{"id":233586,"date":"2013-01-28T14:52:38","date_gmt":"2013-01-28T13:52:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=233586"},"modified":"2013-01-28T18:11:22","modified_gmt":"2013-01-28T17:11:22","slug":"finale-al-lavoro-mentre-percepiva-indennita-per-infortunio-dipendente-assolto-dallaccusa-di-truffa-allinail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/01\/finale-al-lavoro-mentre-percepiva-indennita-per-infortunio-dipendente-assolto-dallaccusa-di-truffa-allinail\/","title":{"rendered":"Finale, al lavoro mentre percepiva indennit\u00e0 per infortunio: dipendente assolto dall&#8217;accusa di truffa all&#8217;Inail"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L<\/strong>. Una condanna al pagamento di una multa di diecimila euro per truffa ai danni dell\u2019Inail perch\u00e9, pur percependo l\u2019indennit\u00e0 per infortunio, un dipendente sarebbe andato comunque al lavoro. Il lavoratore in questione, Antonio Coppola, 43 anni, originario di Castellamare, ma residente a Varazze, per\u00f2 si \u00e8 opposto al decreto penale e ha scelto di andare a giudizio finendo per essere assolto. La verit\u00e0 raccontata dal dipendente di un\u2019azienda che si occupa di macellazione carni nel finalese \u00e8 stata ben diversa: l\u2019uomo ha spiegato di essere stato, di fatto, costretto dal datore di lavoro, attraverso minacce di essere licenziato, a presentarsi in azienda pur essendo infortunato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_144\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_144\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019indagine per truffa nei confronti di Coppola era scattata proprio dopo una comunicazione all\u2019Inail del titolare della ditta secondo cui il dipendente si era ripresentato al lavoro mentre all\u2019Ente risultava fosse ancora in malattia. Da qui erano partiti una serie di accertamenti che avevano portato a contestare a Coppola di aver percepito indebitamente l\u2019indennit\u00e0 dall\u2019Inail per otto giorni per un totale di 888,20 euro. Da l\u00ec era stato emesso il decreto penale di condanna al quale l\u2019uomo, assistito dall\u2019avvocato Alain Barbera, si \u00e8 opposto. In aula la difesa, grazie a documenti e testimonianze, \u00e8 per\u00f2 riuscita a ribaltare le sorti del lavoratore dimostrando che il dipendente aveva effettivamente subito delle \u201cpressioni\u201d dal titolare della ditta. In un primo momento Coppola aveva accolto l'\u201dinvito\u201d del principale a recarsi comunque al lavoro, ma poi, proprio a causa del dolore al braccio infortunato, si era convinto a restare a casa. Proprio in quel momento sarebbe scattata la comunicazione del datore di lavoro all\u2019Inail.<\/p>\n<p>Il processo al lavoratore (la sentenza \u00e8 stata emessa il 16 gennaio dal giudice Marco Rossi) si \u00e8 quindi chiuso con un\u2019assoluzione perch\u00e9 il fatto non costituisce reato. Il giudice ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare la posizione del datore di lavoro (P.C., titolare dell\u2019azienda di macellazione carni) che adesso rischia di passare da persona offesa ad indagato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. Una condanna al pagamento di una multa di diecimila euro per truffa ai danni dell\u2019Inail perch\u00e9, pur percependo l\u2019indennit\u00e0 per infortunio, un dipendente sarebbe andato comunque al lavoro. 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