{"id":233964,"date":"2013-02-04T09:23:07","date_gmt":"2013-02-04T08:23:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=233964"},"modified":"2013-02-04T12:54:00","modified_gmt":"2013-02-04T11:54:00","slug":"crisi-disoccupazione-raddoppiata-5-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/02\/crisi-disoccupazione-raddoppiata-5-anni\/","title":{"rendered":"Crisi, disoccupazione raddoppiata 5 anni"},"content":{"rendered":"<p>Disoccupazione raddoppiata in 5 anni, e giovani a caccia di un lavoro che non c\u2019\u00e8. I dati dell\u2019Istat, ed elaborati da Adnkronos, parlano di un tasso di disoccupazione che \u00e8 passato dal 6,5% del dicembre 2007 all\u201911,2% del dicembre 2012. Nello stesso periodo le persone in cerca di occupazione sono aumentate di 1,3 milioni: da 1,6 milioni a 2,9 milioni. I dati parlano anche di una realt\u00e0 giovanile sempre pi\u00f9 difficile: dal 2007 al 2012 i giovani in cerca di lavoro sono aumentati di 15,1 punti percentuali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_101\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_101\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I disoccupati tra 15 e 24 anni erano il 21,5% nel dicembre del 2007 e sono arrivati al 36,6% alla fine dello scorso anno. I numeri dell\u2019Istituto nazionale di statistica mostrano, inoltre, che dalla fine del 2007 c\u2019\u00e8 stata una lenta ma inesorabile riduzione del numero degli occupati, che sono passati dal 59% al 56,4% (-2,6%). Erano 23,4 milioni di occupati a dicembre del 2007 e sono arrivati a 22,7 milioni nel dicembre 2012, con un taglio di 700.000 unit\u00e0 circa. Dai sindacati arriva un appello rivolto al prossimo governo: puntare sulla crescita, per imprimere una svolta nel mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Cgil, Cisl e Uil chiedono di scommettere sulla ricerca e sui giovani, trovando le risorse, dove fino ad ora non sono state cercate. Tornando ai dati dell\u2019Istat, tra gli uomini il tasso di disoccupazione \u00e8 aumentato di 4,9 punti percentuali, passando dal 70,9% al 66%, mentre la disoccupazione \u00e8 cresciuta di 5,4 punti, passando dal 5,2% al 10,6%. I dati sono meno terribili per le donne, che per\u00f2 partono da una posizione molto diversa rispetto al sesso forte. Le occupate nel 2007 erano il 47,1% e 5 anni dopo sono scese al 46,8% (-0,3%); pi\u00f9 marcato, invece, il tasso di disoccupazione che passa dall\u20198,3% al 12,1% (+3,8%). Quello che non bisogna fare, spiega il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, \u201d\u00e8 esattamente il contrario di quanto fatto dagli ultimi due governi\u201d. Il governo Berlusconi, spiega il sindacalista, ha la colpa di aver \u201dnegato la crisi e fatto aumentare il tasso di disoccupazione, mandando il Paese in declino\u201d. Mentre il governo Monti \u201dha adottato ricette basate solo su tagli lineari, portando il Paese in recessione e, sostanzialmente, al raddoppio della disoccupazione\u201d.<\/p>\n<p>Quanto accaduto in passato, secondo Scudiere, \u201d\u00e8 la dimostrazione concreta che le ricette, che in questi giorni stiamo ascoltando in termini propagandistici, non sono risolutive per la crescita e la disoccupazione\u201d. Occorre cercare le risorse dove \u201dnon hanno voluto trovarle, nei gradi patrimoni e nell\u2019evasione\u201d. Poi, attraverso gli incentivi alle imprese, bisogna dare ai giovani \u201dla possibilit\u00e0 di cominciare ad avere un rapporto di lavoro che guardi al futuro\u201d. E\u2019 indispensabile, inoltre, \u201dincentivare la ricerca, per un lavoro di qualit\u00e0. In questo modo il Paese riuscir\u00e0 a crescere; n\u00e9 Berlusconi n\u00e9 Monti hanno le idee chiare, n\u00e9 le credenziali, per essere credibili\u201d.<\/p>\n<p>La conseguenza della crisi, spiega il responsabile industria della Cisl, Luigi Sbarra, \u201d\u00e8 la recessione economica che si sta prolungando. Le aziende, per effetto dei cali di produzione industriale degli ordinativi e fatturato, cercano di tagliare i costi e tutto questo ha ripercussioni negative sulla tenuta dell\u2019occupazione\u201d. Il nuovo governo dovr\u00e0 quindi \u201dporre il tema della crescita e del lavoro tra le priorit\u00e0 da affrontare e risolvere\u201d. La politica industriale, e in particolare il rilancio settoriale manifatturiero, devono \u201drappresentare l\u2019elemento caratterizzante della nuova fase dello sviluppo\u201d. Per i giovani e le donne, che hanno pagato di pi\u00f9 gli effetti della crisi in termini di occupazione, \u201doccorre costruire un\u2019opportunit\u00e0 di occupazione\u201d. Ecco perch\u00e9, spiega Sbarra, \u201dpensiamo che va rafforzato e incentivato l\u2019utilizzo dell\u2019apprendistato, come canale privilegiato dell\u2019occupazione nei giovani\u201d.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato occorre \u201ddefinire un sistema attraverso il quale i lavoratori anziani, a cui mancano pochi anni per andare in pensione, possano essere incentivati a trasformare i propri rapporti di lavoro da full time a part time, in cambio di occupazione per i giovani\u201d. In sindacalista osserva, inoltre, che il dato sulla disoccupazione \u201dpoteva essere ben pi\u00f9 pesante in assenza di un impianto di ammortizzatori sociali che ha tamponato l\u2019emorragia di perdita dei posti di lavoro\u201d. Sbarra ricorda per\u00f2 che sono diverse decine di migliaia i lavoratori che da ottobre dello scorso anno non ricevono la cassa integrazione in deroga. \u201dIn questi giorni stiamo forzando sul ministero del Lavoro per individuare le risorse necessarie a chiudere gli ultimi mesi del 2012, si tratta di 250 milioni di euro\u201d.<\/p>\n<p>Di ammortizzatori sociali parla anche il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, secondo cui senza misure di sostegno al reddito ci sarebbero tra 500.000 e 600.000 disoccupati in pi\u00f9 che farebbero alzare la percentuale di due punti. Gli interventi di sostegno al reddito, tuttavia, rappresentano una cura che serve a guarire dagli effetti ma non interviene sulle cause della disoccupazione. In passato, secondo Loy,\u201d\u00e8 mancata una politica di crescita che in Italia significa, nella crisi, aumentare consumo interno che \u00e8 il punto pi\u00f9 debole della nostra economia\u201d. \u201dNon solo politica del lavoro, quindi, ma anche per il lavoro\u201d, spiega il segretario. L\u2019aumento della disoccupazione, sottolinea Loy, \u201dva in parallelo con la diminuzione della ricchezza prodotta, c\u2019\u00e8 quasi una simmetria perfetta\u201d. E\u2019 quindi evidente che \u201dprima di arrivare alle regole del lavoro, che possono influire sulla disoccupazione, occorre intervenire sulla qualit\u00e0 e quantit\u00e0 del lavoro e sull\u2019economia\u201d. Gli interventi legislativi, secondo il segretario, \u201dpossono attenuare gli effetti negativi della simmetria\u201d intervenendo sul sistema della produzione. Gli ultimi governi, osserva Loy, \u201dnon hanno centrato le politiche necessarie per invertire la rotta\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disoccupazione raddoppiata in 5 anni, e giovani a caccia di un lavoro che non c\u2019\u00e8. I dati dell\u2019Istat, ed elaborati da Adnkronos, parlano di un tasso di disoccupazione che \u00e8 passato dal 6,5% del dicembre 2007 all\u201911,2% del dicembre 2012. 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