{"id":238222,"date":"2013-04-05T18:39:40","date_gmt":"2013-04-05T16:39:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238222"},"modified":"2013-04-05T19:10:34","modified_gmt":"2013-04-05T17:10:34","slug":"parchi-regionali-e-foreste-italia-nostra-pasticci-della-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/parchi-regionali-e-foreste-italia-nostra-pasticci-della-regione\/","title":{"rendered":"Parchi regionali e foreste, Italia Nostra: &#8220;Pasticci della Regione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Italia Nostra, tramite il suo consiglio delle sezioni liguri, rinnova le sue fortissime critiche ai recenti provvedimenti della Regione Liguria in materia di beni naturali. \u201cUna strampalata disposizione contenuta nella legge regionale n. 48, approvata il 20 dicembre 2012, ha previsto, in nome della spending review, di accorpare a partire dal 30 settembre prossimo in un unico \u201cEnte Parchi Liguri\u201d i sei enti parco regionali di Portofino, Montemarcello-Magra, Beigua, Antola, Aveto, Alpi Liguri. Ma si tratta di enti che per statuto gi\u00e0 prevedono la partecipazione gratuita dei componenti dei relativi organismi, a parte i presidenti\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cE\u2019 stato dunque un grossolano errore, prendendo a pretesto un decreto-legge dell\u2019autunno scorso del governo Monti (in materia di finanza degli enti locali), sostenere che fosse obbligatorio procedere alla fusione dei vari enti parco sparsi su tutto il territorio regionale; infatti il decreto-legge statale non prevede affatto la soppressione degli enti parco regionali; la Liguria infatti \u00e8 l\u2019unica che ha percorso questa strada, mentre regioni come Lombardia, Lazio, Piemonte, Marche, Sicilia, Toscana, Veneto, non hanno in previsione alcun accorpamento o soppressione degli enti parco in quanto tali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019amministrazione regionale, nell\u2019interpretare malamente le disposizioni statali, ha creato una situazione kafkiana; dopo essersi accorti di aver ottemperato ad un obbligo inesistente, ora nessun assessore o dirigente vuole far retromarcia, e rimediare al pasticcio, per non fare la figura dell\u2019incompetente\u201d, sottolinea Italia Nostra.<\/p>\n<p>\u201cI nostri parchi sono realt\u00e0 troppo differenti una dall\u2019altra, dotati tutti di proprie regolamentazioni fondate sulle relative specificit\u00e0, funzionanti ormai da molti anni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInoltre il 20 marzo scorso il Consiglio Regionale ha maldestramente modificato la propria legge forestale del 1999, peggiorando la normativa regionale in materia di gestione dei boschi. Con questa legge regionale (in corso di pubblicazione) si sono limitate le possibilit\u00e0 di rimboschimenti compensativi, nelle aree adiacenti, in caso di interventi edilizi nei boschi. In pratica si \u00e8 escluso a priori che la trasformazione, anche con interventi urbanistico-edilizi, del bosco (quella sotto i 500 metri quadrati) sia assoggettabile ad una compensazione forestale; un decreto legislativo nazionale del 2001 prevede invece che in caso di trasformazione d\u2019uso della superficie boscata \u201cdeve essere compensata da rimboschimenti con specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale, su terreni non boscati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer Italia Nostra \u00e8 assurdo contemplare la possibilit\u00e0 di affidamento del patrimonio forestale di propriet\u00e0 regionale anche ad imprese forestali private. Infatti il patrimonio forestale regionale deve assolvere a compiti di tutela della biodiversit\u00e0, protezione dei beni naturali, difesa del suolo, fruizione controllata da parte della collettivit\u00e0, e tali obiettivi sembrano incompatibili con le esigenze di profitto di imprese private\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIn difesa di queste scelte si registrano delle confusissime dichiarazioni dell\u2019assessore regionale Barbagallo e di altri consiglieri regionali, con cui sostanzialmente si afferma che la superficie boscata ligure \u00e8 gi\u00e0 sin troppo vasta e che occorre far spazio all\u2019agricoltura; non si comprende cosa c\u2019entri l\u2019agricoltura con la svendita della legna dei piccoli boschi di propriet\u00e0 pubblica (poche migliaia di ettari), la met\u00e0 dei quali peraltro ricade nei parchi regionali del Beigua e dell\u2019Aveto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPurtroppo la Liguria \u00e8 ricca soprattutto di \u201cboschi poveri\u201d (estensioni di conifere spesso attaccate dalla cocciniglia del pino, o castagneti a ceduo abbandonati), che non assolvono a sufficienza il ruolo di difesa del suolo; intaccare i pochi boschi d\u2019alto fusto, per di pi\u00f9 di propriet\u00e0 pubblica, \u00e8 dunque sintomo di non conoscenza dei problemi per non dire di involuzione culturale in campo ambientale. Salvo poi lamentarsi del dissesto idrogeologico nelle aree ove si sono operati tagli a casaccio su pendii franosi. Infine l\u2019aver stabilito che la realizzazione di piste e strade forestali non costituisce mutamento di destinazione d\u2019uso viola la normativa statale prevista dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio del 2004\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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