{"id":239520,"date":"2013-04-23T18:27:14","date_gmt":"2013-04-23T16:27:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=239520"},"modified":"2013-04-23T17:39:31","modified_gmt":"2013-04-23T15:39:31","slug":"25-aprile-monteleone-ai-giovani-imparate-a-resistere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/25-aprile-monteleone-ai-giovani-imparate-a-resistere\/","title":{"rendered":"25 aprile, Monteleone ai giovani: &#8220;Imparate a &#8216;resistere'&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cNella stagione deludente della politica, di fronte al dramma quotidiano dell\u2019economia, ogni istituzione \u00e8 chiamata a riconsacrarsi a quei valori, che nessuna presunta ansia di modernit\u00e0, esigenza di cambiamento o velleit\u00e0 di riforma, potr\u00e0 mettere da parte come fastidioso ingombro\u201d. E\u2019 il saluto del presidente dell\u2019Assemblea legislativa Rosario Monteleone, in occasione della Seduta solenne dedicata al 68esimo anniversario della Liberazione. La cerimonia \u00e8 stata aperta con le note dell\u2019Inno di Mameli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_631\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_631\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Rivolgendosi poi agli studenti presenti fra il pubblico, Monteleone ha aggiunto: \u201cA voi sono dirette le mie parole. Avete la stessa et\u00e0 di tanti eroi della Resistenza; abbiate lo stesso coraggio, lo stesso entusiasmo, gli stessi valori. Imparate a \u2018Resistere\u2019, al qualunquismo, alla sfiducia, al lassismo, all\u2019illusione di facili ma criminosi guadagni, alle lusinghe di modelli culturali fuorvianti capaci di confondere furbo e farabutto, vincente e corruttore. Fate vivere i valori della Resistenza nell\u2019impegno civile, nella solidariet\u00e0, nella partecipazione. Interessatevi di tutto quello che vi circonda, prendete posizione, appassionatevi ai problemi della societ\u00e0 e della politica. Sentirete allora la fatica della Resistenza ma saprete cosa di festeggia il 25 aprile\u201d.<\/p>\n<p>Dopo il presidente ha preso la parola Aldo Cazzullo, scrittore e inviato del Corriere della sera, oratore ufficiale della Seduta solenne.<\/p>\n<p>\u201cLa Resistenza in questi anni \u00e8 stata denigrata; oppure, nel migliore dei casi, \u00e8 stata presentata come una cosa di sinistra, come una cosa che riguardava soltanto i comunisti, ma non \u00e8 stato cos\u00ec. La Resistenza \u2013 ha esordito \u2013 fu fatta anche dai militari, dai 5000 soldati e ufficiali fucilati dai tedeschi a Cefalonia dopo un referendum nel quale scelsero se consegnarsi ai tedeschi e combattere con i fascisti della Repubblica di Sal\u00f2 o resistere, fu fatta dagli internati in Germania che rifiutarono di collaborare, dai cattolici, dai carabinieri come Salvo D\u2019Acquisto, dagli ebrei, da tanti ragazzi del sud, che scelsero di combattere nazisti e fascisti nonostante quella parte del paese fosse gi\u00e0 stata liberata dagli angloamericani, da sacerdoti, da tanti i civili e da tante donne che preferirono morire da italiani che servire i tedeschi. La Resistenza fu fatta anche dai comunisti. Oggi si dice: loro volevano la dittatura non la democrazia. Sono polemiche inutili. La Resistenza fu una scelta drammatica, c\u2019era un editto che minacciava: se non vi presentate a combattere con i tedeschi, sarete fucilati. Alcuni andarono a sal\u00f2 perch\u00e9 coerenti con il fascismo, altri per paura, molti salirono in montagna insieme ai militari, che si erano sbandati, e formano le prime bande partigiane. Certo nella Resistenza ci sono state pagine nere. \u2013 Cazzullo ha ricordato l\u2019eccidio di Porzus \u2013 e non bisogna avere paura di aprirle ma, dopo aver espresso piet\u00e0 per tutte le vittime della guerra civile, non possiamo dimenticare che c\u2019era una parte giusta, che si batteva per la libert\u00e0 e la democrazia, e una parte sbagliata che combatteva a fianco dei nazisti e degli invasori\u201d.<\/p>\n<p>Cazzullo ha proseguito: \u201cOggi siamo pi\u00f9 consapevoli di qualche anno fa del valore dell\u2019unit\u00e0 del paese e siamo legati all\u2019Italia pi\u00f9 di quanto vogliamo riconoscere. Pensiamo al tricolore: era considerato un simbolo di destra oggi \u00e8 la bandiera di tutti e cos\u00ec l\u2019Inno di Mameli: dopo la mitica vittoria 4 a 3 contro la squadra della Germania nessuno lo cant\u00f2, oggi tutti ne ricordano le parole. Ciampi e Napolitano hanno fatto in questo senso un grande lavoro culturale \u2013 l\u2019affermazione di Cazzullo \u00e8 stata accolta da un convinto applauso del pubblico \u2013 ma non hanno creato un sentimento dal nulla: hanno solo rispolverato una passione che gi\u00e0 esisteva. Sono d\u2019accordo: anche adesso c\u2019\u00e8 da resistere e da combattere. C\u2019\u00e8 da resistere alla crisi ma soprattutto da combattere il principale fattore che la produce: la sfiducia. Il futuro dipende sopratutto da noi. Troppo spesso si sente dire che i giovani avranno meno dei padri e dei nonni, \u00e8 bene ricordare per\u00f2 che padri e nonni non hanno trovato tutto facile: non avevano internet e i telefonini (che non sono beni materiali) o antibiotici che guariscono con poche pastiglie, ma avevano un paese distrutto dalla guerra da ricostruire. <\/p>\n<p>Per questo la Resistenza non finisce mai: dobbiamo ritrovare fiducia in noi stessi e nel nostro paese, ricordarci chi siamo e da dove venivamo, non dobbiamo dimenticare che sono esistite generazioni di uomini e di donne per le quali l\u2019Italia era un ideale che valeva la vita\u201d.<\/p>\n<p>Alla cerimonia ha assistito una delegazione degli studenti del liceo classico D\u2019Oria e del liceo scientifico King di Genova. Fra gli ospiti della Seduta solenne, accanto ai consiglieri e agli assessori, le massime autorit\u00e0 civili, militari e religiose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cNella stagione deludente della politica, di fronte al dramma quotidiano dell\u2019economia, ogni istituzione \u00e8 chiamata a riconsacrarsi a quei valori, che nessuna presunta ansia di modernit\u00e0, esigenza di cambiamento o velleit\u00e0 di riforma, potr\u00e0 mettere da parte come fastidioso ingombro\u201d. 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