{"id":236323,"date":"2013-03-09T19:01:22","date_gmt":"2013-03-09T18:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=236323"},"modified":"2013-03-09T18:19:41","modified_gmt":"2013-03-09T17:19:41","slug":"lagricoltura-al-femminile-resiste-alla-crisi-grazie-anche-alle-idee-green","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/lagricoltura-al-femminile-resiste-alla-crisi-grazie-anche-alle-idee-green\/","title":{"rendered":"L&#8217;agricoltura &#8220;al femminile&#8221; resiste alla crisi grazie anche alle idee green"},"content":{"rendered":"<p>Dal biologico alle produzioni di nicchia dop e igp fino ad arrivare alla viticoltura ecofriendly. Sono le donne in agricoltura, settore in cui il tasso di \u201cfemminilizzazione\u201d \u00e8 pi\u00f9 elevato. A scattare la fotografia delle \u201cimprenditrici della terra\u201d in Italia, \u00e8 Donne in Campo-Cia, l\u2019associazione \u201cfemminile\u201d della Confederazione italiana agricoltori. In particolare l\u2019associazione segnala che, solo negli ultimi dieci anni la quota di aziende \u201crosa\u201d \u00e8 passata dal 30,4% al 33,3% attuale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questo vuol dire che un imprenditore agricolo su tre \u00e8 donna. Un trend confermato anche dall\u2019Istat, secondo cui nell\u2019ultimo decennio le aziende a conduzione femminile sono diminuite meno di quelle a conduzione maschile (meno 29,6% contro meno 38,6%). Le aziende \u201cal femminile\u201d, dunque, tengono la crisi grazie anche alle idee green. Un esempio virtuoso nel campo della sostenibilit\u00e0 \u00e8 una giovane azienda vitivinicola, 15 ettari di vigneto nelle colline della Val di Chiana, della Cia che ha messo al bando la plastica presente tra i filari. Un\u2019idea innovativa per l\u2019ambiente e, soprattutto \u201cin rosa\u201d.<br>\n\u00a0<br>\nOgni anno, infatti, le nostre vigne consumano 10 chili di plastica per ettaro, sotto forma di quel legaccio verde che si usa per fissare le viti alle strutture di sostegno, il cosiddetto \u201ctubetto agricolo\u201d in pvc. Sicuramente si tratta di uno strumento di lavoro comodo e resistente, ma non \u00e8 per niente ecologico. Per questo nell\u2019azienda di Chiara Innocenti, presidente dei giovani imprenditori della Cia Toscana, e di Francesca e Andrea, i legacci verdi sono stati sostituiti da un cordino di cellulosa, completamente biodegradabile.<\/p>\n<p>In questo modo, i tre giovani conduttori d\u2019azienda, hanno eliminato la plastica dalla propria vigna. E nel dettaglio, risparmiano cos\u00ec 16 chilometri di filo l\u2019anno, pari a 150 chili di plastica. Un gesto ecologico, che evita, tra l\u2019altro, che il terreno circostante si riempia presto di laccetti verdi.<\/p>\n<p>Questo cordino, fatto di fibre di cellulosa, una volta rimosso dalle piante pu\u00f2 tranquillamente essere lasciato sul terreno perch\u00e9 si degrada come qualsiasi altro materiale vegetale. I tre giovani conduttori d\u2019azienda, una biologa, un esperto in comunicazione e una dottoressa in economia, provengono da esperienze differenti, che hanno deciso di mollare per scegliere la vita in campagna. Chiara, ad esempio, con una laurea in economia e un contratto in banca a Milano, \u00e8 stata vittima di uno dei tanti \u201ctagli al personale\u201d.<\/p>\n<p>Cambia strada e ricomincia da capo. Nel 2008, insieme a Francesca, ristruttura un podere di 25 ettari ai piedi del castello di Dorna, nel cuore della Val di Chiana, e mette su un\u2019azienda vitivinicola, coinvolgendo anche Andrea, chiamato a occuparsi dell\u2019aspetto pi\u00f9 imprenditoriale dell\u2019azienda. Ora producono 4 tipi di vino, un vin santo e l\u2019olio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal biologico alle produzioni di nicchia dop e igp fino ad arrivare alla viticoltura ecofriendly. Sono le donne in agricoltura, settore in cui il tasso di \u201cfemminilizzazione\u201d \u00e8 pi\u00f9 elevato. A scattare la fotografia delle \u201cimprenditrici della terra\u201d in Italia, \u00e8 Donne in Campo-Cia, l\u2019associazione \u201cfemminile\u201d della Confederazione italiana agricoltori. 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