{"id":236944,"date":"2013-03-18T09:10:57","date_gmt":"2013-03-18T08:10:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=236944"},"modified":"2013-03-18T18:12:52","modified_gmt":"2013-03-18T17:12:52","slug":"consumo-di-sigarette-italia-prima-in-europa-allarme-per-contrabbando-e-uso-di-prodotti-low-cost","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/consumo-di-sigarette-italia-prima-in-europa-allarme-per-contrabbando-e-uso-di-prodotti-low-cost\/","title":{"rendered":"Consumo di sigarette, Italia prima in Europa: allarme per contrabbando e uso di prodotti low cost"},"content":{"rendered":"<p>Un altro triste primato, giacch\u00e9 in questi ultimi anni l\u2019Italia \u00e8 abituata ad occupare le code di molte classifiche a livello europeo anche per chi si occupa di tutela della salute, \u00e8 quello del consumo di \u201cbionde\u201d. Il Nostro Paese, infatti, costituisce il mercato pi\u00f9 importante per il consumo di sigarette a livello europeo. Nella speciale graduatoria al Belpaese seguono Germania, Spagna, Polonia e Francia. Questi primi cinque Paesi UE detengono il 60% dell\u2019intero volume d\u2019affari derivanti dalla vendita di sigarette.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_330\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Venendo al dettaglio del caso \u201cItalia\u201d per comprendere quale sia il mercato nazionale \u00e8 sufficiente prendere una parte dei dati presentati da JTI (Japan Tobacco International) a seguito di una serie d\u2019incontri organizzati sul territorio con gli operatori Assotabaccai. I primi 50 prodotti venduti generano il 79% del volume totale delle vendite, mentre il grosso di queste viene realizzata da 36mila tabaccherie su un totale di circa 56mila.<\/p>\n<p>Per non parlare del dato che deriva dalla vendita illecita di sigarette che con la crisi economica ha ripreso a volare con prospettive che paiono ricordare quelle di fine anni \u201980 \u2013 inizio anni \u201990, quando il contrabbando aveva raggiunto i massimi livelli. Per quanto \u00e8 dato sapere, le stime del 2012 parlavano di cifre gi\u00e0 importanti derivanti dai traffici illeciti di \u201cbionde\u201d con una fetta pari al 6,4% del mercato italiano e perdite erariali per circa 875 milioni di euro.<\/p>\n<p>L\u2019incremento del fenomeno del contrabbando avviene attraverso flussi provenienti sia via mare a mezzo container dalla Cina e dalla Grecia, che via terra dalla Repubblica di Moldova, dalla Polonia e dall\u2019Ucraina. L\u2019Italia che con enormi sforzi anche in termini di vite umane perse era riuscita a vincere la guerra ai contrabbandieri ed era diventata soprattutto quale luogo solo di transito del traffico di sigarette, oggi ritorna ad essere destinazione finale e terra di consumo.<\/p>\n<p>Sono i numerosi sequestri sul territorio nazionale a confermarcelo e i dati che la Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale hanno rilevato. La maggior parte dei sequestri(70%) in Italia avverrebbero prevalentemente lungo la dorsale adriatica in particolare ad Ancona, Bari e Brindisi, con le Marche ed in particolare la Puglia che insieme raggiungono il 60 % del totale dei sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza.<\/p>\n<p>Secondo Giovanni D\u2019Agata, fondatore dello \u201cSportello dei Diritti\u201d, \u201cse \u00e8 vero che il fumo ed il tabagismo sono piaghe sociali che dovrebbero essere debellate per i costi umani e sociali che portano ogni anno nonostante le campagne a caratura non solo europea che tendono a disincentivarli, va sottolineato che l\u2019uso di sigarette di contrabbando costituisce un pericolo ancor maggiore per la salute pubblica\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOltre al \u2018classico\u2019 contrabbando ed ai derivati del tabacco contraffatti, sta prendendo piede in Italia il traffico delle \u2018cheap white\u2019, ossia delle sigarette fabbricate legittimamente a basso costo e con marchi registrati nel Paese d\u2019origine e \u2018redirezionate\u2019 verso il mercato europeo. Queste \u2018bionde\u2019 pur non essendo commercializzabili all\u2019interno dell\u2019Unione Europea in quanto non conformi ai parametri minimi previsti dalla normativa comunitaria sono oggettivamente ancora pi\u00f9 dannose per la salute a causa degli elevati livelli di catrame, nicotina e monossido di carbonio, oltre alla presenza di altri elementi pericolosi\u201d.<\/p>\n<p>Per contrastare la vendita di questi prodotti nel novembre 2012 \u00e8 stato raggiunto un accordo per iniziative comuni dalla Convenzione per il controllo del tabacco dell\u2019Organizzazione Mondiale della sanit\u00e0 (OMS) che conta 176 Paesi: tra le misure decise c\u2019\u00e8 l\u2019obbligo per gli stati membri di costringere i produttori ad iniziative per aumentare la tracciabilit\u00e0 dei pacchetti.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 ovvio che in una situazione di crisi simile nel quale i fumatori, anche meno incalliti sono costretti ad indirizzarsi verso questi tipi di prodotti per trovare un po\u2019 di risparmio, \u00e8 lo Stato che deve tenere alto il livello di guardia per proseguire con quell\u2019operazione di contrasto al contrabbando ed al traffico illecito di sigarette che porta benefici non solo all\u2019erario, ma soprattutto alla salute dei cittadini\u201d conclude D\u2019Agata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un altro triste primato, giacch\u00e9 in questi ultimi anni l\u2019Italia \u00e8 abituata ad occupare le code di molte classifiche a livello europeo anche per chi si occupa di tutela della salute, \u00e8 quello del consumo di \u201cbionde\u201d. 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