{"id":234557,"date":"2013-02-14T10:59:02","date_gmt":"2013-02-14T09:59:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=234557"},"modified":"2013-02-14T10:59:02","modified_gmt":"2013-02-14T09:59:02","slug":"parliamo-di-legalita-il-comune-di-borghetto-promuove-un-progetto-per-affrontare-il-tema-della-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/02\/parliamo-di-legalita-il-comune-di-borghetto-promuove-un-progetto-per-affrontare-il-tema-della-mafia\/","title":{"rendered":"&#8220;Parliamo di legalit\u00e0&#8221;: il Comune di Borghetto promuove un progetto per affrontare il tema della mafia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Borghetto S.S.<\/strong> L\u2019Amministrazione comunale di Borghetto ha avviato il progetto \u201cParliamo di Legalit\u00e0\u201d, un percorso di ampio respiro finalizzato ad approfondire i temi legalit\u00e0 e mafia. Il progetto sar\u00e0 articolato in varie fasi e proporr\u00e0 una serie di attivit\u00e0 ed incontri, durante i quali questi temi verranno spiegati e contestualizzati. Protagonisti degli incontri saranno, di volta in volta, rappresentanti delle istituzioni, familiari di vittime, autori impegnati a divulgare la cultura della legalit\u00e0. I primi due incontri si svolgeranno il prossimo 1 marzo e 12 aprile, secondo il programma di seguito dettagliato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_893\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_893\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_893').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_893\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Venerd\u00ec 1 marzo i coniugi Vincenzo ed Augusta Agostino, congiuntamente a Gianluca Manca, porteranno la propria testimonianza di familiari di vittime di mafia. Nino Agostino, agente della polizia di Stato, venne trucidato, insieme alla moglie Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi di una bambina, il 5 agosto del 1989 a Villagrazia di Carini. Tutto avvenne davanti alla villa di famiglia, Nino e Ida furono crivellati da due sicari in motocicletta, sotto gli occhi dei genitori Vincenzo ed Augusta. Dopo 21 anni, esecutori e mandanti sono ancora senza nome e senza volto, sul fascicolo relativo alle indagini venne infatti posto il vincolo del Segreto di Stato. Vincenzo e Augusta Agostino, genitori dell\u2019agente, continuano a chiedere risposte allo Stato. Augusta non ha ancora tolto il lutto, chiede incessantemente verit\u00e0 e giustizia per suo figlio, chiede allo Stato di fare la sua parte in onore del sacrificio di Nino e a quelle persone che nascondo informazioni utili, di parlare.<\/p>\n<p>Vincenzo \u00e8 divenuto negli anni un\u2019icona dei familiari delle vittime della mafia, lui, che da quel 5 agosto del 1989, non ha pi\u00f9 tagliato barba e capelli che ora, bianchissimi, gli ricoprono il viso e le spalle. Ha giurato di farli crescere fino a quando non emerger\u00e0 la verit\u00e0.<br>\nAttilio Manca, di professione urologo, venne trovato morto in circostanze misteriose la mattina del 12 febbraio 2004, nel suo appartamento di Viterbo. La sua morte fu causata dall\u00b4assunzione di un cocktail di farmaci, eroina ed alcool. La procura di Viterbo, titolare delle indagini sulla morte del medico, ha chiesto per due volte l\u00b4archiviazione del caso come suicidio. La famiglia Manca, attraverso la voce del fratello Gianluca, si \u00e8 opposta alla richiesta di archiviazione, evidenziando come diversi fatti inerenti gli ultimi mesi vita di Attilio smentiscano l\u00b4ipotesi del suicidio e rafforzino il sospetto che si sia trattato di un vero e proprio omicidio legato all\u00b4attivit\u00e0 professionale di Attilio. Il giovane urologo si trov\u00f2 infatti nell\u00b4anno 2003 ad operare in strutture ospedaliere del sud della Francia ed \u00e8 stato accertato che il capo di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, si fece operare nell\u00b4ottobre 2003 in una clinica di Marsiglia.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 12 aprile invece Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, racconter\u00e0 la storia del magistrato che insieme all\u2019amico e collega Giovanni Falcone<br>\n\u00e8 considerato fra gli eroi simbolo della lotta alla mafia. Membro del pool antimafia, il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, si rec\u00f2 insieme alla sua scorta in via D\u2019Amelio, dove viveva sua madre. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell\u2019abitazione della madre con circa 100 kg di esplosivo a bordo deton\u00f2 al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L\u2019unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, scampato perch\u00e9 al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta.<\/p>\n<p>L\u2019orazione funebre, pronunciata da Antonino Caponnetto, il vecchio giudice che diresse l\u2019ufficio di Falcone e Borsellino, riassume il messaggio che il fratello Salvatore, da allora, cerca di divulgare: \u201cCaro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovr\u00e0 diventare e diventer\u00e0 la lotta di ciascuno di noi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl progetto \u2018Parliamo di legalit\u00e0\u2019 nasce dalla volont\u00e0 di divulgare la cultura della Legalit\u00e0, della giustizia, della costituzionalit\u00e0, come valore per le generazioni di oggi e di domani. Gli incontri organizzati, a favore delle Scuole e della cittadinanza, si pongono l\u2019obiettivo di contribuire alla nostra crescita come persone e come cittadini e, come diceva Paolo Borsellino, ad identificarci nelle istituzioni fondamentali della vita associata e a riconoscerci in essa\u201d spiega l\u2019assessore alla cultura Maria Grazia Oliva.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto \u00e8 stata allestita, presso la Biblioteca Civica, la vetrina della legalit\u00e0 con testi e materiale multimediale, per approfondire il tema legalit\u00e0 che quest\u2019anno \u00e8 anche oggetto della X edizione del Concorso \u201cLeggendo si cresce\u201d. Scadenza termine della presentazione elaborati 05 aprile 2013. Il bando \u00e8 scaricabile dal sito del Sistema Bibliotecario della Valle Varatella: http:\/\/sbvv.tecaweb.it.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borghetto S.S. 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