{"id":238177,"date":"2013-04-05T13:01:03","date_gmt":"2013-04-05T11:01:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238177"},"modified":"2013-04-05T17:26:33","modified_gmt":"2013-04-05T15:26:33","slug":"spaccio-ed-estorsione-interessi-sino-al-450-stroncata-banda-albanese-agli-arresti-anche-un-parrucchiere-di-albisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/spaccio-ed-estorsione-interessi-sino-al-450-stroncata-banda-albanese-agli-arresti-anche-un-parrucchiere-di-albisola\/","title":{"rendered":"Spaccio ed estorsione, interessi sino al 450%: stroncata banda albanese, agli arresti anche un parrucchiere di Albisola"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>.\u00a0Spaccio, usura, estorsioni ed intimidazioni. Questi i rami dell\u2019attivit\u00e0 criminale della banda di albanesi che, con il concorso di un parrucchiere di Albisola, operava nel Savonese. La squadra mobile della Questura ha stroncato il sodalizio eseguendo otto misure di custodia cautelare disposte dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. Certosino il lavoro di indagine per concludere l\u2019operazione che \u00e8 stata ribattezzata \u201cViper\u201d (dal soprannome dato alla Corvette di uno del gruppo). <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_215\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_215\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In carcere \u00e8 finito il presunto capo dell\u2019organizzazione, Edmond Gjini, 30 anni, albanese, il fratello Albert di 40 anni, Ylli Lala, 37 anni e il fratello Emirjon, 25 anni, gi\u00e0 in carcere per spaccio di droga e per un tentato omicidio accaduto in via delle Trincee a Savona. In manette anche Igor Turezzini, 34 anni, parrucchiere di Albisola (agli arresti domiciliari), Ivan Chessa, 34 anni, savonese, e un egiziano soprannominato \u201cAmedeo\u201d, 32 anni, con l\u2019obbligo di firma e infine un collaboratore dei due fratelli Gjini, un uomo di 32 anni, ancora latitante. Di questi due la polizia ha preferito non fornire le generalit\u00e0. Altre otto persone sono state denunciate, quattro sono albanesi e quattro italiani. <\/p>\n<p>Era feroce l\u2019attivit\u00e0 di minaccia compiuta dagli estorsori, che pretendevano cifre iperboliche per i prestiti erogati. Spiega il questore Vittorino Grillo: \u201cE\u2019 stata un\u2019operazione importante della polizia che si \u00e8 protratta per sei mesi. Importante sia per il calibro dei protagonisti finiti agli arresti sia per la tipologia dei reati. Attorno alla banda giravano altissimi interessi nell\u2019usura e quando i soggetti non riuscivano a pagare, i malviventi passavano alla fase successiva, quella dell\u2019estorsione. Alla fine i malcapitati sono arrivati a vedersi chiedere il 450% in un anno sulle somme prestate. Non solo. Gli estorsori hanno cercato di convincere i debitori a commettere azioni di spaccio di droga per rientrare del prestito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFortunatamente l\u2019intervento della squadra mobile, dalla denuncia di un carrozziere, ha permesso di scoperchiare un\u2019ampia trama di collegamenti tra cittadini albanesi di seconda generazione, con la partecipazione di un parrucchiere di Albisola che ne era diventato uomo di fiducia. L\u2019attivit\u00e0 investigativa sta proseguendo per verificare la dimensione di quest\u2019organizzazione, scoprire eventuali addentellati e sondare quella che si \u00e8 rivelata un\u2019attivit\u00e0 criminale cruenta\u201d conclude il questore. <\/p>\n<p>La dirigente della squadra mobile savonese, Rosalba Garello, ricostruisce: \u201cQuesta era un\u2019organizzazione dedita non solo allo spaccio di stupefacenti, ma anche all\u2019usura, non disdegnando di ricorrere a modalit\u00e0 estorsive a volte particolarmente gravi. Per recuperare i crediti effettuavano minacce serie agli interessati o ai familiari degli stessi. Gli estorsori chiedevano la vendita di oggetti di valore o perfino autovetture o immobili. A fronte di prestiti da 10 mila euro gli usurai arrivavano a chiedere cifre che sono arrivate in un caso a 45 mila euro e in un altro addirittura a 100 mila. Si pensi che un\u2019automobile acquistata a 30 mila euro \u00e8 stata svenduta a 15 mila. L\u2019organizzazione era costituita complessivamente da una ventina di persone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl parrucchiere di Albisola aveva un ruolo di spicco nella banda, con un compito intermedio \u2013 prosegue \u2013 I due fratelli albanesi che insieme ad un terzo tenevano le fila dell\u2019organizzazione si avvalevano di pusher che piazzassero la cocaina ad un certo livello. Mediamente venivano venduti due etti di cocaina per volta, in pietra, quindi quintuplicabile una volta raffinata. Per il valore tra i 60 e 70 euro al grammo. Il parrucchiere faceva da intermediario tra gli spacciatori che via via smerciavano la droga al dettaglio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cGli episodi di violenza, legati alle intimidazioni, sono stati molteplici. L\u2019organizzazione contemplava ruoli ben definiti. Uno degli albanesi, molto robusto e prestanti, aveva il compito di fare le minacce fisiche\u201d conclude la dirigente della squadra mobile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona.\u00a0Spaccio, usura, estorsioni ed intimidazioni. Questi i rami dell\u2019attivit\u00e0 criminale della banda di albanesi che, con il concorso di un parrucchiere di Albisola, operava nel Savonese. La squadra mobile della Questura ha stroncato il sodalizio eseguendo otto misure di custodia cautelare disposte dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. 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