{"id":238263,"date":"2013-04-06T16:13:19","date_gmt":"2013-04-06T14:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238263"},"modified":"2013-04-06T16:36:38","modified_gmt":"2013-04-06T14:36:38","slug":"carceri-in-liguria-piu-detenuti-rispetto-al-marzo-del-2012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/carceri-in-liguria-piu-detenuti-rispetto-al-marzo-del-2012\/","title":{"rendered":"Carceri, in Liguria pi\u00f9 detenuti rispetto al marzo del 2012"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria. <\/strong>1.881 detenuti, 72 donne e 1.809 uomini; 793 in attesa di un giudizio definitivo e 1.087 condannati. Sono le cifre del sovraffollamento penitenziario ligure al 31 marzo scorso, che vedono tutte le strutture di pena abbondantemente affollate rispetto alle capienze regolamentari. A darne notizia \u00e8 il Sappe, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, con il segretario generale aggiunto Roberto Martinelli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_971\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_971\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cAbbiamo pi\u00f9 detenuti rispetto ad un anno fa, e questo dimostra l\u2019inefficacia delle politiche nazionali in materia penitenziaria. Resta altissima la presenza di detenuti stranieri, tra il 55 ed il 65% a seconda degli Istituti, e dei tossicodipendenti ristretti, oltre il 30%, mentre endemica \u00e8 la carenza di poliziotti penitenziari, sotto organico di circa 400 unit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>Sul costante sovraffollamento penitenziario e sugli eventi critici che quotidianamente si verificano nelle oltre 200 carceri italiane (aggressioni, tentati suicidi, suicidi, ferimenti, atti di autolesionismo), Martinelli avanza alcune proposte concrete: \u201cSe la politica volesse intervenire concretamente sull\u2019emergenza carceri, potrebbe farlo subito con 3 provvedimenti, che non ha preso l\u2019attuale Ministro Guardasigilli. Mi riferisco a processi pi\u00f9 rapidi, espulsione dei detenuti extracomunitari per far scontare loro la pena nel paese di provenienza e soprattutto far scontare la pena ai tossicodipendenti in una comunit\u00e0 di recupero. E\u2019 ovvio che, se come oggi i detenuti stanno 20 ore in cella, questo alimenta tensioni. Dovrebbero lavorare, ma ci vuole una legge apposita e la volont\u00e0 politica per farla, che nel nostro Paese non c\u2019\u00e8. In Germania \u00e8 cos\u00ec. Lavorano con soddisfazione perch\u00e9 stare fuori dalla cella d\u00e0 senso di serenit\u00e0 ed \u00e8 diverso che stare 20 ore rinchiusi senza fare nulla, alternandosi tra chi sta seduto e in piedi per mancanza di spazio. Questo acuisce la tensione, quindi aggressioni e tentati suicidi.\u201d  <\/p>\n<p>\u201cProprio per queste ragioni\u201d \u2013 conclude Martinelli \u2013 \u201cil progetto dei circuiti penitenziari recentemente prodotto dall\u2019Amministrazione penitenziaria \u2013 che vedrebbe il carcere di Chiavari trasformato in Casa di reclusione al posto dell\u2019attuale Casa Circondariale \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 un bluff. Il superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e la maggiore apertura per i detenuti deve associarsi alla necessit\u00e0 che questi svolgano attivit\u00e0 lavorativa e che il Personale di Polizia penitenziaria sia esentato da responsabilit\u00e0 derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo ad un solo poliziotto quello che oggi lo fanno quattro o pi\u00f9 Agenti, a tutto discapito della sicurezza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 1.881 detenuti, 72 donne e 1.809 uomini; 793 in attesa di un giudizio definitivo e 1.087 condannati. Sono le cifre del sovraffollamento penitenziario ligure al 31 marzo scorso, che vedono tutte le strutture di pena abbondantemente affollate rispetto alle capienze regolamentari. 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