{"id":239382,"date":"2013-04-23T07:19:05","date_gmt":"2013-04-23T05:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=239382"},"modified":"2013-04-23T12:43:23","modified_gmt":"2013-04-23T10:43:23","slug":"siti-internet-dei-comuni-savonesi-trasparenza-a-terra-eccelle-cairo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/siti-internet-dei-comuni-savonesi-trasparenza-a-terra-eccelle-cairo\/","title":{"rendered":"Siti Internet dei Comuni savonesi: trasparenza &#8220;a terra&#8221;, eccelle Cairo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia<\/strong>. Con l&#8217;entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, i siti Internet dei Comuni dovranno adeguarsi a pratiche e standard precisi. Al centro degli obblighi c&#8217;\u00e8 specialmente, d&#8217;ora in poi, la materia degli appalti. Tutte le informazioni dovranno essere trasmesse ogni anno all&#8217;Autorit\u00e0 per la vigilanza sui contratti pubblici; l&#8217;Autorit\u00e0 a sua volta comunicher\u00e0 i dati alla Corte dei Conti con la lista delle amministrazioni che non si sono conformate alla normativa. E sono previste sanzioni fino a 51.545 euro. <\/p>\n<p>Un cambio di rotta che investe Comuni che, nel Savonese, sono ancora indietro rispetto alle norme del 2011 e ben lungi dal rispettare i requisiti ministeriali minimi di trasparenza nei confronti dei navigatori-cittadini. A partire da Savona. Si tenga in considerazione che sono 42 i punti giudicati essenziali per un livello sufficiente di trasparenza: il sito web dell&#8217;amministrazione di Palazzo Sisto ne soddisfa soltanto 9. <\/p>\n<p>La maggior parte degli enti si aggira su questi valori &#8220;timidi&#8221;: Quiliano e Vado Ligure entrambi 8, Albisola Superiore 8, Finale Ligure 6, Carcare 6, Pietra Ligure 9 (uno dei pochi siti fermo agli albori di Internet, che non rispetta alcun requisito della Legge Stanca), Borghetto Santo Spirito 13. Un po&#8217; meglio fanno Albenga (19) e Celle Ligure (22) e sicuramente Alassio (32). <\/p>\n<p>Tra i Comuni di una certa dimensione spicca Cairo Montenotte, che eccelle con un punteggio pieno: 42 su 42. Menzioni si possono fare per enti pi\u00f9 piccoli, eppure virtuosi dal punto di vista formale della trasparenza via web: Giustenice (42) e Toirano (41). <\/p>\n<p>Le mancanze pi\u00f9 diffuse riguardano le informazioni sull&#8217;Ufficio relazioni con il pubblico; l\u2019organigramma e l\u2019articolazione degli uffici, le attribuzioni e l\u2019organizzazione di ciascun ufficio anche di livello; l\u2019elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale non generale, i termini e le scadenze per la conclusione di ciascun procedimento; l&#8217;informazione sulla qualit\u00e0 dei servizi erogati; curricula e retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo; tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale; tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture (indicatore di tempestivit\u00e0 dei pagamenti), nonch\u00e9 tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all\u2019esercizio finanziario precedente. <\/p>\n<p>Quanto invece al Dlgs 33\/2013 appena entrato in vigore, impone in particolare la trasparenza su piani regolatori e varianti urbanistiche e sugli appalti. Per quanto riguarda le gare di lavori, servizi e forniture, il decreto introduce una serie di obblighi al fine di aumentare il livello di trasparenza. Viene introdotto in particolare l&#8217;obbligo per tutte le stazioni appaltanti di pubblicare sul loro sito, per ciascun contratto comunque assegnato il bando, la determina di aggiudicazione definitiva, la struttura proponente, l&#8217;oggetto del bando e dell&#8217;eventuale delibera a contrarre, l&#8217;importo dell&#8217;aggiudicazione, l&#8217;aggiudicatario, la base d&#8217;asta, la procedura e la modalit\u00e0 di selezione del contraente, il numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, i tempi di completamento dell&#8217;opera, l&#8217;importo delle somme liquidate, le modifiche contrattuali e le decisioni di ritiro e recesso dei contratti.<\/p>\n<p>Inoltre, le stazioni appaltanti devono pubblicare anche i dati relativi ai contratti di importo inferiore ai 20.000 euro e, solo per i lavori, il verbale di consegna dei lavori, il certificato di ultimazione dei lavori e il conto finale dei lavori. Tutte le informazioni suddette vanno raccolte, entro il 31 gennaio, in tabelle riassuntive liberamente fruibili secondo un formato che permetta a chiunque di analizzare e rielaborare i dati anche a fini statistici. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate. <\/p>\n<p>L&#8217;obbligo di pubblicazione riguarda anche le procedure per i lavori privati e i provvedimenti urgenti adottati in caso di catastrofi naturali, con l&#8217;indicazione delle motivazioni alla base delle deroghe. Il decreto introduce anche l&#8217;obbligo della pubblicazione, ogni anno, di un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, il cosiddetto \u201cindicatore di tempestivit\u00e0 dei pagamenti\u201d.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il discorso, del tutto a parte, sulla sicurezza informatica. L&#8217;attacco hacker al Comune di Boissano ha mostrato una vulnerabilit\u00e0 che \u00e8 tipica di molti altri siti istituzionali locali. Per la terza volta i pirati informatici hanno compromesso la homepage del sito comunale boissanese. Un episodio nuovamente segnalato alla polizia postale, ma gi\u00e0 da tempo il Comune era stato esortato a rendere pi\u00f9 solida e schermata la &#8220;resistenza&#8221; del sistema ad eventuali attacchi hacker. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Provincia. Con l&#8217;entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, i siti Internet dei Comuni dovranno adeguarsi a pratiche e standard precisi. Al centro degli obblighi c&#8217;\u00e8 specialmente, d&#8217;ora in poi, la materia degli appalti. 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