{"id":239382,"date":"2013-04-23T07:19:05","date_gmt":"2013-04-23T05:19:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=239382"},"modified":"2013-04-23T12:43:23","modified_gmt":"2013-04-23T10:43:23","slug":"siti-internet-dei-comuni-savonesi-trasparenza-a-terra-eccelle-cairo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/siti-internet-dei-comuni-savonesi-trasparenza-a-terra-eccelle-cairo\/","title":{"rendered":"Siti Internet dei Comuni savonesi: trasparenza &#8220;a terra&#8221;, eccelle Cairo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia<\/strong>. Con l\u2019entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, i siti Internet dei Comuni dovranno adeguarsi a pratiche e standard precisi. Al centro degli obblighi c\u2019\u00e8 specialmente, d\u2019ora in poi, la materia degli appalti. Tutte le informazioni dovranno essere trasmesse ogni anno all\u2019Autorit\u00e0 per la vigilanza sui contratti pubblici; l\u2019Autorit\u00e0 a sua volta comunicher\u00e0 i dati alla Corte dei Conti con la lista delle amministrazioni che non si sono conformate alla normativa. E sono previste sanzioni fino a 51.545 euro. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_996\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_996\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un cambio di rotta che investe Comuni che, nel Savonese, sono ancora indietro rispetto alle norme del 2011 e ben lungi dal rispettare i requisiti ministeriali minimi di trasparenza nei confronti dei navigatori-cittadini. A partire da Savona. Si tenga in considerazione che sono 42 i punti giudicati essenziali per un livello sufficiente di trasparenza: il sito web dell\u2019amministrazione di Palazzo Sisto ne soddisfa soltanto 9. <\/p>\n<p>La maggior parte degli enti si aggira su questi valori \u201ctimidi\u201d: Quiliano e Vado Ligure entrambi 8, Albisola Superiore 8, Finale Ligure 6, Carcare 6, Pietra Ligure 9 (uno dei pochi siti fermo agli albori di Internet, che non rispetta alcun requisito della Legge Stanca), Borghetto Santo Spirito 13. Un po\u2019 meglio fanno Albenga (19) e Celle Ligure (22) e sicuramente Alassio (32). <\/p>\n<p>Tra i Comuni di una certa dimensione spicca Cairo Montenotte, che eccelle con un punteggio pieno: 42 su 42. Menzioni si possono fare per enti pi\u00f9 piccoli, eppure virtuosi dal punto di vista formale della trasparenza via web: Giustenice (42) e Toirano (41). <\/p>\n<p>Le mancanze pi\u00f9 diffuse riguardano le informazioni sull\u2019Ufficio relazioni con il pubblico; l\u2019organigramma e l\u2019articolazione degli uffici, le attribuzioni e l\u2019organizzazione di ciascun ufficio anche di livello; l\u2019elenco delle tipologie di procedimento svolte da ciascun ufficio di livello dirigenziale non generale, i termini e le scadenze per la conclusione di ciascun procedimento; l\u2019informazione sulla qualit\u00e0 dei servizi erogati; curricula e retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico amministrativo; tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale; tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture (indicatore di tempestivit\u00e0 dei pagamenti), nonch\u00e9 tempi medi di definizione dei procedimenti e di erogazione dei servizi con riferimento all\u2019esercizio finanziario precedente. <\/p>\n<p>Quanto invece al Dlgs 33\/2013 appena entrato in vigore, impone in particolare la trasparenza su piani regolatori e varianti urbanistiche e sugli appalti. Per quanto riguarda le gare di lavori, servizi e forniture, il decreto introduce una serie di obblighi al fine di aumentare il livello di trasparenza. Viene introdotto in particolare l\u2019obbligo per tutte le stazioni appaltanti di pubblicare sul loro sito, per ciascun contratto comunque assegnato il bando, la determina di aggiudicazione definitiva, la struttura proponente, l\u2019oggetto del bando e dell\u2019eventuale delibera a contrarre, l\u2019importo dell\u2019aggiudicazione, l\u2019aggiudicatario, la base d\u2019asta, la procedura e la modalit\u00e0 di selezione del contraente, il numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, i tempi di completamento dell\u2019opera, l\u2019importo delle somme liquidate, le modifiche contrattuali e le decisioni di ritiro e recesso dei contratti.<\/p>\n<p>Inoltre, le stazioni appaltanti devono pubblicare anche i dati relativi ai contratti di importo inferiore ai 20.000 euro e, solo per i lavori, il verbale di consegna dei lavori, il certificato di ultimazione dei lavori e il conto finale dei lavori. Tutte le informazioni suddette vanno raccolte, entro il 31 gennaio, in tabelle riassuntive liberamente fruibili secondo un formato che permetta a chiunque di analizzare e rielaborare i dati anche a fini statistici. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare le informazioni relative ai tempi, ai costi unitari e agli indicatori di realizzazione delle opere pubbliche completate. <\/p>\n<p>L\u2019obbligo di pubblicazione riguarda anche le procedure per i lavori privati e i provvedimenti urgenti adottati in caso di catastrofi naturali, con l\u2019indicazione delle motivazioni alla base delle deroghe. Il decreto introduce anche l\u2019obbligo della pubblicazione, ogni anno, di un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, il cosiddetto \u201cindicatore di tempestivit\u00e0 dei pagamenti\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il discorso, del tutto a parte, sulla sicurezza informatica. L\u2019attacco hacker al Comune di Boissano ha mostrato una vulnerabilit\u00e0 che \u00e8 tipica di molti altri siti istituzionali locali. Per la terza volta i pirati informatici hanno compromesso la homepage del sito comunale boissanese. Un episodio nuovamente segnalato alla polizia postale, ma gi\u00e0 da tempo il Comune era stato esortato a rendere pi\u00f9 solida e schermata la \u201cresistenza\u201d del sistema ad eventuali attacchi hacker. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Provincia. Con l\u2019entrata in vigore del nuovo decreto sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, i siti Internet dei Comuni dovranno adeguarsi a pratiche e standard precisi. Al centro degli obblighi c\u2019\u00e8 specialmente, d\u2019ora in poi, la materia degli appalti. 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