{"id":235856,"date":"2013-03-04T17:47:49","date_gmt":"2013-03-04T16:47:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=235856"},"modified":"2013-03-04T18:24:15","modified_gmt":"2013-03-04T17:24:15","slug":"scandalo-carne-equina-federfauna-tutta-colpa-degli-animalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/03\/scandalo-carne-equina-federfauna-tutta-colpa-degli-animalisti\/","title":{"rendered":"Scandalo carne equina, FederFauna: &#8220;Tutta colpa degli animalisti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cLa scelta di non destinare un cavallo alla produzione alimentare deve essere reversibile, per l\u2019economia degli allevatori, la sicurezza dei consumatori ed il bene dei cavalli. Lo scandalo della carne equina scovata in alimenti che non avrebbero dovuto contenerla si sta allargando a macchia d\u2019olio. Allo stesso modo, vista anche la crisi che ha portato alla chiusura di diversi ippodromi, cresce la paura che parte di tale carne possa provenire da ex cavalli sportivi, introdotti illecitamente nella catena alimentare umana e magari trattati con sostanze che potrebbero costituire un potenziale pericolo per l\u2019uomo\u201d. Lo afferma in una nota FederFauna, che scarica le responsabilit\u00e0 sugli ambientalisti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_648\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_648\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Secondo FederFauna, la Confederazione Sindacale degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali, il problema \u00e8 dovuto soprattutto all\u2019attuale normativa, che impone al proprietario di un equide di scegliere se esso sar\u00e0 Destinato alla Produzione Alimentare (DPA) o, in modo irreversibile, non Destinato alla Produzione Alimentare (non-DPA). <\/p>\n<p>\u201cLa scelta di dichiarare un cavallo non-DPA consente molta pi\u00f9 libert\u00e0 nell\u2019uso dei farmaci, ma essendo oggi irreversibile, impone ai proprietari spese non sempre sostenibili, magari per mantenere a vita un animale non solo non pi\u00f9 utilizzabile per le corse, ma magari neanche per fare una passeggiata, oppure per lo smaltimento della sua carcassa una volta morto. Spese che possono indurre pi\u00f9 di qualcuno a cercare illecite scorciatoie\u201d.<\/p>\n<p>Secondo FederFauna il problema potrebbe essere risolto rendendo reversibile la scelta e prevedendo un adeguato tempo di sospensione per i farmaci che garantisca la sicurezza alimentare. La possibilit\u00e0 di reversibilit\u00e0 della destinazione degli animali garantirebbe gli allevatori e i proprietari da possibili perdite ed i cavalli dal rischio di essere abbandonati o macellati clandestinamente o spediti chiss\u00e0 dove, ed una filiera controllata garantirebbe i consumatori.<\/p>\n<p>\u201cAnche la FVE (Federazione dei Veterinari Europei), gi\u00e0 nel 2011 ha preso posizione sullo status dell\u2019equide in relazione al benessere animale, sostenendo che \u201ccrede fermamente che, nell\u2019interesse del benessere animale, vada mantenuto l\u2019attuale inquadramento, che considera i cavalli prioritariamente come animali produttori di alimenti\u201d.<\/p>\n<p>Per FederFauna, quindi, il concetto di animale d\u2019affezione deve essere legato ad una condizione temporanea e reversibile. \u201cLa lobby degli animalisti, invece, continua ad esercitare pressioni perch\u00e9 al cavallo venga assegnato un vero e proprio \u201cstatus\u201d di animale d\u2019affezione, irreversibile, tanto che pi\u00f9 di qualcuno comincia a sospettare che questa lobby cos\u00ec potente e agguerrita possa essere spinta, oltre che dall\u2019idea di creare un giro di costosissimi ospizi per cavalli, cos\u00ec come avviene per i cani randagi, anche da qualche azienda farmaceutica che da tale situazione potrebbe trarre ottimi profitti. Buone notizie, per\u00f2, arrivano da oltreoceano: il Dipartimento dell\u2019Agricoltura Americano (Usda) ha annunciato che,  per la prima volta dal bando posto nel 2007, entro 2 mesi permetter\u00e0 di commercializzare carne di cavallo per il consumo umano, perch\u00e9\u2019, guarda caso, i vincoli posti negli ultimi cinque anni avevano spinto i produttori a portare i capi per la macellazione in Messico e Canada\u201d conclude la nota.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cLa scelta di non destinare un cavallo alla produzione alimentare deve essere reversibile, per l\u2019economia degli allevatori, la sicurezza dei consumatori ed il bene dei cavalli. Lo scandalo della carne equina scovata in alimenti che non avrebbero dovuto contenerla si sta allargando a macchia d\u2019olio. 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