{"id":238045,"date":"2013-04-03T17:22:45","date_gmt":"2013-04-03T15:22:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=238045"},"modified":"2013-04-03T17:53:22","modified_gmt":"2013-04-03T15:53:22","slug":"regione-piredda-idv-priorita-ai-crediti-delle-micro-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/04\/regione-piredda-idv-priorita-ai-crediti-delle-micro-imprese\/","title":{"rendered":"Regione, Piredda (Idv): \u201cPriorit\u00e0 ai crediti delle micro imprese\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cCon lo sblocco dei 40 miliardi di euro di debiti delle Pubbliche amministrazioni verso le imprese deciso dal Parlamento, sarebbe auspicabile che la Regione mettesse in testa alla lista dei creditori le piccole e micro imprese che costituiscono l\u2019asse portante della nostra economia\u201d. Questo l\u2019obiettivo dell\u2019ordine del giorno che domani mattina Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione, presenter\u00e0 in consiglio regionale. Secondo quanto comunicato dal ministero dell\u2019Economia, i 40 miliardi di euro dovrebbero essere ripartiti tra Stato, Sanit\u00e0, Regioni, Province e Comuni, agli enti locali spetterebbero 12 miliardi nel 2013 e 7 miliardi nel 2014, alla sanit\u00e0 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014 e allo Stato 7 miliardi in due anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLo sblocco dei pagamenti arretrati con svincolo dal patto di stabilit\u00e0 \u2013 spiega Piredda \u2013 costituisce una prima boccata d\u2019ossigeno per le imprese che da anni in Italia subiscono un gap altamente penalizzante rispetto ai competitors europei e che ha decisamente contribuito ad acuire lo stato di crisi in cui le nostre imprese si trovano dal 2008. Infatti, i tempi medi di pagamento alle imprese in Italia si sono allungati, in media, di 44 giorni, passando dai 95 di fine 2010 ai 137 del 2011. Per le costruzioni la dilazione \u00e8 aumentata addirittura di 63 giorni, passando da 94 a 157 giorni, nel manifatturiero da 102 a 147 e nei servizi da 78 a 108 giorni. Mediamente in Italia un\u2019impresa impiega 6 mesi per riscuotere una fattura, pi\u00f9 del doppio rispetto alla media europea\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn Liguria, mediamente, un\u2019impresa ci mette 143 giorni per farsi pagare e con un conseguente incremento dei costi del 99,3%. Secondo un\u2019indagine Ispo, i \u201cpeggiori pagatori\u201d risulterebbero Asl ed enti ospedalieri liguri, che impiegano in media ben 170 per saldare il dovuto alle imprese: un comparto su cui \u00e8 necessario un forte intervento da parte della Regione, vista la propria diretta competenza\u201d. <\/p>\n<p>\u201cNella nostra regione, il pi\u00f9 duramente colpito dai ritardi di pagamento \u00e8 il settore delle costruzioni che ha perso in quattro anni oltre 8mila addetti e che \u00e8 costituito per il 75% da imprese artigiane di piccole e piccolissime dimensioni. Pertanto, nello stabilire una scala di priorit\u00e0 in base all\u2019emergenza creditizia, ritengo auspicabile che, compatibilmente con le disposizioni statali, la Regione metta in cima alla lista le imprese di minori dimensioni che magari vantano crediti di importi contenuti, ma di vitale importanza per la loro stessa sopravvivenza\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cCon lo sblocco dei 40 miliardi di euro di debiti delle Pubbliche amministrazioni verso le imprese deciso dal Parlamento, sarebbe auspicabile che la Regione mettesse in testa alla lista dei creditori le piccole e micro imprese che costituiscono l\u2019asse portante della nostra economia\u201d. 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