{"id":236715,"date":"2013-03-14T13:10:10","date_gmt":"2013-03-14T12:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=236715"},"modified":"2013-03-15T09:47:12","modified_gmt":"2013-03-15T08:47:12","slug":"volume-troppo-alto-in-serata-del-2009-ma-nessun-disturbo-patron-dei-soleluna-assolto-per-la-seconda-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/volume-troppo-alto-in-serata-del-2009-ma-nessun-disturbo-patron-dei-soleluna-assolto-per-la-seconda-volta\/","title":{"rendered":"Volume troppo alto in discoteca, ma nessun disturbo: patron dei Soleluna assolto per la seconda volta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albissola M.<\/strong> \u201cDisturbo delle occupazioni o del riposo delle persone\u201d. Era questa l\u2019accusa contestata ad Alessandro Minetti, patron della discoteca \u201cSoleluna\u201d di Albissola Mare, per un episodio risalente al 26 luglio 2009 quando, secondo quanto accertato dalla polizia municipale, non sarebbero state rispettate le limitazioni sulle emissioni acustiche e ci sarebbe stato uno sforamento dei limiti calcolati in decibel. Una vicenda per la quale Minetti era gi\u00e0 stato giudicato e assolto una prima volta, ma, visto un ricorso poi accolto della Procura in Cassazione, il processo era stato giudicato da rifare.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_640\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_640\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questa mattina quindi il procedimento \u00e8 finito di nuovo davanti al giudice monocratico del tribunale di Savona (stavolta era Marco Canepa, mentre nel primo caso era Giovanni Zerilli) che ha assolto per la seconda volta, \u201cperch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d, il patron del locale notturno. Il giudice ha infatti ritenuto che non ci fosse la concreta prova che il superamento dei limiti acustici (quella sera di circa due decibel) avesse di fatto creato disturbo agli abitanti della zona. Di conseguenza, affinch\u00e9 il reato si configurasse, mancava l\u2019elemento oggettivo (nessuno si \u00e8 presentato in aula per confermare di essere stato infastidito dalla musica) e, al massimo, per la violazione poteva essere contestata una sanzione amministrativa.<\/p>\n<p>La prima assoluzione per il gestore dei Soleluna (assistito dagli avvocati Luigi Gallareto e Fabrizio Ivaldo) era arrivata perch\u00e9 il giudice aveva tenuto conto che avendo provocato rumore in relazione alla propria attivit\u00e0 professionale Minetti non fosse da ritenersi responsabile penalmente. Applicando l\u2019articolo 10 della \u201clegge quadro sull\u2019inquinamento acustico\u201d infatti chi supera, nell\u2019esercizio di una professione i valori limite di emissione e di immissione sonore, \u00e8 punibile con una semplice sanzione amministrativa. In pratica, secondo la pi\u00f9 recente giurisprudenze, il disturbo provocato dall\u2019elevato volume sonoro di un locale da ballo non costituisce elemento di reato ma illecito amministrativo e, di conseguenza, non si pu\u00f2 applicare l\u2019articolo 659 (\u201cDisturbo delle occupazioni o del riposo delle persone\u201d). <\/p>\n<p>La decisione di assolvere Minetti nel primo processo era stata presa anche sulla base di due sentenze della Cassazione. Proprio i giudici della Corte per\u00f2, esprimendosi sull\u2019Appello della Procura, avevano scelto di annullare la sentenza di primo grado ritenendo che le motivazioni non fossero abbastanza precise. Stamattina, dopo il secondo processo, il verdetto non \u00e8 comunque cambiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albissola M. \u201cDisturbo delle occupazioni o del riposo delle persone\u201d. 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