{"id":238484,"date":"2013-04-09T15:54:16","date_gmt":"2013-04-09T13:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238484"},"modified":"2013-04-09T17:25:04","modified_gmt":"2013-04-09T15:25:04","slug":"consiglio-regionale-il-punto-del-presidente-burlando-sulla-crisi-pagare-le-imprese-ed-i-crediti-iva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/consiglio-regionale-il-punto-del-presidente-burlando-sulla-crisi-pagare-le-imprese-ed-i-crediti-iva\/","title":{"rendered":"Consiglio regionale, il punto del presidente Burlando sulla crisi: &#8220;Pagare le imprese ed i crediti Iva&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> La seduta del Consiglio regionale di oggi \u00e8 stata aperta con le comunicazioni del presidente della giunta, Claudio Burlando. \u201cCi troviamo in una crisi drammatica \u2013 ha esordito -. La nostra generazione non ha mai conosciuto le difficolt\u00e0 con le quali ci stiamo confrontando. La crisi \u00e8 iniziata nell\u2019autunno del 2008: non si tratta di una di quelle crisi cicliche che vanno e vengono. Siamo in una fase in cui una parte del mondo, alcuni Paesi europei, quelli del Mediterraneo, nello specifico, ha smarrito i meccanismi della crescita e via via dell\u2019occupazione. Abbiamo quindi cercato, con l\u2019iniziativa di cui stiamo parlando, di affermare: la crisi pu\u00f2 finire soltanto se facciamo delle cose coerenti per farla finire\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_247\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_247\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Burlando ha quindi esaminato le radici dell\u2019attuale fase di stallo, di recessione economica: \u201cDopo il boom economico si \u00e8 pensato fosse conveniente per l\u2019Occidente produrre in paesi a basso costo di manodopera, ad esempio nei Paesi del Nord Africa o in Albania, immaginando che il ciclo economico  governato con bassi costi in quei Paesi potesse reggere su un\u2019economia terziaria. Ma si \u00e8 verificato che questo meccanismo non funziona, che i Paesi cominciano a produrre per conto terzi, in maniera autonoma e che man mano essi stessi diventano protagonisti di una crescita molto forte. Si sono, dunque, create nuove attrazioni di forze mondiali  produttive, economiche, finanziarie e di esportazione, indebolendo fortemente altre aree storicamente forti del mondo e noi siamo nel pieno di questa difficolt\u00e0. La disoccupazione ha raggiunto l\u201911,7 per cento, soltanto nell\u2019ultimo mese si \u00e8 registrata una lieve diminuzione  all\u201911,6 per cento. La disoccupazione giovanile ha raggiunto il 38,7 per cento: cifre che nono conoscevano dal 1992. E\u2019 apparso evidente, in questi ultimi due anni, che un tentativo di risanamento finanziario, non associato a politiche di coesione e di crescita, ha generato solo qualche fenomeno di miglioramento dei conti pubblici, ma ha creato recessione e fenomeni di povert\u00e0 che non sono pi\u00f9 sostenibili. E\u2019 stato messo in campo \u2013 e arriviamo ai giorni nostri \u2013 il meccanismo di non pagare i debiti che ha completamente bloccato un pezzo consistente dell\u2019economia italiana e provocato chiusure, licenziamenti e la crescita al ricorso della cassa integrazione. E\u2019 evidente che \u00e8 impossibile sorreggere un tessuto economico con un situazione del genere, tanto pi\u00f9 che le banche non vogliono o non possono dare credito. Fino a un po\u2019 di tempo fa  chi aveva crediti con la Pubblica amministrazione si rivolgeva alle banche che scontavano le fatture, adesso in massima parte questo meccanismo si \u00e8 fermato. Il governo \u2013 ha proseguito \u2013 ha varato sabato un decreto che sblocca 40 miliardi in due anni. A questo punto si apre un altro problema, quello del famoso tetto dell\u2019indebitamento fissato dall\u2019Unione Europea. Il rischio, adesso, \u00e8 che se si riapre questa valvola il Governo voglia tornare in equilibrio sul fronte della spesa riaccendendo una spirale di tagli, di contenimento, che sulla Sanit\u00e0, sul Trasporto locale ha gi\u00e0 prodotto guai molto consistenti\u201d. <\/p>\n<p>Il presidente ha, quindi, annunciato: \u201cL\u2019Agenzia delle Entrate sta cominciando a sbloccare un po\u2019 di crediti Iva e ci ha assicurato che nei prossimi giorni fornir\u00e0 un elenco delle imprese coinvolte per sapere a quanto ammonta il credito medio che pu\u00f2 essere onorato, quali sono i tempi in cui tutto questo processo pu\u00f2 avvenire e qual \u00e8 la massa monetaria che si metter\u00e0 in movimento. Anche questa seconda operazione mette in circolo una certa mole di risorsa. Ma intanto i danni prodotti sono stati molti: si deve sperare che questo ossigeno far\u00e0 crescere fiducia e investimenti. Nel decreto del Governo dovrebbe trovare posto anche il provvedimento salva Province. Le Province liguri, infatti, hanno subito un taglio sbagliato. Nel budget sono stati conteggiati anche i fondi che noi, Regione, diamo per gestire i fondi europei per la formazione e anche quelli per il trasporto pubblico locale. Il governo si era impegnato a correggere questa stortura che sviluppa 22 milioni di euro che, sommati ai 6, 7,8 milioni che noi riusciamo a erogare per pagare i costi che le Province hanno per gestire il Fondo sociale, arrivano a 28-30 milioni\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga, Burlando ha spiegato: \u201cNoi possiamo pagare gennaio e febbraio nei prossimi giorni. Siamo ragionevolmente certi di avere risorse per marzo, pagando a fine aprile. Ma senza un decreto che rifinanzi gli strumenti in deroga del mese di aprile noi siamo impossibilitati a far fronte a questa situazione\u201d.<\/p>\n<p>Burlando ha quindi proseguito: \u201cCredo occorra ora  puntare sui punti di forza di ciascuna regione. Il nostro \u00e8 il \u201ccluster\u201d logistico marittimo e portuale: i porti liguri danno all\u2019erario cinque miliardi di euro all\u2019anno di accise e hanno una potenzialit\u00e0 di banchina gi\u00e0 in essere o possibile tale da poter raddoppiare l\u2019operativit\u00e0 e, quindi, questo gettito. E \u00e8 stato significativo sentirsi rispondere da un grande operatore, secondo al mondo, che in questo Paese \u2013 ma non solo \u2013 si \u00e8 completamente fermato il rapporto tra imprese e banche. Su questo argomento abbiamo pensato a un\u2019iniziativa, da tenersi a maggio, alla quale, oltre alle banche, invitiamo la Cassa depositi e prestiti, che ha grandi masse di risorse accumulate, per capire se non si possa riattivare un canale positivo anche tra un credito particolare, come la Cassa depositi e prestiti, e le imprese che vogliono investire. Una societ\u00e0 vecchia e opulenta pu\u00f2 anche permettersi di non sporcarsi le mani con l\u2019industria e con i porti, perch\u00e9 tanto di suo sta gi\u00e0 a posto; poi, per\u00f2 c\u2019\u00e8 una societ\u00e0 sotto che, per classi sociali o per generazioni di et\u00e0, se ne sta andando via e non vanno via persone poco qualificate ma altamente qualificate\u201d. <\/p>\n<p>Burlando, dopo aver ribadito che si seguiranno tutte le possibilit\u00e0 di effettuare investimenti, ha criticato, definendo lunare l\u2019idea \u201cdi un  Paese che contrasta tutte le grandi opere. Bisogna dare un giudizio su ogni singola opera. Nella logistica europea si sta affermando l\u2019idea di un corridoio nord-sud tra i grandi porti che movimenter\u00e0 sempre pi\u00f9 le merci\u201d. <\/p>\n<p>Burlando ha quindi elencato i punti, alcuni gi\u00e0 ampiamente avviati, che a suo avviso vanno realizzati: \u201cPagare i lavori che le imprese hanno compiuto e i relativi crediti Iva; rifinanziare gli ammortizzatori; ferrovie e in particolare il Valico su cui oggi incontriamo Comune, Regione, Sindacati e Confindustria per capire quanti lavoratori possono andare a lavorare l\u00ec. Quarto punto \u00e8 Fincantieri, che da marzo prossimo inizier\u00e0 a produrre una nave da crociera da 300 milioni di euro; occorre poi un compenso agli investimenti sullo \u201cshipping\u201d, ricordo che da domenica 7 La Spezia ospita le navi da crociera, non in rada, ma sul molo e si prevede l\u2019arrivo di 240.000 persone. Se siamo bravi un po\u2019 di gente rester\u00e0 in Liguria. Occorrono poi interventi autostradali, tutti ormai definiti, tranne uno: aspettiamo la via per la Gronda e poi si aprir\u00e0 la discussione anche su quell\u2019opera. Settimo punto \u00e8 il Polo di Erzelli: stasera incontreremo il rettore dell\u2019universit\u00e0 e nelle varie iniziative intraprese \u00e8 emersa una volont\u00e0 comune di chiudere questa partita cos\u00ec importante per affiancare a un polo di aziende un polo scientifico in cui ci possa essere Universit\u00e0, CNR, ITAE, incubatore, case per studenti. C\u2019\u00e8 poi la nautica: siamo impegnati nell\u2019operazione \u201cBaglietto-Azimut\u201d Abbiamo faticosamente convenuto di creare un settore nautico dimagrito, ma di crearlo comunque. \u00c8 chiaro che senza un nautico dimagrito la Fiera non riesce a stare in piedi. Dovremo capire come si pu\u00f2 fare affinch\u00e9 tutti i lavoratori della Fiera possano avere una continuit\u00e0 occupazionale. Il nono punto \u00e8 la filiera agroalimentare: la legge \u00e8 appena arrivata in Consiglio e vorrei che la approvassimo in tempi anche abbastanza rapidi. L\u2019ultimo punto \u00e8 legato al turismo. Questa \u00e8 una filiera che in Regione \u00e8 veramente molto importante. Sono convinto che abbiamo fatto bene come Giunta ad aprire questa discussione e credo sia giusto adesso farne oggetto di discussione in Consiglio, anche se su molti di questi temi abbiamo lavorato abbondantemente\u201d. <\/p>\n<p>Il presidente ha, infine, annunciato tre iniziative che la giunta intende attuare: \u201cUna certamente con la Lombardia, e forse anche con il Piemonte \u2013 ha detto \u2013 per discutere di portualit\u00e0 e retro-portualit\u00e0. Maroni ha dato la sua adesione e fisseremo una data quanto prima. La seconda, come ho gi\u00e0 annunciato riguarda lo \u201cshipping\u201d (credito). La terza riguarda il settore lavoro e industria\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. La seduta del Consiglio regionale di oggi \u00e8 stata aperta con le comunicazioni del presidente della giunta, Claudio Burlando. \u201cCi troviamo in una crisi drammatica \u2013 ha esordito -. La nostra generazione non ha mai conosciuto le difficolt\u00e0 con le quali ci stiamo confrontando. 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