{"id":239018,"date":"2013-04-17T10:29:17","date_gmt":"2013-04-17T08:29:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=239018"},"modified":"2013-04-17T16:42:15","modified_gmt":"2013-04-17T14:42:15","slug":"nessuna-sospensione-dallattivita-la-corte-dappello-accoglie-il-reclamo-del-notaio-alassino-valentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/nessuna-sospensione-dallattivita-la-corte-dappello-accoglie-il-reclamo-del-notaio-alassino-valentino\/","title":{"rendered":"Nessuna sospensione dall&#8217;attivit\u00e0, la Corte d&#8217;Appello accoglie il reclamo del notaio alassino Valentino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio<\/strong>. La fine di un &#8220;annus horribilis&#8221; dal punto di vista umano e professionale. E&#8217; questo, probabilmente, quello che il pronunciamento della Corte di Appello di Genova rappresenta per il notaio alassino Elpidio Valentino, il professionista che l&#8217;anno scorso era rimasto coinvolto nell&#8217;inchiesta sull&#8217;imprenditore Antonio Fameli. Un&#8217;indagine dalla quale Valentino era uscito senza alcuna conseguenza penale (la sua posizione era stata archiviata), ma che aveva originato una condanna da parte del Consiglio notarile di Savona alla sospensione dell&#8217;attivit\u00e0 per otto mesi. Un provvedimento contro il quale il professionista alassino aveva fatto ricorso e che, ora, \u00e8 stato annullato appunto dalla Corte d&#8217;Appello genovese.<\/p>\n<p>Al notaio veniva contestato dal Consiglio di &#8220;svolgere il proprio lavoro senza il necessario rapporto personale con i clienti, bens\u00ec delegando le attivit\u00e0 ai numerosi collaboratori nell\u2019ambito di un\u2019organizzazione pi\u00f9 adatta a un\u2019impresa che a un libero professionista&#8221;. L\u2019organo competente per il giudizio disciplinare (Coredi) aveva condiviso l\u2019incolpazione e, nel luglio del 2102, aveva appunto condannato il notaio Valentino alla sospensione dall\u2019attivit\u00e0 professionale per 8 mesi. Una sanzione che era rimasta &#8220;congelata&#8221; in seguito al reclamo fatto dal professionista alla Corte di Appello di Genova.<\/p>\n<p>Il 3 aprile scorso \u00e8 poi arrivato il verdetto del tribunale genovese che, in dieci pagine, ripercorre la vicenda e motiva la sua decisione di accogliere il reclamo del notaio. \u200bLa Corte di Appello afferma che &#8220;se &#8211; come notoriamente accade per la stragrande maggioranza dei rogiti, in cui le parti vedono il notaio, per la prima volta, nel momento in cui questi legge loro l\u2019atto pubblico \u2013 il notaio Elpidio Valentino, negli atti di carattere routinario (per tali intendendosi quelli in cui le parti non vollero significativi scostamenti dalla normale disciplina codicistica o non caratterizzati, di per loro stessi, da particolare complessit\u00e0 o intrinseca variabilit\u00e0, in funzione degli interessi particolari perseguiti dalle parti, quali quelli gi\u00e0 menzionati) \u2013 deleg\u00f2, in una prima fase, l\u2019indagine sulla volont\u00e0 delle parti ai suoi collaboratori qualificati, riservandosene poi l\u2019ultimo controllo al momento del rogito e della conseguente lettura alle parti stesse, in ci\u00f2 non pu\u00f2 essere ravvisata alcuna violazione della normativa deontologica o protocollare che governa l\u2019attivit\u00e0 notarile&#8221;.<\/p>\n<p>Per arrivare alla sentenza la Corte di Appello analizza con attenzione gli schemi operativi dello studio Valentino \u2013 definito come una &#8220;complessa e imponente macchina organizzativa&#8221; -, trovandoli &#8220;in armonia con l\u2019evoluzione stessa delle professioni liberali in genere, in cui la stretta personalit\u00e0 della prestazione spesso cede il passo di fronte alla adeguatezza e alla complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione di supporto, specie in realt\u00e0 caratterizzate da contatti con il mondo delle imprese&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Esprimo la mia pi\u00f9 grande soddisfazione per la sentenza della Corte di Appello di Genova, della quale mi preme sottolineare la straordinaria capacit\u00e0 di analisi&#8221; \u00e8 il primo commento del notaio Valentino che, entrando nel merito del pronunciamento, osserva: &#8220;Finalmente il notariato pi\u00f9 moderno ha visto affermare da un&#8217;autorevole fonte giudiziaria quale \u00e8 una Corte di Appello, il fatto che nel 2013 l&#8217;attivit\u00e0 del notaio pu\u00f2 e deve essere supportata da una struttura, intesa quale complesso dei collaboratori di studio che agiscono ovviamente sotto la direzione e la responsabilit\u00e0 personale del notaio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In pratica, la Corte ha fotografato esattamente la realt\u00e0 di uno studio notarile moderno, sgombrando il campo dalle &#8216;ipocrisie&#8217;, che, talvolta, nel campo delle libere professioni, servono solo a nascondere l&#8217;invidia di professionisti meno realizzati tanto dal lato professionale che da quello dei rapporti umani. Un sentito ringraziamento va all&#8217;Avv. Prof. Vincenzo Roppo e all&#8217;Avv. Dellach\u00e0, artefici di questo risultato&#8221; conclude il notaio alassino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. La fine di un &#8220;annus horribilis&#8221; dal punto di vista umano e professionale. E&#8217; questo, probabilmente, quello che il pronunciamento della Corte di Appello di Genova rappresenta per il notaio alassino Elpidio Valentino, il professionista che l&#8217;anno scorso era rimasto coinvolto nell&#8217;inchiesta sull&#8217;imprenditore Antonio Fameli. 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