{"id":239013,"date":"2013-04-17T09:06:45","date_gmt":"2013-04-17T07:06:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=239013"},"modified":"2013-04-17T09:06:45","modified_gmt":"2013-04-17T07:06:45","slug":"ambiente-italia-2013-ecco-come-si-puo-cambiare-il-nostro-paese-secondo-legambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/ambiente-italia-2013-ecco-come-si-puo-cambiare-il-nostro-paese-secondo-legambiente\/","title":{"rendered":"Ambiente Italia 2013: ecco come si pu\u00f2 cambiare il nostro Paese secondo Legambiente"},"content":{"rendered":"<p>Cambiare il futuro dell&#8217;Italia? Si pu\u00f2. Ridisegnando la fiscalita&#8217;, fermando le ecomafie, rilanciando gli investimenti, premiando l&#8217;autoproduzione energetica da rinnovabili e la riqualificazione del patrimonio edilizio, investendo nelle citt\u00e0. Parola di Legambiente e del suo rapporto annuale &#8220;L&#8217;Italia oltre la crisi. Ambiente Italia 2013: idee di futuro a confronto&#8221;.<\/p>\n<p>Il rapporto evidenzia forti diseguaglianze generazionali e di genere, un tasso di occupazione tra i pi\u00f9 bassi in Europa, mobilit\u00e0 privata ai vertici, industria in crisi, dissesto idrogeologico e illegalit\u00e0 ambientale al top, concentrazione di polveri e metalli ancora elevati. Ma anche qualche dato positivo: rinnovabili e vendite di biciclette in aumento, produzione di rifiuti ed emissioni inquinanti in calo.<\/p>\n<p>Peggiora il gap con gli altri Paesi nella spesa in ricerca e sviluppo e nella presenza di industrie e servizi ad alto contenuto tecnologico, &#8220;ed e&#8217; preoccupante che questo avvenga anche nei settori dove oggi l&#8217;industria italiana e&#8217; tra i leader europei &#8211; spiega Duccio Bianchi, dell&#8217;Istituto di ricerche Ambiente Italia &#8211; nelle energie rinnovabili ha il 13% del fatturato europeo ma genera meno del 6% dei brevetti. Con una spesa per l&#8217;istruzione in declino, abbiamo solo il 20% dei giovani laureati e scontiamo un quasi drammatico &#8216;digital divide&#8217;, con solo il 66% degli adulti che utilizza internet a fronte dell&#8217;82% dell&#8217;Europa e di quasi il 100% dei paesi nordici&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Dobbiamo puntare a una alleanza tra lavoro e ambiente per cercare di rispondere adeguatamente alla drammatica situazione attuale per cui aumentano le diseguaglianze e la crisi climatica incombe &#8211; dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza &#8211; Oggi c&#8217;e&#8217; una sola ricetta per uscire dalla crisi, ed e&#8217; quella di una Green economy che incrocia le domande e i problemi dei territori, i ritardi del Paese e le paure del futuro, le risorse e le vocazioni delle citta&#8217; e che vuole rimettere al centro la bellezza italiana&#8221;.<\/p>\n<p>Serve, per Legambiente, &#8220;una prospettiva lungimirante che passa per l&#8217;aumento della fiscalita&#8217; sulle risorse energetiche, togliendo tutti i sussidi alle fonti fossili, in modo da ridurla sul lavoro, e per una tassazione finalmente adeguata e trasparente sulle risorse ambientali e i beni comuni, dal consumo di suolo ai materiali di cava, all&#8217;imbottigliamento di acque minerali alle spiagge &#8211; aggiunge il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini &#8211; spingendo sul ripristino della legalita&#8217; e fermando lo sperpero di denaro pubblico destinato a inutili e devastanti grandi opere&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco, quindi, le proposte per cambiare il futuro dell&#8217;Italia. Prima fra tutte, ridisegnare la fiscalita&#8217; facendo delle emissioni di Co2 il criterio per ridefinire accise e Iva premiando cosi&#8217; l&#8217;efficienza energetica e rivedere canoni e tasse sull&#8217;uso dei beni comuni, intervenendo sui regimi di tutela.<\/p>\n<p>Per fermare le ecomafie, che impediscono alla green economy di esprimere tutte le sue potenzialita&#8217;, servono sanzioni penali adeguate, misure preventive e patrimoniali, obbligo di ripristino dello stato dei luoghi, ravvedimento operoso o, addirittura, non punibilita&#8217; se l&#8217;artefice del danno all&#8217;ambiente si autodenuncia e poi bonifica l&#8217;area interessata.<\/p>\n<p>Bisogna poi tornare a investire per rilanciare l&#8217;economia e creare lavoro, cambiando le priorita&#8217; di spesa e intervenendo sulla spesa pubblica, dove vi sono enormi sperperi di risorse in mala gestione, grandi opere, sussidi alle fonti fossili, armamenti. Necessario anche premiare l&#8217;autoproduzione energetica da rinnovabili e la riqualificazione del patrimonio edilizio attraverso smart grid private e facilitando lo scambio con la rete.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima proposta riguarda le citta&#8217;: solo investendo nelle citta&#8217; l&#8217;Italia puo&#8217; riuscire a muovere un&#8217;innovazione che non rimanga un concetto vago e astruso. Ed e&#8217; la qualita&#8217; e quantita&#8217; del welfare, dal trasporto pubblico agli asili, dall&#8217;istruzione alla cultura, a determinare la competitivita&#8217; di una economia e di un territorio. Per questo serve una regia e una politica nazionale, per non perdere le risorse dei fondi strutturali europei 2014-2020 e realizzare finalmente interventi di riqualificazione ambientale e sociale delle periferie, per la casa e la mobilita&#8217; sostenibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambiare il futuro dell&#8217;Italia? Si pu\u00f2. 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