{"id":237526,"date":"2013-03-26T13:06:08","date_gmt":"2013-03-26T12:06:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=237526"},"modified":"2013-03-26T16:15:15","modified_gmt":"2013-03-26T15:15:15","slug":"magazzino-e-auto-a-fuoco-ad-andora-indagato-imprenditore-edile-dissidi-per-lavori-edilizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/magazzino-e-auto-a-fuoco-ad-andora-indagato-imprenditore-edile-dissidi-per-lavori-edilizi\/","title":{"rendered":"Magazzino e auto a fuoco ad Andora, indagato imprenditore edile: dissidi per lavori edilizi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora.<\/strong> Svolta nelle indagini sull\u2019incendio di origine dolosa che, nella tarda serata del 24 ottobre scorso, aveva completamente bruciato ad Andora una baracca in legno e lamiera, all\u2019interno della quale vi erano attrezzi agricoli e due vecchi autoveicoli non pi\u00f9 marcianti, nonch\u00e9 a breve distanza un autoveicolo Fiat Dobl\u00f2, di propriet\u00e0 di una donna 57enne di suo figlio. Dopo gli accertamenti dei carabinieri di Andora la Procura della Repubblica di Savona ha indagato L.B., imprenditore edile residente nel Lazio, ritenuto coinvolto nell\u2019incendio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_352\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_352\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le indagini si sono rivelate ben presto difficili: nessuna traccia lasciata dal rogo e la successiva opera di spegnimento delle fiamme da parte dei Vigili del Fuoco, aveva irrimediabilmente compromesso la scena del crimine. Non \u00e8 stato trovato alcun testimone che avesse visto o sentito qualcosa. Gli inquirenti hanno cominciato a scavare nel passato delle vittime, per trovare indizi utili ad orientare le indagini. In particolare negli ultimi tre anni, le vittime avevano avuto dissidi con una societ\u00e0 ed un\u2019impresa che avevano effettuato lavori di ristrutturazione ad un immobile nelle adiacenze, sfociati in esposti e denunce per i quali erano intervenute le Autorit\u00e0 competenti.<\/p>\n<p>In una occasione nel corso del 2010, i carabinieri del N.O.E., in collaborazione con i colleghi dell\u2019Arma locale, avevano riscontrato violazioni in materia di edilizia sequestrando anche una porzione di terreno e denunciando i responsabili alla Procura della Repubblica di Savona.<\/p>\n<p>Il giovane proprietario dei terreni insieme con sua madre, Fabio Favara, risultava aver collaborato con la Onlus \u201cCasa della Legalit\u00e0\u201d, segnalando fatti ed episodi relativi al territorio andorese e di interesse per quella associazione, partecipando anche ad una manifestazione contro le infiltrazioni mafiose nel savonese, svoltasi nel settembre scorso a Vado Ligure.<\/p>\n<p>Da qui, quindi, le possibili implicazioni per quello che, almeno teoricamente, poteva anche rivelarsi un atto intimidatorio da parte della criminalit\u00e0 organizzata.<\/p>\n<p>Tuttavia dagli accertamenti svolti a 360\u00b0 dai carabinieri di Andora non esistevano elementi di connessione con un possibile atto, per cos\u00ec dire, di \u201cstampo mafioso\u201d, n\u00e9 con l\u2019attivit\u00e0 svolta dal giovane attivista della \u201cCasa della Legalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Le indagini si sono quindi concentrate su quella che sembrava gi\u00e0 in origine la pista pi\u00f9 probabile: dissidi avuti in passato con cittadini andoresi e imprenditori che avevano da poco terminato lavori di ristrutturazione ad immobili da cui erano stati ricavati alloggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. 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