{"id":233533,"date":"2013-01-27T15:32:21","date_gmt":"2013-01-27T14:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=233533"},"modified":"2013-01-27T15:32:21","modified_gmt":"2013-01-27T14:32:21","slug":"organizzazione-mondiale-del-lavoro-30-milioni-di-lavoratori-senza-lavoro-negli-ultimi-5-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/01\/organizzazione-mondiale-del-lavoro-30-milioni-di-lavoratori-senza-lavoro-negli-ultimi-5-anni\/","title":{"rendered":"Organizzazione mondiale del lavoro: 30 milioni di lavoratori senza lavoro negli ultimi 5 anni"},"content":{"rendered":"<p>Una crisi che sembra non avere fine se si pensa che sono passati cinque anni dallo scoppio di quella finanziaria. Basti pensare che a livello mondiale dal 2007 ad oggi sono oltre 28 i milioni di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. E il 2013 si preannuncia ancora pi\u00f9 difficile specie per i lavoratori.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_586\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_586\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_586').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_586\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Lo rende noto Giovanni D\u2019Agata, fondatore dello \u201cSportello dei Diritti\u201d, facendo riferimento ai dati dell\u2019Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) che, nell\u2019ultimo rapporto che arriva a ridosso dell\u2019inizio del forum economico, ha annunciato che il tasso globale di disoccupazione \u00e8 destinato ancora a salire anche perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessun segnale di crescita economica. La conseguenza sar\u00e0 un aumento dei disoccupati di altri 5,1 milioni di persone, mentre globalmente il numero di senza lavoro superer\u00e0 i 202 milioni. <\/p>\n<p>La situazione non migliorer\u00e0 neanche nel 2014: saranno altri tre i milioni di disoccupati. Il direttore dell\u2019OIL Guy Ryder ha esplicitamente sostenuto che \u201cL\u2019insicurezza derivante dallo sviluppo congiunturale e le contromisure politiche insufficienti hanno indebolito la domanda e frenato gli investimenti e di conseguenza la creazione di nuovi posti di lavoro\u201d. Ed ha aggiunto che \u201cla creazione di nuovi posti di lavoro \u00e8 in calo, mentre aumenta il numero di disoccupati di lunga data\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di tali dati l\u2019OLI ha invitato i governi a decisioni importanti e decise da parte del mondo politico ed economico per combattere il fenomeno. Secondo l\u2019organizzazione \u00e8 indispensabile che per invertire tale tendenza si riparta dalla crescita economica. Ci\u00f2 soprattutto per quei Paesi in difficolt\u00e0 dell\u2019Europa meridionale tra i quali la Grecia, che stanno conoscendo un crollo vertiginoso delle attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Ma L\u2019OLI non si ferma qui e chiede riforme agli Stati e si rivolge al sistema bancario affinch\u00e9  inizi a concedere crediti per investimenti produttivi, in particolar modo destinati alle medie imprese, motori importanti di sviluppo e occupazione.<\/p>\n<p>La cosa che pi\u00f9 sorprende deriva dal fatto che tutto nonostante le misure attuate tra i quali il fondo di salvataggio europeo nonch\u00e9 quelle della banca centrale europea, la crisi non ha mollato il Vecchio Continente coinvolgendo il mercato del lavoro che \u00e8 in grave affanno.<\/p>\n<p>Particolarmente complesso e grave anche per l\u2019OIL \u00e8 il fenomeno della disoccupazione giovanile che rappresenta il pericolo maggiore per la coesione sociale europea.<\/p>\n<p>Un problema globale che coinvolge ben 73,8 milioni giovani a livello mondiale che non hanno un lavoro stabile. Anche per i giovani il tasso di disoccupazione \u00e8 destinato a salire con un aumento di un ulteriore mezzo milione di unit\u00e0 entro il 2014. Se non si prenderanno provvedimenti, la media globale della quota di disoccupati tra i giovani passer\u00e0 dal 12,6% del 2012 al 12,9% nel 2017.<\/p>\n<p>Solo la Svizzera, la Germania e l\u2019Austria sono riuscite a mantenere basso il tasso di disoccupazione giovanile. Al contrario nell\u2019Europa meridionale la situazione \u00e8 precipitata con Grecia e Spagna che hanno un tasso di disoccupazione giovanile che supera il 50%.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 preoccupante \u00e8 che questo dato, per l\u2019OIL costituisce un pericolo che, come gi\u00e0 sottolineato, potrebbe minacciare la coesione sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una crisi che sembra non avere fine se si pensa che sono passati cinque anni dallo scoppio di quella finanziaria. 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