{"id":233511,"date":"2013-01-26T15:13:30","date_gmt":"2013-01-26T14:13:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=233511"},"modified":"2013-01-27T15:56:16","modified_gmt":"2013-01-27T14:56:16","slug":"donne-africane-prese-con-la-cocaina-prima-sali-da-bagno-ora-polvere-per-pulire-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/01\/donne-africane-prese-con-la-cocaina-prima-sali-da-bagno-ora-polvere-per-pulire-loro\/","title":{"rendered":"Donne africane prese con la cocaina: prima &#8220;sali da bagno&#8221;, ora &#8220;polvere per pulire l&#8217;oro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Se la prima giustificazione era surreale, la seconda appare agli inquirenti ancor pi\u00f9 grottesca. \u201cPensavamo fosse polvere per pulire l\u2019oro\u201d: \u00e8 quanto hanno affermato le due donne africane arrestate a Savona con sei chili e mezzo di cocaina purissima. Bloccate presso l\u2019hotel Riviera Suisse, in un primo momento avevano detto agli agenti di avere nello zaino \u201csali da bagno\u201d. Interrogate dal giudice Fiorenza Giorgi, per\u00f2, oggi hanno fornito la versione della polvere per il metallo pregiato. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_842\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_842\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A comparire davanti al gip sono state Georgina Fardrich, 59 anni, nata in Ghana ma cittadina belga, incensurata, e Martha Ajayi, 46 anni, nigeriana, residente a Castelvolturno e con precedenti penali per spaccio. La prima ha riferito di aver incontrato la seconda nella stazione di Roma e poi di averla seguita sino a Savona. <\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 della Torretta le due donne avrebbero incontrato un tizio, mai visto prima, che avrebbe dato loro lo zaino con la sostanza: l\u2019individuo avrebbe detto che conteneva polvere per pulire l\u2019oro e che, se l\u2019avessero portata sino a Torino, avrebbero avuto in cambio 1500 euro. Ecco quanto sostenuto dalle due, una versione considerata poco credibile dagli organi inquirenti. <\/p>\n<p>Sei chili e cinquecento grammi di cocaina in pietra, purissima, per un valore che sfiora quasi i due milioni di euro \u00e8 la quantit\u00e0 di stupefacente sequestrata dalla squadra mobile savonese. Alle donne inoltre sono stati sequestrati 595 euro in contanti e otto cellulari, a due dei quali era stato cancellato il codice Imei che permette la tracciabilit\u00e0 delle chiamate.<\/p>\n<p>La segnalazione che ha portato al ritrovamento della droga e all\u2019arresto delle donne \u00e8 partita dal poliziotto di quartiere. L\u2019agente, come d\u2019abitudine, \u00e8 passato dal Riviera Suisse per eseguire un controllo sulle persone alloggiate rilevando la presenza delle due africane. Una presenza che, sentiti anche i racconti del titolare della struttura ricettiva sulle abitudini delle clienti (\u201cStanno sempre chiuse in camera e quando escono sono molto caute\u201d), ha insospettito il poliziotto che ha allertato i colleghi della mobile. <\/p>\n<p>A quel punto,  verificati anche i precedenti per droga di una delle due donne, \u00e8 scattato il blitz (coordinato dal vicequestore Rosalba Garello e dal suo vice Diego Marchian\u00f2) che ha permesso di bloccare appena in tempo Fardrich e Ajayi: quando le pattuglie sono arrivate in via Paleocapa infatti le donne stavano lasciando l\u2019albergo con i loro bagagli. Alla vista dei poliziotti hanno abbozzato un maldestro tentativo di fuga. Poi \u00e8 scattata la perquisizione che ha portato a uno dei sequestri pi\u00f9 ingenti fatti dalla polizia negli ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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