{"id":235417,"date":"2013-02-26T16:13:14","date_gmt":"2013-02-26T15:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=235417"},"modified":"2013-02-26T16:13:14","modified_gmt":"2013-02-26T15:13:14","slug":"gli-atti-non-arrivano-al-tribunale-del-riesame-albanese-a-giudizio-a-savona-per-omicidio-scarcerato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/02\/gli-atti-non-arrivano-al-tribunale-del-riesame-albanese-a-giudizio-a-savona-per-omicidio-scarcerato\/","title":{"rendered":"Gli atti non arrivano al tribunale del Riesame: albanese a giudizio a Savona per omicidio scarcerato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Alla fine le porte del carcere si sono aperte ed \u00e8 potuto tornare a fare il latitante. Xhevedet Plaku, 33 anni, albanese, estradato dall\u2019Albania perch\u00e9 ritenuto responsabile dell\u2019omicidio di un connazionale avvenuto sull\u2019Aurelia a Borghetto Santo Spirito, che gi\u00e0 una volta aveva rischiato di tornare libero per un \u201cimpiccio\u201d burocratico, \u00e8 stato scarcerato davvero. Anche stavolta il motivo \u00e8 da ricercare nella burocrazia: ai giudici del Tribunale del Riesame non sono infatti arrivati gli atti relativi al processo della Corte d\u2019Assise che aveva emesso un\u2019ordinanza di custodia cautelare.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_161\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_161\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In mancanza di quei documenti i magistrati genovesi non hanno potuto fare altro che disporre l\u2019immediata liberazione dell\u2019uomo che, lasciato il Sant\u2019Agostino venerd\u00ec pomeriggio, ha gi\u00e0 fatto perdere le proprie tracce. Dopo l\u2019estradizione Plaku stava gi\u00e0 per essere scarcerato perch\u00e9 era emerso che l\u2019uomo non era ancora stato sottoposto all\u2019interrogatorio di garanzia, obbligatorio entro i 5 giorni dalla notifica dell\u2019ordinanza di custodia cautelare. Per evitare che Plaku tornasse in libert\u00e0 il pm Danilo Ceccarelli ha quindi emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto che gli era stato notificato in cella. Poi era arrivata l\u2019ordinanza che per\u00f2, secondo i giudici genovesi, non \u00e8 stata notificata ai loro uffici e, di fatto, quindi non \u00e8 valida. <\/p>\n<p>Xhevedet Plaku, insieme al connazionale Adrian Plaku, al momento, \u00e8 a processo in corte d\u2019assise per il delitto di Borghetto nel quale era stato ucciso, il 10 giugno 2000, l\u2019albanese di 32 anni Rapi Sali. Finora il procedimento \u00e8 stato piuttosto travagliato visto che \u2013 dopo che si \u00e8 saputo che il contumace Xhevedet era stato arrestato in Albania e condannato per un altro delitto \u2013 il suo difensore, all\u2019epoca Mara Tagliero, aveva chiesto e ottenuto la sospensione delle udienze in attesa dell\u2019estradizione.<\/p>\n<p>Secondo il quadro accusatorio, Xhevedet, insieme ad Adrian Plaku, uccise Sali, in un vero e proprio agguato, sparandogli due colpi di 7.65 alla testa sull\u2019Aurelia. Nello scontro a fuoco rimase ferito in modo gravissimo anche Alfred Hasa. Secondo gli investigatori l\u2019omicidio matur\u00f2 nell\u2019ambito degli scontri tra \u201cbande\u201d per il controllo del mercato della prostituzione di strada lungo l\u2019Aurelia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Alla fine le porte del carcere si sono aperte ed \u00e8 potuto tornare a fare il latitante. 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