{"id":235602,"date":"2013-02-28T17:48:37","date_gmt":"2013-02-28T16:48:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=235602"},"modified":"2013-02-28T18:29:40","modified_gmt":"2013-02-28T17:29:40","slug":"piste-ciclabili-a-savona-critiche-dal-comitato-albamare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/02\/piste-ciclabili-a-savona-critiche-dal-comitato-albamare\/","title":{"rendered":"Piste ciclabili a Savona, critiche dal Comitato Albamare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u201cPiste ciclabili a Savona. Un problema annoso, che non \u00e8 mai stato affrontato seriamente ed organicamente, e che anche oggi non lo \u00e8. Il PUMT 2010 ha \u201caccennato\u201d dei tracciati per future piste ciclabili. \u201cAccennato\u201d e non \u201cprogettato\u201d. Infatti ha solo indicato dei possibili percorsi, e quindi \u00e8 stato troppo vago. Se analizziamo l\u2019estensione dei percorsi ciclabili a Savona ci bastano abbondantemente le dita di una mano. Sono solo tre! La prima \u00e8 anche una \u201cmezza\u201d pista ciclabile, e sta in corso Ricci: mezza perch\u00e9 \u00e8 a senso unico\u201d. Cos\u00ec il presidente del Comitato Casello Albamare Paolo Forzano, che torna sull\u2019assenza e precariet\u00e0 delle piste ciclabili presenti nella citt\u00e0 della Torretta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_244\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_244\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_244').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_244\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLa seconda \u00e8 in via Nizza. Un tratto rettilineo, interrotto ad un incrocio intermedio, senza la minima protezione per gli utilizzatori. Il comune rifacendo i marciapiedi avrebbe potuto farli pi\u00f9 larghi ed inglobare la pista ciclabile. Non lo ha fatto, ed ha lasciato la pista ciclabile divisa dalla strada solo tramite una riga verniciata. Oltretutto la corsia della pista ciclabile non \u00e8 verniciata del classico colore rosso, pertanto la si confonde con la strada. Inoltre le strisce che delimitano questa pista ciclabile terminano 150 metri prima dell\u2019abitato di Zinola, lasciando i ciclisti a pedalare in una strada larghissima, ma senza \u201climiti\u201d per le auto. Dall\u2019altra parte la pista termina poco prima della rotatoria con la deviazione verso piazzale Amburgo: qui c\u2019\u00e8 una sequenza di cordoli e scalini impressionante! Altro che pista ciclabile, altro che barriere architettoniche\u2026\u201d aggiunge Forzano.<\/p>\n<p>\u201cLa terza pista ciclabile \u00e8 quella delle Officine. Anche questo \u201cspezzone\u201d di pista ciclabile presenta problemi. Intanto di visibilit\u00e0. Le righe disegnate confondono, ed il percorso della pista non \u00e8 chiaro: ci vuole sempre un po\u2019 di sforzo mentale. Ma poi \u00e8 estesa solo nella zona Officine, e sia a levante che a ponente termina bruscamente, anche in modo pericoloso. Se guardiamo l\u2019imbocco verso Savona, anche un\u2019auto potrebbe facilmente prenderlo. Arriviamo all\u2019ultimo spezzone: via Stalingrado. E\u2019 in via di costruzione il tratto che dalle officine porta alla rotatoria di via Vittime di Brescia. Va bene questo? Io credo proprio di no! I pochi metri del marciapiedi allargato, rubati alla strada che \u00e8 stata ridotta da tre a due corsie, sono stati usati male! Invece di fare una pista ciclo-pedonale il pi\u00f9 larga possibile, e che comunque sarebbe stata appena sufficiente, in una certa zona si \u00e8 realizzato un marciapiedi stretto, delle aiuole a mezzaluna, una pista stretta ed a zig-zag! Evviva la fantasia! Ma quale funzionalit\u00e0? E poi la pista ciclabile, anche qui non raggiunge la rotatoria di via Vittime di Brescia\u201d sottolinea ancora Forzano. <\/p>\n<p>\u201cNon credo ci vogliano delle straordinarie capacit\u00e0 nel capire che i maggiori pericoli nella circolazione stradale si incontrano negli incroci e nelle rotatorie. Pertanto \u00e8 l\u00ec che bisogna operare per avere attraversamenti pedonali ed attraversamenti per le biciclette che garantiscano la sicurezza. Una rotatoria non deve essere progettata solo per le auto. Deve essere progettata per auto, moto, camion e naturalmente dall\u2019altro lato pedoni e biciclette. Purtroppo a Savona abbiamo una storia di rotatorie assolutamente mal progettate. E purtroppo anche i nuovi progetti sono carenti\u201d.<br>\n\u201cAnche l\u2019ultima rotatoria realizzata, quella delle Officine, ha raggi di curvatura mal studiati, che non permettono una corretta deviazione dei camion verso la bretella di parco Doria. Questo \u00e8 paradossale se si pensa che la bretella di parco Doria doveva proprio servire a deviare il traffico da via Stalingrado! E cos\u00ec via Stalingrado diventer\u00e0 area con limite 30 km\/h, ma con transito di mezzi pesanti! Ultimo ma non ultimo: avete visto ciclisti transitare sulla bretella di parco Doria? Io s\u00ec, anzi molti! Ed allora viene spontaneo chiedersi: ma questi progettisti lo sanno che i ciclisti invece di \u201cscalare\u201d via Stalingrado preferiscono fare la bretella perch\u00e9 questa \u00e8 in piano? Ed allora la giusta collocazione della pista ciclabile non sarebbe stata lungo la bretella?\u201d si chiede ancora il presidente del Comitato Albamare, che conclude: \u201cInfine la rotatoria tra Riva del Garda ed Arco, che \u00e8 circondata da una pista ciclabile, ma questa pista ha anche un sottopasso, pertanto i pedoni ed i ciclisti hanno un percorso \u201cprotetto\u201d. Ebbene in quella area ci sono chilometri di belle piste ciclabili, la gente le utilizza, i ragazzi vanno a scuola in bici. Le piste ciclabili non possono essere ridotte a tre spezzoni: ci deve essere una rete percorribile con continuit\u00e0, dai luoghi di residenza a dove la gente vuole andare, almeno per le destinazioni pi\u00f9 gettonate\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u201cPiste ciclabili a Savona. Un problema annoso, che non \u00e8 mai stato affrontato seriamente ed organicamente, e che anche oggi non lo \u00e8. 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