{"id":238252,"date":"2013-04-06T11:42:04","date_gmt":"2013-04-06T09:42:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238252"},"modified":"2013-04-06T16:37:33","modified_gmt":"2013-04-06T14:37:33","slug":"nuovofilmstudio-il-documentario-mare-chiuso-chiude-la-rassegna-orizzonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/nuovofilmstudio-il-documentario-mare-chiuso-chiude-la-rassegna-orizzonti\/","title":{"rendered":"Nuovofilmstudio, il documentario \u201cMare Chiuso\u201d chiude la rassegna \u201cOrizzonti\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Gioved\u00ec 11 aprile alle ore 21 il Nuovofilmstudio chiude la rassegna \u201cOrizzonti\u201d con il film documentario \u201cMare Chiuso\u201d di Stefano Liberti e Andrea Segre.<\/p>\n<p>La rassegna ha voluto essere un\u2019occasione di riflessione sulla tematica delle politiche sull\u2019immigrazione, fenomeno che non pu\u00f2 certo considerarsi occasionale o sporadico, ma che fa parte della storia della societ\u00e0 umana in un mondo aperto alla globalizzazione delle merci e della comunicazione ma che resta ancora chiuso alla circolazione delle persone.<\/p>\n<p>Proprio con questo pensiero viene proposta la visione di un film che racconta la vicenda dei respingimenti a opera del governo italiano: &#8220;Mare Chiuso&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Da maggio 2009 e settembre 2010 &#8211; si legge nella recensione del film &#8211; oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non si \u00e8 mai potuto sapere ci\u00f2 che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti &#8211; prosegue -, perch\u00e9 nessun giornalista era ammesso sulle navi e perch\u00e9 tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto \u00e8 cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo Unhcr di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignit\u00e0, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall&#8217;Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell&#8217;opinione pubblica italiana, ma per la quale l&#8217;Italia \u00e8 stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario&#8221;.<\/p>\n<p>La proiezione verr\u00e0 preceduta dalla visione di \u201cPap\u00e0 non torna pi\u00f9\u201d corto della trilogia \u201cLa vita che non CIE\u201d(Italia 2012) di Alexandra D\u2019Onofrio.<\/p>\n<p>La rassegna \u00e8 stata realizzata grazie al contributo di Caritas Diocesana di Savona, Fondazione Comunit\u00e0 Servizi e Cooperativa Sociale Progetto Citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Gioved\u00ec 11 aprile alle ore 21 il Nuovofilmstudio chiude la rassegna \u201cOrizzonti\u201d con il film documentario \u201cMare Chiuso\u201d di Stefano Liberti e Andrea Segre. 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