{"id":23879,"date":"2008-04-16T10:12:03","date_gmt":"2008-04-16T08:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/04\/16\/lettera-aperta-di-un-comunista\/"},"modified":"2008-04-16T10:12:03","modified_gmt":"2008-04-16T08:12:03","slug":"lettera-aperta-di-un-comunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/04\/lettera-aperta-di-un-comunista\/","title":{"rendered":"Lettera aperta di un comunista"},"content":{"rendered":"<p>A scanso di equivoci questa lettera non vuole essere n\u00e9 la recriminazione di errori reali o presunti, n\u00e9 una campagna acquisti, ma solo una lettera da un compagno desideroso di un dialogo.<br>\nNel millenovecentonovantacinque ho aderito a un sogno, il sogno che dalle ceneri di un grande partito comunista, con tutti i suoi pregi e i suoi limiti, dalla convergenza di molte forze derivanti dall\u2019esperienza della sinistra extraparlamentare e non, insieme si potesse ricostruire l\u2019opposizione al sistema capitalistico, insieme si potesse ricreare quell\u2019egemonia culturale nel mondo operaio che per molti anni in un passato non molto lontano ha permesso a un\u2019intera classe di sfruttati di alzare la testa e rivendicare, ottenendoli, molti diritti fondamentali.<br>\nInsieme a molte compagne e molti compagni mi sono impegnato per realizzarlo quel compito, ho creduto, come molti altri, che fosse possibile.<br>\nSi \u00e8 iniziato con il lavoro davanti alle fabbriche, nei luoghi di aggregazione di massa, sempre con l\u2019idea della conquista del potere dal basso, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, sempre con l\u2019idea che la contaminazione con il potere fosse da evitare.<br>\nIn quel contesto tutti quelli che non condividevano la scelta di un\u2019alternativa socialista della societ\u00e0 erano intesi come nemici, tanto le forze della destra, rivitalizzate dalla \u201cscesa in campo\u201d di Berlusconi, quanto le forze della sinistra di governo di Achille Occhetto colpevole dell\u2019aver preferito il riformismo socialdemocratico all\u2019alternativa comunista.<br>\nIn quel contesto il neonato Partito della Rifondazione Comunista \u00e8 cresciuto e si \u00e8 radicato nell\u2019Italia della seconda repubblica divenendo l\u2019unico riferimento di una classe tradita, divenendo fenomeno di massa e fenomeno soprattutto culturale.<br>\nAllora siamo cresciuti, insieme, uniti dallo stesso orizzonte e i lavoratori erano con noi.<br>\nCerto al nostro interno il dibattito era forte, talvolta aspro, ma l\u2019idea che noi eravamo qualche cos\u2019altro rispetto a una classe politica dedita al governismo e alla politica intesa come professione, ci univa.<br>\nSono passati molti anni da allora, anni in cui si \u00e8 cresciuti elettoralmente e come consenso tra i lavoratori.<br>\nPoi \u00e8 stata compiuta la prima svolta cercando alleanze locali e in fine nazionali con i partiti del centro sinistra, un tragico errore che abbiamo pagato a caro prezzo: una scissione e un primo scollamento dalla nostra gente.<br>\nL\u2019idea perseguita tenacemente negli anni successivi, idea che ho perseguito anch\u2019io sbagliando, del poter influire sulle cose standone all\u2019interno, ha portato la sinistra di alternativa ad essere un partito, presente in ogni amministrazione locale e nell\u2019ultimo governo Prodi, svuotato non soltanto di ogni capacit\u00e0 di autonomia rispetto ad esso, ma prigioniero di una logica<br>\nmortale secondo cui al di fuori del governo si deve organizzare l\u2019alternativa ma all\u2019interno di esso si votano tutti quei provvedimenti contro i quali si \u00e8 scesi in piazza, in nome di una lealt\u00e0 incomprensibile.<br>\nNon parlo solamente della grave condotta tenuta durante i due anni di governo Prodi, ma mi riferisco a tutte quelle realt\u00e0 locali amministrate dal centro sinistra, dove cemento e speculazioni la fanno da padrone e, dove la sinistra di alternativa si \u00e8 resa complice.<br>\nNon sono bastati gli enunciati dell\u2019ultima ora, o il tentativo di costruire l\u2019arcobaleno, perch\u00e9 la nostra gente, quella che si \u00e8 sentita tradita per l\u2019ennesima volta, desse il consenso a una sinistra che predica bene e razzola male.<br>\nTroppe missioni militari sono state votate, troppe riforme delle pensioni sono state attuate, troppe leggi di precarizzazione del mondo del lavoro, troppe colate di cemento nelle nostre coste, hanno visto la complicit\u00e0 di PRC, C.I. e dell\u2019arcobaleno in ultima fase per pensare di poter recuperare sulla nostra gente.<br>\nE la nostra gente allora cosa ha fatto? Ha rivolto il voto, il loro voto di protesta altrove.<br>\nLa lega, che in questi anni ha lavorato per la costruzione reale, sul territorio, di un partito di massa \u00e8 divenuta il nuovo riferimento della classe operaia.<br>\nLa lega, che mentre i compagni dirigenti erano nella stanza dei bottoni a meditar di rivoluzione e ha schiacciare quei bottoni che la rivoluzione la allontanavano sempre pi\u00f9, era nelle piazze, davanti alle fabbriche, nei luoghi di massa a costruire un partito di massa di borghesi, ma anche e soprattutto di proletari che con lo stipendio non arrivano a met\u00e0 mese.<br>\nCon rammarico, molto rammarico, mi viene da dire che forse alla fine si \u00e8 avuto ragione noi, che la scelta di governo per un partito comunista, se non si ha il settanta, l\u2019ottanta per cento dei voti, \u00e8 una scelta impraticabile.<br>\nAllora forse care compagne e cari compagni oggi si deve ricominciare tutto dal principio, riportare l\u2019orologio della storia indietro, e ricostruire una sinistra comunista, anticapitalista, capitalizzando gli errori, compiendo scelte di rottura con la recente prassi governista a tutti i livelli. Scelte difficili s\u00ec da portare avanti, ma che vedano tra cinque o dieci anni la sinistra comunista riconquistare lo spazio dovuto e soprattutto l\u2019egemonia nella classe proletaria.<br>\nIo ho fatto una scelta difficile, difficile perch\u00e9 dopo molti anni ho abbandonato quella che \u00e8 stata la mia casa, ma l\u2019ho fatto perch\u00e9 avevo la certezza e la speranza che un giorno forse con molti di voi ci si sarebbe rincontrati per continuare il cammino intrapreso.<br>\nOggi forse quel momento \u00e8 giunto, senza presunzione, senza alcuna volont\u00e0 di voler infierire su chi ha subito una dura sconfitta, penso che un esame critico dell\u2019esperienza degli ultimi anni si debba fare.<br>\nPenso che tutto il gruppo dirigente da Fausto Bertinotti all\u2019ultimo segretario di federazione, di circolo che ha sposato queste scelte debba fare autocritica e farsi da parte, troppo alta \u00e8 la posta in gioco per fare giocare la partita agli stessi giocatori.<br>\nIo ho fatto una scelta che mi ha portato in un partito, il Partito Comunista dei Lavoratori che, nato da solamente da due mesi, l\u00e0 dove si \u00e8 potuto fare un minimo lavoro di testimonianza, prolegomeni di un pi\u00f9 arduo lavoro di radicamento, si \u00e8 raggiunto percentuali di consenso vicine a quelle del carro armato color arcobaleno.<br>\nDal mio punto di vista, significa che la strada scelta, quella dell\u2019opposizione a prescindere al sistema capitalistico e a ogni partito che in quel campo ha scelto di giocare la sua partita, \u00e8 una scelta giusta, faticosa ma necessariamente l\u2019unica in grado di farci riconquistare la fiducia persa delle lavoratrici e dei lavoratori, l\u2019unica in grado di<br>\ngettare le basi per fondare una nuova coscienza di classe nella societ\u00e0 italiana.<br>\nIl nostro programma \u00e8 tanto semplice quanto rigido e da questo noi partiamo:<br>\n1. L\u2019opposizione alle classi dominanti e ai loro governi, siano essi di centrodestra o di centro sinistra.<br>\n2. La prospettiva di un governo dei lavoratori e delle lavoratrici che abolisca il modo di produzione capitalistico e riorganizzi la societ\u00e0 su basi socialiste.<br>\n3. Il collegamento costante tra gli obbiettivi di lotta immediati e la prospettiva di fondo dell\u2019alternativa anticapitalista.<br>\n4. La prospettiva di un alternativa socialista internazionale, e quindi di un\u2019organizzazione rivoluzionaria internazionale dei lavoratori.<br>\nIn questo breve ma esaustivo e arduo programma, ritengo esistano gli elementi reali per aprire una discussione con tutti voi, perch\u00e9 la storia deve vederci impegnati tutti nella costruzione dell\u2019egemonia proletaria che non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 dagli errori si deve uscire dando una risposta forte, senza il tentativo di giustificarsi, perch\u00e9 agli errori di un gruppo dirigente ormai lontano dagli ideali che ci hanno visto uniti quasi vent\u2019anni fa, si deve saper uscire rifondando un vero, intransigente Partito Comunista, perch\u00e9 agli errori di un gruppo dirigente ormai lontano dagli ideali che ci hanno visto uniti quasi vent\u2019anni fa, si deve saper uscire cambiando il gruppo dirigente e non gli ideali.<br>\nFraterni saluti<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p align=\"right\" data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Marco Vigna<\/em><br>\n<em>Partito comunista dei Lavoratori Savona<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A scanso di equivoci questa lettera non vuole essere n\u00e9 la recriminazione di errori reali o presunti, n\u00e9 una campagna acquisti, ma solo una lettera da un compagno desideroso di un dialogo. 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