{"id":238662,"date":"2013-04-11T15:33:00","date_gmt":"2013-04-11T13:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238662"},"modified":"2013-04-12T10:06:40","modified_gmt":"2013-04-12T08:06:40","slug":"bardineto-titolari-di-agriturismo-indagati-per-omicidio-volontario-per-morte-operaio-udienza-rinviata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/bardineto-titolari-di-agriturismo-indagati-per-omicidio-volontario-per-morte-operaio-udienza-rinviata\/","title":{"rendered":"Bardineto, titolari di agriturismo indagati per omicidio volontario per morte operaio: udienza rinviata"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bardineto. <\/strong> Si sarebbe dovuto discutere questa mattina, in udienza preliminare, davanti al gup Donatella Aschero, il caso dell&#8217;infortunio sul lavoro nell&#8217;azienda agrituristica &#8220;Fratelli Oddone&#8221; di Bardineto costato la vita ad un ventottenne romeno, Gheorge Wladut Asavei. A causa della nomina di un nuovo difensore per gli imputati, l&#8217;udienza \u00e8 stata rinviata al prossimo 4 luglio proprio per consentire al nuovo legale di consultare le carte. Per la vicenda sono imputate con l&#8217;accusa di concorso omicidio volontario quattro persone: i titolari dell&#8217;agriturismo, i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone, e la convivente di uno dei fratelli, Giuseppina Ferrari. Inizialmente il reato contestato era omicidio colposo, ma la posizione degli indagati si era aggravata nel corso delle indagini.<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta era partita in seguito all&#8217;incidente sul lavoro avvenuto il 27 agosto 2009 nel quale Asavei ha tragicamente perso la vita mentre stava lavorando in un terreno agricolo dell&#8217;azienda, con un trattore, insiemo al collega bosniaco Dragan Novakovic, rimasto solo ferito (che in principio era anche stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di favoreggiamento).<\/p>\n<p>Ai fratelli Oddone e a Giuseppina Ferrari viene contestata, oltre a quella di omicidio volontario, anche l&#8217;accusa di lesioni a carico di Novakovic. Fin dalle ore immediatamente successive all&#8217;incidente per gli inquirenti non era stato facile ricostruire l&#8217;esatta dinamica dell&#8217;episodio: i punti oscuri erano molti tanto che la Procura aveva disposto il sequestro anche del ristorante e dell&#8217;intera struttura ricettiva dell&#8217;agriturismo della famiglia Oddone, compreso il trattore che, secondo quanto ricostruito, \u00e8 il mezzo che si ribalt\u00f2 con i due braccianti sopra. L&#8217;operaio, ferito in modo grave nel ribaltamento (aveva riportato la frattura dello sterno, della clavicola e di varie costole, una lesione che aveva provocato emotorace e pneumotorace, con un&#8217;ampia emorragia interna), era stato trasportato con mezzi privati in ospedale ad Albenga dove era arrivato circa tre ore dopo l&#8217;incidente. Secondo la perizia medica chiesta dalla Procura, un soccorso tempestivo avrebbe potuto dargli oltre il 90 per cento di probabilit\u00e0 di salvarsi.<\/p>\n<p>Proprio le versioni sull&#8217;incidente e sui successivi soccorsi prestati ai feriti fornite dai titolari dell&#8217;azienda e da Novakovic avevano portato gli inquirenti a dubitare sull&#8217;esatta dinamica dell&#8217;infortunio: ci fu infatti un&#8217;incredibile sequenza di contraddittorie dichiarazioni rilasciate dai tre Oddone e da Giuseppina Ferrara agli ufficiali di polizia giudiziaria tra il 27 e il 29 agosto. I quattro hanno dapprima fornito una ricostruzione dei fatti completamente diversa da quella reale e poi hanno provato a modificarla, contraddicendosi tra loro e arrivando addirittura ad attribuire alla vittima, ormai non pi\u00f9 in grado di smentirli, la &#8220;paternit\u00e0&#8221; del tentativo di confondere le acque. Il tutto, sempre secondo la Procura, per cercare di allontanare da s\u00e8 ogni sospetto. Cosa inspiegabile visto che i due operai erano assunti regolarmente. <\/p>\n<p>Secondo la perizia del medico legale Lucrezia Mazzarella, la morte dell&#8217;operaio va collegata al ritardo e alle modalit\u00e0 dei soccorsi. Se, invece di essere sballottato per circa tre ore su due diversi veicoli, ed essere poi ricoverato in un ospedale non all&#8217;altezza della gravit\u00e0 delle sue condizioni, Asavei fosse stato subito &#8220;trattato&#8221; da personale specializzato e trasferito in elicottero in un centro d&#8217;emergenza l'&#8221;evento morte sarebbe risultato altamente improbabile&#8221;. Di qui l&#8217;accusa di omicidio volontario contestata dalla Procura.<\/p>\n<p>Da parte loro gli imputati si erano sempre difesi fornendo delle spiegazioni delle loro scelte: il 118 non era stato allertato per accelerare i soccorsi visto che la zona dove \u00e8 accaduto il fatto \u00e8 a sette chilometri di distanza dall&#8217;agriturismo e vi si accede solamente con dei mezzi fuoristrada e non ci sarebbe stato lo spazio per l&#8217;atterraggio di elicotteri. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni che avevano reso gli Oddone i due operai, seppur feriti, erano coscienti e parlavano e si erano detti d&#8217;accordo per venire trasportati in ospedale con le auto. Una versione che evidentemente non ha convinto del tutto i magistrati. Angelo Oddone aveva detto: &#8220;Quando mi infortunai io nel 2007, il 118 arriv\u00f2 dopo tre ore, ecco perch\u00e8 Vlad in ospedale lo abbiamo portato noi. Per mio figlio farei lo stesso. E poi ero convinto che si fosse fatto poco male&#8221;.<\/p>\n<p>La famiglia della vittima, la mamma e due sorelle, assistita dagli avvocati Francesco e Fabio Ruffino, nel frattempo si \u00e8 costituita parte civile nel procedimento. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bardineto. Si sarebbe dovuto discutere questa mattina, in udienza preliminare, davanti al gup Donatella Aschero, il caso dell&#8217;infortunio sul lavoro nell&#8217;azienda agrituristica &#8220;Fratelli Oddone&#8221; di Bardineto costato la vita ad un ventottenne romeno, Gheorge Wladut Asavei. 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