. Uno scatto che testimonia quanto le dichiarazioni di facciata, spesso, rischino di non corrispondere a un impegno concreto da parte delle istituzioni, anche se, alla fine, nel momento decisivo, i rappresentanti \u201cromani\u201d hanno recuperato e non hanno fatto mancare il proprio voto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_306\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_306\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Abbandonando la politica \u201cparlata\u201d e guardando alle associazioni che \u201cfanno\u201d, e passando quindi da Roma a Loano \u2013 dove, luned\u00ec sera, una 39enne \u00e8 precipitata gi\u00f9 dal balcone della sua abitazione di via Dei Prigliani, dopo essere stata picchiata dal compagno, ora indagato per tentato omicidio \u2013 approdiamo allo sportello antiviolenza \u201cArtemisia Gentileschi\u201d, attivo nella cittadina rivierasca e ad Albenga, dando informazioni concrete a chi voglia finalmente salvarsi dal mostro che, spesso, si annida all\u2019interno delle mura domestiche.<\/p>\n<p>Gli sportelli sono attivi da gennaio 2011 e presso di essi hanno avuto accesso in percentuale 63% donne di nazionalit\u00e0 italiana, 13% donne di nazionalit\u00e0 marocchina, 8% donne di nazionalit\u00e0 albanese, 8% di nazionalit\u00e0 rumena, 4% di nazionalit\u00e0 argentina e 4% di nazionalit\u00e0 portoghese. <\/p>\n<p>L'\u201dArtemisia Gentileschi\u201d \u00e8 interamente gestito da volontarie che si occupano dell\u2019ascolto telefonico e della gestione dei colloqui individuali; inoltre l\u2019\u00e9quipe volontaria di psicologi e legali offre consulenza specialistica. Le volontarie sono formate all\u2019ascolto accolgono la donna vittima di violenza, nel pi\u00f9 assoluto anonimato e senza giudizi e pregiudizi: la soluzione di un problema passa attraverso la sua conoscenza e il primo passo per vincere la battaglia contro discriminazioni, violenze e abusi \u00e8 parlarne.<\/p>\n<p>\u201cUscire dal silenzio \u2013 dicono gli addetti ai lavori \u2013 \u00e8 la prima necessit\u00e0 delle donne vittime di violenza. Molto spesso esse non si sentono di denunciare, sperano che la situazione migliori, non si sentono vittime proprio perch\u00e9 manca loro la consapevolezza di esserlo e ritengono quasi normale ricevere spintoni, schiaffi, tirate di capelli. Inoltre queste donne hanno paura di affrontare da sole il giudizio della famiglia e della societ\u00e0 in cui esse vivono\u201d.<\/p>\n<p>Per uscire dall\u2019incubo ci si pu\u00f2 rivolgere proprio a questo sportello attivo a Albenga e Loano nei giorni di luned\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec dalle 15,00 alle 17,30. Il primo contatto avviene telefonicamente al numero 0182.1901439. Perch\u00e9, ce lo ricordano gli esperti, nessuno pu\u00f2 difenderci meglio di quanto possiamo fare noi stesse.<\/p>\n<p>\u201cOrmai \u00e8 una vera e propria emergenza, frutto di una culturta maschilista della donna-oggetto e della donna-possesso \u2013 \u00e8 il commento dell\u2019assessore savonese Isabella Sorgini \u2013 Accanto all\u2019indignazione che ci pervade, le istituzioni devono per\u00f2 mettere in atto le azioni necessarie per stare davvero al fianco di queste vittime: non a caso il distretto savonese \u00e8 l\u2019unico ad avere un centro anti-violenza e due case rifugio per donne maltrattate\u201d.<\/p>\n<p>La casa rifugio \u201cIsola che c\u2019\u00e8\u201d, ad esempio, \u00e8 attiva dall\u2019ottobre 2007. La casa accoglie donne sole o con minori garantendo loro la possibilit\u00e0 di rimanere in luogo sicuro e protetto per circa 6 mesi durante i quali insieme al Referente dei Servizi Sociali si concorda un progetto che ha come fine l\u2019inclusione sociale. Considerato che i 6 mesi previsti dal progetto non sono spesso sufficienti al raggiungimento di una completa autonomia, soprattutto economica, \u00e8 attiva da ottobre 2011 una Struttura di 2\u00b0 livello, nella quale le ospiti dell\u2019Isola che c\u2019\u00e8 possono essere trasferite e nella quale possono restare ancora un anno. Nella casa rifugio le donne vengono accolte sole o con i figli: sono bambini che hanno vissuto in un ambiente familiare particolarmente conflittuale, vittime di violenza assistita con tutte i danni annessi.<\/p>\n<p>I posti letto sono in totale 10: 8 per inserimenti ordinari, 2 per le emergenze. A partire dal 2007 i dati pi\u00f9 significativi che sono emersi sono: la netta prevalenza di inserimenti d\u2019emergenza che sta a significare che il fenomeno esiste e che pertanto per un territorio come il nostro \u00e8 importante avere un servizio di pronta accoglienza; un aumento delle donne straniere che forse pi\u00f9 di un tempo si riconoscono e si ribellano a comportamenti violenti e umilianti e hanno gli strumenti per chiedere aiuto a chi di competenza.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 2012 sono stati ospitati qui 6 nuclei per un totale di 12 persone (6 donne  6 minori). Per informazioni rivolgersi ai servizi sociali di Savona, o del proprio Comune. <\/p>\n<p>\u201cRiflettendo che nulla giustifica un comportamento violento \u2013 si legge in una relazione della casa rifugio \u2013 dai racconti delle donne emerge che i motivi che portavano alla violenza sono classificabili nei seguenti: la donna sospetta relazioni extra coniugali e pertanto fa domande relative ad eventuali amanti, scatenando l\u2019ira; la donna manifesta l\u2019intenzione di volere interrompere la relazione, oppure appare  troppo autonoma, intraprendente anche da un punto di vista lavorativo. E ancora: l\u2019uomo \u00e8 geloso, sospetta che la propria compagna possa avere un\u2019altra relazione; l\u2019uomo vuole esercitare un controllo assoluto sulla propria compagna alla quale non consente di lavorare, avere relazioni amicali diverse da quelle sue, avere relazioni con la propria famiglia d\u2019origine, addirittura uscire per fare la spesa (se non accompagnata da lui); il compagno la umilia, la svaluta quotidianamente, la utilizza per fini economici poco chiari in cui \u00e8 lei poi a risultare responsabile\u201d. <\/p>\n<p>Le ospiti di questa struttura sono solitamente donne in prevalenza al di sotto dei 40 anni, che sono riuscite in tempi abbastanza brevi a ribellarsi alle violenze riconosciute appunto come tali. Per quanto riguarda la provenienza, si conferma una prevalenza di straniere (albanesi, bulgare, egiziane, rumene). Le italiane, per\u00f2, non mancano. A dimostrazione che la violenza sulle donne colpisce purtroppo ad ogni latitudine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loano. 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