{"id":236794,"date":"2013-03-15T11:20:31","date_gmt":"2013-03-15T10:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=236794"},"modified":"2013-03-15T17:22:03","modified_gmt":"2013-03-15T16:22:03","slug":"tomaso-ecco-come-si-vive-nel-carcere-di-varanasi-genitori-in-partenza-per-lindia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/tomaso-ecco-come-si-vive-nel-carcere-di-varanasi-genitori-in-partenza-per-lindia\/","title":{"rendered":"Tomaso: &#8220;Ecco come si vive nel carcere di Varanasi&#8221;. Genitori in partenza per l&#8217;India"},"content":{"rendered":"<p><strong>India.<\/strong> Pi\u00f9 dell&#8217;iter giudiziario che ormai molti di noi conoscono, sono le lettere di Tomaso a rivelare davvero cosa significhi vivere tra i detenuti del carcere di Varanasi. <\/p>\n<p>Le parole del ragazzo ingauno, condannato in primo grado all&#8217;ergastolo, insieme all&#8217;amica torinese Elisabetta Boncompagni, per la morte del loro compagno di viaggio Francesco Montis, sono state pubblicate da alcuni amici del gruppo &#8220;Alziamo la voce&#8221; nel tentativo di impedire che cali l&#8217;attenzione su questo caso. In particolare in questi giorni difficili nei rapporti tra Italia e India, dopo la decisione del nostro governo di trattenere i due mar\u00f2 nel nostro Paese nonostante lo scadere del permesso elettorale concesso da quello indiano.<\/p>\n<p>Mamma Marina, in partenza domani per Varanasi insieme al marito Luigi Euro Bruno, ha concesso cos\u00ec la pubblicazione delle missive del figlio che descrive la difficile quotidianiat\u00e0 all&#8217;interno della prigione straniera.<\/p>\n<p>&#8220;Dove abito&#8221; \u00e8 il primo &#8220;capitolo&#8221; delle memorie del ragazzo di Albenga. &#8220;Mi trovo nel District Jail di Varanasi (quasi 4 milioni di abitanti), chiamato dai detenuti \u201cChoukaghat\u201d dal nome di un ponte che \u00e8 nelle vicinanze e che d\u00e0 il nome a tutta la zona &#8211; scrive &#8211; Il carcere ospita tutti i detenuti in attesa di giudizio oppure sentenziati per meno di 10 anni(io non sono stato trasferito dopo la sentenza grazie ad un particolare permesso ricevuto, dopo formale richiesta dell\u2019Ambasciata Italiana a New Delhi). In totale siamo circa tremila persone divise in 16 baracconi (barak) ognuno dei quali ospita circa da 100 a 150 detenuti. C&#8217;\u00e8 un piccolo ospedale,ovviamente una cucina, una piccola libreria (che in quasi due anni non sono mai riuscito a visitare) e vari campi dove vengono coltivate verdure con l\u2019aiuto di due buoi. C\u2019\u00e8 anche un cortile (non troppo grande) utilizzato principalmente per le visite e per la celebrazione delle festivit\u00e0 nazionali indiane(15 agosto, giorno dell\u2019Indipendenza, 2 giugno, compleanno di Ghandi ecc)&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;Io mi trovo nella baracca n.8, \u00e8 una struttura lunga una sessantina di metri e larga circa 6(compreso lo spazio per due latrine)e alta circa 3, al cui interno siamo(il numero varia tutti i giorni) &#8211; scrive ancora Tomaso &#8211; Dividiamo un esiguo cortile (circa 70 metri x 4) con la baracca 9 che \u00e8 proprio di fronte alla nostra e che anch\u2019essa ospita circa 130 detenuti. Nel cortile c\u2019\u00e8 una piccola struttura in cemento con all&#8217;interno dieci turche e un\u2019area minuscola con 4 rubinetti e una pompa a mano che utilizziamo per lavarci sia i corpi  che i panni. L\u2019acqua  viene erogata per 6 ore al giorno, 3 al mattino e 3 nel tardo pomeriggio in modo che ti puoi lavare 2 volte al giorno e poi riempirti  le bottiglie d acqua poich\u00e9 quella del pozzo \u00e8 imbevibile( un giorno per sbaglio ne ho bevuto un bicchiere e sono dovuto stare in bagno per 6 ore)&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Nelle latrine non c\u2019\u00e8 acqua corrente quindi quando devi usarle, devi recuperare un contenitore di plastica, riempirlo d\u2019acqua e poi addentrarti in quel fetore e pulirti con le mani che per gli indiani la \u201ccarta igienica\u201d \u00e8 anti-igienica ed inoltre potrebbe intasare i tubi di scarico. Per lavarti invece ti armi di un secchio di plastica e combatti per poterlo piazzare sotto un rubinetto e quindi lavarti con l\u2019aiuto di una tazza &#8211; racconta il giovane &#8211; All\u2019interno della baracca siamo disposti in due file e ciascuno ha a disposizione circa un metro x due per il suo giaciglio fatto di tre o quattro coperte sovrapposte pi\u00f9 un telo come lenzuolo. Nel muro vari ganci di legno per appendere le tue cose. Lungo entrambi i muri ci sono finestre di circa un metro per due e al soffitto ventole ogni circa tre metri. Le ventole sono la cosa pi\u00f9  importante visto il caldo massacrante da aprile a met\u00e0 ottobre(picchi di 50\u00b0 e tasso di umidit\u00e0 al 70%), purtroppo  l\u2019elettricit\u00e0 va e viene e nell\u2019arco di una giornata \u00e8 erogata ala massimo per  14 \/ 16 ore\u2026nelle restanti  10 ti fai aria con dei particolari ventagli chiamati \u201cpanci\u201d ricavati da foglie di palma&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;All&#8217;interno della baracca ci sono anche due televisori che fungono anche da radio e, elettricit\u00e0 permettendo, mandano musica a tutto volume per l\u2019intera giornata. La sera, invece, da luned\u00ec a gioved\u00ec \u201cSoap Opera\u201d ed il weekend film di Bollywood e, se gioca l\u2019India, cricket\u2026Io comunque non guardo mai la TV, preferisco leggere\u2026in quasi due anni ho guardato le finali di Wimbledon e Rolland Garros, le semifinali e la finale dei mondiali di calcio e qualche gara dei Commonwelth Games. La vita all&#8217;interno della baracca \u00e8 relativamente tranquilla gli unici litigi avvengono per l\u2019acqua e nonostante tutto anche le condizioni igieniche(latrine a parte) sono accettabili, ma ne parler\u00f2 pi\u00f9 avanti nella sezione \u201cusi e costumi\u201d. Concludo questo capitolo parlando del cibo. La prigione distribuisce per colazione una tazza di porridge e una tazza di the tutte le mattine, del pane morbido il luned\u00ec e il venerd\u00ec mattina il \u201cchanna\u201d(fagioli) le restanti mattine.  Per pranzo il \u201cDhal\u201d (una zuppa di lenticchie) e vegetali di stagione, la cena idem come il pranzo&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;Il cibo arriva in due grossi pentoloni e ti devi mettere in fila con tuo vassoio di alluminio per recuperare la tua razione completata da un pugno di riso e 8 piadine. Questo \u00e8 il cibo ufficiale e gratuito, che personalmente non ho mai mangiato\u2026la prigione infatti, illegalmente, ha anche una seconda cucina che prepara cibo migliore e ovviamente lo vende come se fosse un ristorante self-service. Al mattino preparano jelaibi(ottime ciambelle di zucchero) e dei vegetali che servono con una specie di pan fritto. Per pranzo sempre vegetali e Dhal ma di qualit\u00e0 molto superiore a quelli gratuiti e la sera idem. Inoltre puoi comprarti il latte caldo tutte le mattine e passano a vendere il the tre o quattro volte al giorno. La variet\u00e0 dei vegetali \u00e8 minima, patate,zucchine,melanzane, cavolfiori ed altri due o tre tipi che non avevao mai visto prima e che non saprei come definire. Carne e pesce non sono ammessi e i detenuti cercano di arricchire la dieta con insalate(cipolle, pomodori, cetrioli, rape rosse), frutta(mele, melograni, banane, mando e papaia), patatine di ogni genere, biscotti e qualche dolce (quasi tutti a base di burro) Ah dimenticavo, tre volte alla settimana vendono uova sode&#8221; conclude Tomaso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>India. Pi\u00f9 dell&#8217;iter giudiziario che ormai molti di noi conoscono, sono le lettere di Tomaso a rivelare davvero cosa significhi vivere tra i detenuti del carcere di Varanasi. 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